Appunto. 26/05/2016. (“Bianca come petrolio, nera come la pece”

[Tutto in ‘astrazione’. (“Che??????”)]

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…come un Carnevale, ma non lo è…

…i carri sfilano… tra due alte mura di cemento lungo una strada insabbiata…

…da un lato si sente il mare battere sul muro…

…un carro ha a bordo le silhouette magnifiche, giganti, di certi personaggi di certi tempi… …come un Carnevale, ma non lo è…; ogni silhouette ha scritta sulla sua superficie, in evidenza, la propria versione de “i dieci emendamenti”…

…un carro trasporta grandi vicende della Storia segnate su cartelli a forma di croce di sant’Andrea…

…un carro a struttura d’arca porta gli eventi più rilevanti  del 1978, come la mia nascita, in aprile, precisamente il 15, pioveva a dirotto…

…un carro è carico di fascicoli: dati anagrafici: segni di esistenze, d’ogni tempo, d’ogni dove…

…un carro è carico di schede bianche… segni di tutti coloro che mai furono iscritti in registri, mai poterono firmare col proprio nome, o non vollero, ognuno per sue necessità, per sue ragioni…

…un carro porta tutti gli eventi non scritti nei libri di Storia…segnati su enormi girandole. Come la nascita di lei, la nascita di lui, la mia nascita, il primo dente caduto, il giorno in cui litigasti con l’amica del cuore, il giorno in cui salutai un ignoto passante che m’aveva scambiata per un altro, il giorno che lei si alza e beve il caffè, il giorno in cui m’inabisso d’insonnie, il giorno in cui quel cane fa la pipì a un palo, il giorno che era tardi, il giorno dell’incidente, il giorno che volevi dirgli, ma…

…un carro porta un patibolo e una lavagna col gioco dell’impiccato…

…ogni carro/vascello, direi, è trasportato dalle schiene di umani, ripiegati, col capo e lo sguardo verso il basso…

…la strada sfocia in un largo spazio circolare, come una piazza, o un’arena… tutt’intorno un cerchio di alberi come colonne… entrando nello spazio è un lontano pianto di leoni… di leonesse… poi tace… Resta una specie di interferenza sonora, insistente…

…il viale…la piazza… un enorme schermo…i carri vi si parano davanti… è come un drive in… il cielo è stellato… Nello schermo è una trasmissione che non s’accende…solo uno striato di bianco/nero/grigio…interferenze… finché appare un treno, scorre, deraglia da un lato… nello schermo si fa un lampo… come uno scoppio accecante e repentino…poi tutto grigio… uniforme… nel piatto dello schermo si avverte, tuttavia, una ripresa…una persistenza… un andamento di immagini… anche se l’unico segnale è, a cadenza imprevista, un flebile picco che appare e svanisce nuovamente nell’uniforme… come un flusso cardiaco…

…occhi… occhi guardano lo schermo…sono uomini in prima fila… occhi rossi, fuochi, che gradualmente diventano bianchi… ma un bianco pallido, come dimentico di colori… uomini che si masturbano davanti allo schermo a ritmo di vuoto… ma cosa c’è in quel vuoto apparente? cosa resta? cosa vive?… Di fianco allo schermo uno spazio da cartellone e un ragazzo sulla scala che attacca la locandina/manifesto… il programma… Gli spruzzi si slanciano, si sparano nell’estremo, verso lo schermo, e cadono… un getto ha colpito la scala…  il ragazzo poggia un piede e scivola ribaltandosi, a testa in giù… gli precipita la vita… era un buon uomo, signori, gran lavoratore, un tantino disattento… che dite?… due figure fanno sparire il corpo… rapidamente…

…è come un terremoto… le mura del viale si sgretolano e crollano a fondamento come fatte di nulla… l’onda erompe… bagna e riemerge i carri… oscillano… oscillano… con loro le silhouette inerti… oscillano… tutto oscilla dell’onda… acqua tellurica… immobile il cielo, blu, sempre più blu, trafitto di stelle, forato dalle colonne/alberi…oscuri…lo schermo è d’un bianco vivido… La corda vuota d’impiccagione, sul carropatibolo oscilla anch’essa a…

…Corone di lucine si sono accese sui capi delle silhouette che continuano in quel moto improprio…

…Sembra uno dei presepi che si vedono a San Gregorio… ma non è… Sembra un Carnevale… coi suoi trucchi ‘rinascimentali’ (?)…ma non è… sembrano adesso i vizi e le virtù che si combatto a colpi d’onde… ma non sono…

…gli uomini in prima fila: sommersi dalle acque… a raso testa…

[Materiali ‘di parola’ collegati…  emergono, non so in qual modo e in che misura… in che materia… immagini? voci? intermittenti, avvicendarsi, intrecciarsi, …, voci dagli alberi…voci di alberi… voci? silenzi? mutazioni di parola?… quale parola? coniugami i verbi al di fuori del corpo? shhhh….

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m’alo a battenti di cuore, auspicio,

non mi toccare, augurale, non mi toccare

nel vuoto, precipitato ad aliti di peso

grave, la Storia grave, inabissa, nullità,

non mi toccare, pieno, nel vuoto, accogli

vuoto significazioni vergini. Ho una lama

tra i denti, d’ossa inette a sepoltura, non pace,

non voce, all’assassino anonimo, è il nome,

il tuo nome, pronuncio a tagli attuali, non

mi toccare a false note, non mi toccare

le corde, impiccate, senza vesti a fine

 

mese, non mi toccare, è caldo, è ancora

caldo, non li toccare

quei corpi d’anime, bestemmia,

dov’è bestemmia, all’alte stelle

dei santi aureoli, Europa, andrò

in Europa, mondo visione, affami

 

a false coscienze altoparlanti, non

mi toccare, verbo morto ai

posteri di ieri. Domani,

non li toccare, erano stanchi, non li toccare, oscillano

ancora

alle tue inerzie senza venti

[…]

voglio spirare in un cinema all’aperto

monta al sarcofago d’un’auto non mia,

attrazione visi di Storie d’un tempo,

 

sul capo un cielo mitragliato di stelle,

 

ma non cantare, mitraglia, non cantare

finita è l’epoca di bell’uniforme, ogni

guardiano ha una storia d’amore

sul prato verde dov’ha sepolta la vita

[…]

[…] non li toccare, erano stanchi

[…] sul capo universo

mitragliato di stelle […]

non le toccare, ai caduti senza patria,

non li toccare, è ancora caldo […]

siamo a maggio, di quale mese, di quale anno?

[…] non li toccare.

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[…]

Ti presenti come gesù nel tempio,

poi erigi il tempio [..] presentiamoci,

fratello, abbi cura di me, propagandami

in buona fede, nella cattiva pure, questa è

sorte,  non si svende il pastore alle pecore,

vende le pecore al tritacarne di turno, al boia

sconnesso da ogni sua volontà, […] eseguimi, eseguimi,

senza pietà. Io non ci casco al contrabbando degli astri,

sotto un cielo di stelle al buio puro me ne resto

sparando agli slogan dei tuoi uccelli col megafono,

delle cicogne gravide di missionari senza missioni,

vendimi, vendimi, vendimi, una scopa per lucidarti

le scarpe, saprò cosa farne nei miei verdi giardini

[…]

senza speranze, ma fiori, vivi, e bambini a giocare […]

con la lumaca e il camaleonte, mimetizzato sul fronte,

con la sua pelle, senza divisa, prendi esempio, tu con

la pelle abbronzata, mentre i fratelli

con la pelle abbronzata, di arso e genesi

abbronzata, s’adattano

ad affondi senza gloria. Levati il cappuccio

quando vai al loro funerale e ricordati

porta la cravatta quando dirigi in piazza, se

proprio devi impiccarci […] ma quando

sei in scena non dimenticare che di

commedia si ride, di tragedia si muore,

e carità, misericordia, non sono le crociate

di stendardi messi in croce per paesini e città

[…]

qua s’espia ogni giorno anche senza morire

il voto non dato al dio beffardo di turno

[…] come sono belli i tuoi soldi […]

io non ho sogni da vendere […] tieni

pure il mio soldo, ma non cercarmi tra

i culi lassi dei tuoi lustrissimi spettatori

persi alla luce d’ogni ragione quanto d’ogni

selvaggia, necessaria, famelica, ribellione

[…]

Non dimenticare la cravatta,

al mio funerale […], fantoccio!

[…]

Dieci lettere… : DEMOCRAZIA!

Verticale o Orizzontale? […]

Numero […]civico?

[…]

no grazie, sono astemia

[…]

Dammi la mano:

fa buon vino, fratello,

pigiare insieme l’uva

a piedi nudi

[…]

“Io che di politica ci capisco sempre poco”

[…] faccio buon vino a cattivo giogo […]

[…]

Non dimenticare la cravatta:

al mio funerale […]

ma non ho fretta, fidati,

io ho ancora da

fare.

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“Segui il violinista della funicolare”

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23 thoughts on “Appunto. 26/05/2016. (“Bianca come petrolio, nera come la pece”

  1. Mi rivedo nelle distese di prole, parole, un ciclo a me caro e cara, preziosa è questa tua scrittura. Non ti ringrazierò mai abbastanza. Perdona l’ora. Notte (sperando tu stia già sognando stelle graziate a baciarti il volto)

    Mi piace

    1. stavo andando a letto, PiccolaImmensa, che è stata una giornata pesante, ma riesco a darti la buonanotte in un soffio d’argento, e mi fa tenero il sonno, mi fa tenero il sonno la delicata tenerezza delle tue parole, della tua esistenza
      t’abbraccio con l’augurio di sempre, che tu sai, e non ho più bisogno di parole mie per dirti…

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    2. Aggiungo al dolcissimo augurio della cara Anna per te quello mio di…
      passi di danza tra le stelle per te questa notte, Dora bella.
      a 🙂

      Questo tuo canto è potentissimo, duro, aspro e colmo di tenerezza insieme, la tua voce è parte della voce del tutto.
      Quante gocce continuano a scendere da te e non si fermano e fanno sentire la loro “minima” grande voce.
      “Dammi la mano: / fa buon vino, fratello,/ pigiare insieme l’uva/ a piedi nudi”

      Liked by 2 people

  2. Fantasmagoria di un carnevale di vita in uno con versi di “sprezzatura” sulle marionette-cravatte…molto molto sceneggiatura visionaria, drammaturgica…mi piace davvero.

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    1. si, avevo immagini, e altre che non ho espresso, perché è una bozza
      ci saranno altri appunti, spero, un giorno, con visioni di bellezza, ma non so quando, non so
      c’è tanta gente che ogni giorno genera bellezza anche in tutto questo .. e non va dimenticata questa bellezza agita
      grazie
      buona serata, Franz

      Liked by 1 persona

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