2. Le Dieci Gabbie di Cemento – Il Luogo

[Riedito la bozza di “Le Dieci Gabbie di Cemento”/ Il Luogo

con la continuazione relativa alle 10 gabbie. Ve la segno in grassetto in modo tale che se avete voglia di farvi questa lettura individuate subito la parte inedita.

Il passaggio a cui sto ancora lavorando è relativo a “le Tigri”. Vedremo…

Segue:

 

LE DIECI GABBIE DI CEMENTO – (Il luogo)

Il grande cancello.

Anticamera.

Le 10 gabbie di cemento.

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Il grande cancello – L’Anticamera

Ci si trova davanti a un cancello che porta la scritta “Ogni desiderio è proibito”. Frase alquanto indecifrabile per un luogo del piacere. Ma i combattenti che vengono ammessi a “Le dieci gabbie di cemento”  sanno che avverrà in tale luogo, segretamente, l’ “addestramento” della loro “potenza senza volontà”. Presupposto, questo, ancora più indecifrabile senza averne fatto esperienza. E questa esperienza a nessuno di loro sarà permesso raccontare personalmente, pena di morte contemplata, a seguito di evirazione da parte del boia massimo. Il cancello, dunque; orizzontalmente esteso al punto da perdere inizio e fine di tale barriera. Le sbarre sono larghe, atte a passaggio d’uomo senza apertura del cancello stesso. Oltre il cancello s’accede all’Anticamera: un prato verde, fitto di spighe da grano. Procedendo: dieci docce allineate, sempre orizzontalmente. Sotto ogni doccia una sedia su cui brilla una lametta. Prima d’avvicinarsi alla  propria gabbia i 10 uomini devono seguire la regola del Dio ‘igienico’: rasare il pube, fare una doccia. Nessuna raccomandazione per la bocca, per i denti, oltre a una scritta sullo schienale della sedia: “Si nasce nudi, si muore muti”. Non necessita spiegazione a tale monito. In fondo al prato “Le dieci gabbie di cemento”. Immediatamente dietro di esse un mare senza orizzonte per la percezione; un mare che appare quasi uniforme al cielo. Mare e cielo come l’interno d’un’enorme scudo senza oltre. Per la precisione: una seconda barriera  (dopo il cancello), ma senza passaggi: senza entrate e senza uscite.

Le 10 gabbie di cemento:

Sono 10 enormi casse/camere di cemento parallelepipedi adiacenti tra loro.  In ogni gabbia si cela una donna. Ogni donna viene detta ‘tigre’. In ogni gabbia c’è una donna/tigre. Sulla faccia anteriore ogni parallelepipedo ha una stretta fessura, come la serratura di una porta, ma a misura di organo genitale. Ad altezza di sguardo: un’altra apertura, ampia e rettangolare (estesa maggiormente in senso orizzontale) permette di vedere esclusivamente uno schermo piatto interno alla camera. Ogni gabbia è dotata d’una maniglia la cui funzione è reggere un rotolo di carta su cui ogni uomo, ritirato il proprio sesso dalla fessura, getterà e asciugherà i propri semi, depositando così la scrittura. Tutto viene registrato in quest’unico modo: non ci sono telecamere o microfoni. Non sono previsti sprechi, dispersioni, errori di scrittura fuori comando. Non sono previste scritture orali: ingoi. Nel caso di rapporto orale la bocca della ‘tigre’ è tenuta, sempre in silenzio, a imprimere il bacio di sperma  facendolo colare dalla fessura  sulla carta retta dal combattente. L’oralità, va detto, avviene solo a una regola: quando al combattente diventa impossibile ritirarsi dalla fessura. In questo caso il rilascio dei semi per la trascrizione a bacio è quasi sempre accompagnato da un urlo straziante a udirlo, ma la voce va dispersa perché l’isolamento delle onde sonore è totale: non c’è udito al di fuori del luogo. L’oralità che avviene solo a una regola (…) è la manifestazione estrema della “potenza senza volontà”.

Gli schermi: la loro luce è l’unica percepibile man mano che ci si approssima alle 10 gabbie ed è l’unico richiamo, riferimento, per i combattenti che si approssimano dopo aver abbandonato l’anticamera. Per un lungo periodo i combattenti procedono in linea retta verso le gabbie camminando in una condizione di quasi buio, come accecati dal buio. L’assegnazione della gabbia avviene come per natura, nel senso che ogni combattente troverà come propria una gabbia o l’altra guidato dall’accendersi della percezione e della traiettoria da seguire sullo stimolo di una delle fonti luminose, degli schermi. Non ci è dato sapere da cosa sia governato il fatto che l’illuminazione avviene per ogni combattente in un tempo diverso, senza coincidenze di gabbia, di richiami.

Cosa trasmettono gli schermi? Sembrano vuoti, accesi ma vuoti. Gli unici che potrebbero dirci cosa vedono sono i combattenti, ma non si fa parola fuori luogo.

Le scritture: a cosa si destinano? ha un senso e che senso questo ‘rituale’?

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[continua…

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[“Le Dieci Gabbie di Cemento” fa parte di quel lavoro di cui ogni tanto vi lascio qualche ‘materiale’, qualche ‘appunto’: “Bianca come petrolio, nera come la pece”. Si… vi è parso un esperimento autobiografico, ma si comincia a intendere che è tutt’altro… anche se è prematuro dire cosa sia… e se sarà qualcosa… Alcuni di voi mi chiedevano: “Una sceneggiatura?” Di certo ho la consapevolezza che all’improvviso potrei lanciare via tutta questa robaccia e farne più nulla. Va messo in conto sul mio ‘tavolo di lavoro’, come chiamo la scrittura, talvolta.

Tra l’altro: il non scritto che accompagna questi appunti mi preme più dello scritto…

Questo appunto segue a… ed ha un certo legame con:

https://erospea.wordpress.com/2016/05/26/appunto-26052016-bianca-come-petrolio-nera-come-la-pece/

Non ritengo vincolante la cronologia, linearmente parlando. Molte perplessità. Vedremo…

Spero di non angustiarvi con tali scritture…

Prendetelo come un mio atto di estrema apertura

Ecco

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25 thoughts on “2. Le Dieci Gabbie di Cemento – Il Luogo

  1. non so cosa ne farai, ma i geroglifici di sperma sui papiri-rotoli di carta costituiscono un’idea geniale…così come i richiami/bagliori percettivi che indirizzano verso le gabbie di cemento…siamo ai limiti dell’apologo di un tempo senza tempo (un futuro? un nuovo inizio? un tempo mitico?)…se parliamo di cinema, direi più Fellini che Tinto Brass… continua!

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    1. i geroglifici li vedo troppo come scritture di potere… quindi non credo che li penserò in tal senso
      per la carta, a dirla tutta, mi andrebbe bene dell’igienica… senza scomodare di certo il marchese, ma…
      Tinto… non ci ho pensato, anche perché non aspiro a un qualcosa di erotico, almeno non in un certo senso, non essendo una scrittura che appartiene alla mia gestione delle cose, quindi apparirei una brutta copia. In ogni caso non scomodarmi il Brass, e Fellini meno che mai…
      Franz: non sparare i nomoni. Capisco che dici, sono suggerimenti, ma misura la distanza tra me che sono una dilettante innamorata della scrittura anche se non mi ci districo, e … non saprei definire questi meravigliosi… che tanto ci hanno dato e ancora cu daranno

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      1. e dalle! io non scomodo nessuno…parlavo di visioni e , giocando coi generi (il tuo non è ancora definito), dissi: se deve essere cinema è più Fellini che Brass: della serie non ha nulla di erotico il tuo scritto se non la dimensione organica primaria della scrittura…cioè orgasmo che scrive nella lucidità del getto di sfinimento…geroglifici sta per idioletto organico dei corpi non per incomprensibile scrittura esoterica…parti sempre in quarta…rileggimi prima di cazziarmi!

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        1. guarda che io amo l’erotico. C’è erotico ed erotico. Tutte manifestazioni valide, a mio avviso. E credo che l’erotico sia in molti casi in connessione con la dimensione organica primaria, magari non della mia scrittura, ma questo è un altro discorso
          per il resto non vedo perché dovrei dirti un grazie senza riflettere. Tu leggi il mio confronto come una cazziata, allora non vedo perché tu debba commentarmi. Io i commenti li voglio come confronto in cui la libertà d’esprimersi è in duplice senso, quindi anche mia. Non ero in opposizione. Ti facevo solo notare delle mie diverse idee. Ma chiuso discorso e mi scuso con te. Evidentemente devo avere un brutto carattere. E nel brutto carattere rientra anche il fatto che non mi limito nell’espormi. Bene. Io sono questa. Non sono un riflesso sbiadito, mai. Posso essere uno specchio rotto, scassato, ma… Mi dispiace molto questa tua reazione. Io non cazzeo nessuno. Sono una persona umile. Di gran misura anche se senza cortesia. Sono sgorbutica quanto basta perché mi si riconosca autentica.
          Ti chiedo per tre volte scusa, ecco.

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          1. se va buò…io non impongo nulla chiarivo meglio le mie riflessioni che mi pare erano state fraintese…se vuoi mi limiterò…a qualche aggettivo…cauto e tranquillo…sono un bimbo esuberante e invadente mi rintanerò nei miei tramonti sull’erba…in attesa del nulla “epicureo”

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            1. Franz, te lo ripeto e chiuso discorso: io non limito nessuno, ma nemmeno io voglio essere limitata. E sei pregato di smettere di criticare sottilmente altre modalità di commento diverse dalle tue. In questo spazio non va così. Grazie.
              ed evita questi discorsi sulla morte mentre ci sono persone che possono muovere solo gli occhi e nemmeno quelli e sanno ancora parlare di vita. Rifletti tu, adesso, su queste parole, mentre altri affogano a mare e noi stiamo qui ad affossarci con questi commenti senza base. Perché io niente t’avevo detto per scatenare questa tua reazione. Poi ti richiedo scusa.
              Buona notte.

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              1. io parlo di morte perché mi è sorella perché m’ha baciato più volte nel dolore e ne so tanto…ed il naufragar m’è dolce nell’oblio…non buttarmi in faccia i morti della terra non sei l’unica a piangerli… chiuso davvero

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                    1. per i salti narrativi che la struttura onirica del film propone, per la continua oscillazione tra elementi narrativi realistici e comportamenti antropologici deviati dettati dal sogno…quasi una prigione della mente…è molto bello, vedilo.

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                    2. si, mi stai dicendo una cosa, questa, che mi ci trovo perfetto, perché è quello il modo in cui mi viene di scrivere questa cosa, senza volerla comunque caricare.
                      cerco di recuperarlo e lo vedo 🙂

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                    3. si e adesso mi do pace, anche
                      magari leggo o scrivo qualcosa
                      Notte, Franz
                      mi dispiace per prima, ma cerca di capire anche me. Non era ostilità. Io non faccio ‘ste cose, assolutamente

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  2. ascolta questo sogno ( un paio d’anni fa): sono in una piscina che si trova in mezzo all’oceano, le pareti non si vedono, si vede solo l’acqua che cade dalla piscina e va a mare. L’acqua è caldissima intorno c’è vapore. Sto molto bene. Sono rilassata, vedo una tigre su un iceberg, è splendida. Il sogno cambia e mi ritrovo in una città medievale? stereotipo della città medievale, tanta polvere, molto rosso, gran casino di gente. Mi avvicino ad una gabbia enorme perchè un gruppetto di persone sta lì e voglio vedere anch’io che succede. Ci sono dei blocchi di pietra e sopra di questi stanno delle tigri ma non sono tigri sono anche donne, le guardo e cerco di decifrarle, ma l’immagine cambia e non sono mai in grado di dichiarare se siano una o l’altra cosa. Non capisco, mi agito, voglio capire, finisce il sogno. 😀 boh mi ci hai fatto ripensare..

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    1. incredibile…
      ti dirò che come mi ritrovo adesso è proprio al punto di indecifrabilità di queste donne/tigri… nel senso che so che stanno lì chiuse, so che hanno una funzione rispetto a questi combattenti (e ti dico che non sono né le une, né gli altri, maschi verso femmine, ma vedo delle dimensioni mobili d’identità e nature), so che hanno provenienze diverse, ma devo ancora definire e non so se definirò… magari mi fermo e boh..
      certo incredibile la simiglianza tra il tuo sogno e il mio un po’ da sveglia, un po’ a memoria d’ambienti sognati
      sogno spesso “architettonico”… e a volte m’inquieta la nitidezza del sogno…
      Tutto molto affascinante… ti dico… e grazie immensamente di questo tuo racconto… oooohhh… incredibile!

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        1. ci ritroviamo tra le pieghe oniriche del nostro esserci creature, mi sa. Oggi pure tu con Campana… è tra i libri che ho nella mensola sul letto… per farti capire… Bellissimi questi incroci!
          Ora ci sta tutta se ti dico: Notte sognante! ah! ma con questi sogni dormiremo tranquille? ah!
          Scherzi a parte, buona notte, Veronica e alla prossima! Si… diciamo che alla prossima tocca a me passare nel tuo spazio 😉
          baci baci

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