3. verso le dieci gabbie… (Appunti)

Verso le dieci gabbie di cemento. Prima tappa: Le sedie – Appunti

(segue da:

https://erospea.wordpress.com/2016/06/03/2-le-dieci-gabbie-di-cemento-il-luogo/

…………………………………………………………………………………………………….)

…i 10 combattenti attraversano il cancello, raggiungono le 10 sedie. non sono assegnate. la cosa è indifferente. ognuno legge senza proferire suono la sua medesima scritta “Si nasce nudi, si muore muti”

prendono la lametta per procedere alla rasatura

un combattente si spoglia nel tronco, fino alla gola. Dà un taglio sul ventre. cade sul prato senza emettere voce, in un silenzio profondo.

Adesso in piedi sono 9. procedono col rituale della rasatura

il combattente immerso nel prato si scopre essere nel corpo una femmina

il suo gesto: oscuro, misterioso

[Ipotesi sulle ragioni d’un taglio:

……l’assordante eco del mare che scalcia nel suo utero vuoto?

……non accetta l’impossibilità di scrivere un proprio seme?: la condanna a un mutismo assoluto di voce e scrittura?

……sottrarre quel vuoto a un riempimento preannunciato, imposto, di celata materia in un tempo a venire?

……c’è una natura che non teme la morte come fine, che sa la morte senza fine…

Tra queste ipotesi è il mistero del gesto del combattente femmina, la sua sottrazione all’addestramento prima di giungere alla gabbia di cemento. Non ci sono enigmi da sciogliere. Il caso è chiuso. Il mistero è aperto…]

Dal mare si alza il ruggito delle tigri mentre il decimo combattente emette l’ultimo spiro tra l’ondeggiare delle spighe da grano…

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21 thoughts on “3. verso le dieci gabbie… (Appunti)

        1. io sto ancora riflettendo su quella mutazione o rivelazione del femminile.
          e trovo bellissima l’immagine della chiusa.

          Grande “minima” Dora cara… bella Dora
          Notte di bellezza
          a 🙂

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  1. questo ondeggiare di immagini mi piace molto

    e penso a “il combattente immerso nel prato si scopre essere nel corpo una femmina”

    un sogno, forse, ma vero

    Dora, a presto
    gb

    brava sempre, riesci a porre molte domande

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  2. Ero così anche io con la scrittura. Ma tu sei immensa, vai oltre; io vecchia come sono mi limito a scrivere… e leggo te… e piango, ma di bellezza, vita, dolore, rabbia e mare, ché sempre lo vedo come una canzone attorno a te… sei unica. Notte Dora… mi inchino.

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    1. tesoro bello! ma che dici? tu scrivi ancora una meraviglia! ognuno di noi ha dei momenti di maggiore frequenza nella scrittura stessa, ma… Lascia che la poesia che è in te e nei tuoi sensi faccia il suo corso, anche le sue pause. Poi io ti leggo sempre che ci vai di getto, così delicata, con tutto il sentimento di cui la scrittura e la vita hanno bisogno
      abbraccio fortissimo
      fammi un sorriso dolce, mia piccolaimmensa

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      1. Era solo un ricordo, dolcissima. Di quando avevo 16 anni. Certo che scrivo, e sempre finché avrò vita lo farò, ma da madre – tu sai – mi manca quel perdermi. In modo molto egoistico.
        La poesia fa il suo corso ed io con lei, ci muoviamo assieme… così per me, e per te, e mille altri.
        Ti stringo anche io. Forte. E sorridendo piano invio queste parole…❤️

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        1. ho capito che dici… ma penso oggi sia proprio quella maternità dolorosa, che segna, ma colma di delicatezza, ed è da rispettare… questo fa la tua poesia e la sua necessità. Ti aiuta, ti soccorre sempre la poesia, e niente… ti voglio bene
          Notte serena, spero
          un cuore per te ❤

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          1. E vedi.. È per questo che a volte rileggo e rileggo e rileggo te.. Ché conosci e mi regali così tanto, Dora. Una vita non basterebbe. Ti voglio bene anche io. Notte ❤️❤️❤️

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  3. Ciao Dora, le cose si fanno sempre più interessanti!
    Sembra quasi che in questa dimensione ci sia tanta necessità, che è impossibile sottrarsi ad essa, senza perire, uscendo così dalla propria natura… Ma l’iniziazione comprende proprio questo, e forse davvero per il combattente caduto ora ci sarà una nuova visione possibile… Gli altri… Così fermi… Senza “perché” sembra proprio che ci sia l’impossibilità di reagire in maniera eroica, percepisco la totale assenza del sé, ma allora da dove deriva la scelta? Forse balena appena e permette la libertà di eliminarsi, solo…
    Seguirò ancora questi eventi, sono soggetti strani quelli di cui parli, e sarò felice quando scoprirò se sono proprio “simili a noi” (come i prigionieri della caverna di Repubblica, Platone) o forse conseguenza di un qualche noi

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    1. mi ci ritrovo con quel che dici, soprattutto sul “combattente” per cui di sarà una nuova visione possibile… c’è lì un nodo con la parte seguente che ho abbozzato, ma per alcune perplessità non ho ancora editato. Vediamo se mi riesce oggi
      Il tuo commento è interessante proprio per le domande che poni
      Beh… si che sono creature come noi, siamo noi, in un certo senso. Forse anche quello mi rallenta la scrittura di questa cosa e mi lascia perplessa.
      Ora scappo che ho da avviare le faccende del sabato, eh eh
      ci si ritrova tra le nostre scritture
      a presto e una splendida giornata per te, Andrea
      grazie

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