Appunto. 25/05/2016. (“Bianca come petrolio, nera come la pece”)

[…]

T’osservo. Di nuca; senza volto. [Ignoto] L’avevi detto,
sarebbe successo, la tua ombra diventa la mia ombra;

mi sta davanti: di schiena;
mi volto: perduta. Ma è appena: un momento.

Il mito è rovescio. Non sono io Orfeo. Non
sono il mito. Nero

[…]

abito

 

strade

astemia del corpo, gli

avventi

guerre: non combatto, nei loro conflitti,

cos’ho di cosmico? ti pare

intangibile

la luna dal suono

d’argento nel riso

scrollo

tra dita d’incenso, sporco:

asma e mugghia

Marina come s’incalza

[…]

è notte, non batte

la botte [campana]

vermiglia [l’azzurro]

a cadenza mensile, pudore all’amore benedetto da assi d’invecchiata fattura,

[…] sflorano rose su terrazze da mare, inconsueti profumi

lungo il sale notturno. E le Vele rimaste del tramonto bruciate,

come può farsi notte tra le Vele

spiegate [mi]

solidali presenze, troppo vere, a la notte. E tu dici ‘morte’:

che non capisco.

[…]

Nuca nuda, inerme, tenera, incavata, scolpita costiera, sguardo

senza sguardo, desiderio nostalgico d’un orizzonte assente,

punto di fragilità di fronte al mistero del corpo, che m’attrae

e condanna, animale sociale; la passione che non riesci a organizzare,

lo stilo poetico che scava le carni nelle pieghe più profonde dove il fiore

sgualcisce e non muore se non per una frazione di secondo negando la vita

altra da sé. L’egoismo d’amore, slancio assoluto senza purezza, feconda terra,

madre, compianto d’ogni separazione, madre, padre non io, né cielo sospeso

tra occhi chiari di follia per voli di ragione. M’innamoro nel giorno, senza luce,

cieco di luce come spine negli occhi per vedere la pietra non cresta di rosso

tra l’ultimo canto popolare, terrigno, della mia terra, arsa di lava, solida di

cenere. Così ricordo, oggi, ogni anima perduta alla convenzione dell’umano,

così ricordo, oggi, le mani sporche del nero corpo, così ricordo, oggi, il lavoro

che non rende liberi, così ricordo, oggi, l’occhio […] assassino e suicida

senza saperlo, l’arcano vizio a ricercare archetipi deludenti il sogno, le bandiere

mai calate come brache al primo lustro, l’emorragia dei doni tra seni di madre

svuotati alla fame, la carogna sospesa sul bestiame malato di veleno nascosto,

il sudore stipato nel sale più fondo slavato il sangue dell’ultimo saluto, naufrago

il senno ad ogni pentimento. Querce vergini, spiriti benigni, gridano in silenzio

i grovigli mai sciolti del terrore di natura che distrugge natura, uomo perduto a

difforme origine d’ogni metagenesi, mano che brucia di tagli senza cicatrici,

cordoni recisi  a ogni linfa vitale, progresso senza futuro, transumananza senza

dio e senza umano, cortecce di pelle scalfita senza nome, tavole d’un molo

segnate a lettere d’avorio tra corpi di roccia su un bagnasciuga di sangue e

petrolio. M’innamoro ogni giorno della tua schiena, forte, d’ogni transumanza.

Oggi è un buon giorno per non morire il troppo sole.

[…]

“La cameriera con gli occhi ciliegia

ci insegna il nome muto delle cose

su segni di commensale. Scacchiera. Regina, dammi

pasto le tue vesti bianche. Stanotte; siamo

in Europa.

 

La bambola artistrada

autoumano carillon ‘700

celeste impagliato, merlo

 

[Strasburgo. 1992. Siamo in Europa]

“Scusi, per Berlino?”

 

 

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32 thoughts on “Appunto. 25/05/2016. (“Bianca come petrolio, nera come la pece”)

  1. non cercateci una logica serrata perché sono degli appunti miei (alcune parole già leggeste) che mi tornano per qualcosa che non ho ancora ben chiaro cosa sia… so soltanto che…
    non è un componimento
    una traiettoria e l’altra si connettono con altri materiali, fuori da queste pagine
    perché edito questi appunti? perché questo spazio è diventato per me anche una sorta di tavolo aperto; state come tra le mie note sparse… siete un po’ nella mia dimora, o tra gli archivi della mia persona, mettiamola così

    buona giornata, belli 🙂

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  2. e si viaggia…si viaggia con te nel tempo e nello spazio…tra le traiettorie dei tuoi appunti l’Orfeo rovesciato, l’anti-mito, e ancora visioni di tremori e sdegno, d’amore e corpo (entrambi indistinti nel cosmico disegno)…infine, come una cellula genetica, la tua Europa (ricordo lo scritto)…con bambole meccaniche e camerierine bianche come regine…che dire? la tensione prosastica degli appunti “urla” in versi scomponibili, in frammenti di un vissuto poetico che ha sempre sete…bello leggerti, Dora

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    1. beh, si, è solo uno spunto che prendo qui, alcuni aneddoti. L’articolo che ricordi (un breve brano), si, fu la prima cosa che editai quando aprii il sito. Ed è strano perché non aprii con dei versi, così. Poi lo cancellai perché era molto ingenuo in alcuni punti. Lo cancellai qualche mese fa.
      Molte righe che leggi le avevo già editate in tempi diversi e li avevo collocati in un modo che comunque già pensavo di cambiare, perché non mi convinceva. Quindi è una ripresa tra cose edite e cose nuove. Entrano in appunti e van bene così per ora.
      Buona serata, Franz

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      1. il tuo è una sorta di “diario delle scritture” fra ricordi d’altri appunti e accelerazioni di nuove visioni…mi piace, può essere uno stile…ne ha tutta la prestigiosa aria

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        1. non so. vedremo. almeno mantengo il rapporto con la scrittura. o non so se riuscirei a scrivere. ho di nuovo i vuoti di parola. Ma non voglio assentarmi da questo spazio. Allora mi affido alle immagini che si accendono nei sensi. questo è.
          infatti stavo riguardando altri appunti e vediamo che succede. E’ un fatto molto per me, mi sa

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          1. strano io sento una ricerca inesausta di nuovi lemmi…di nuove figure…e comunque come dice Derrida la parola è essa stessa immagine , segno iconico…figura geroglifica del nostro corpo…non mollare Dora…è tanta roba, credimi

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                  1. e chi se l’è presa? io dico vero…bisogna andare per la propria strada, avvertendola naturale, senza ascoltare sirene di alcun tipo pure se attente e analitiche…in fondo il “diario” delle proprie scritture è una forma minima, intima anche se non personale ce la offri e la leggiamo…io son fatto così se una cosa mi prende voglio anche spiegare perché…non amo fermarmi agli aggettivi qualificativi…tipo “bello” forte” “infinita” “immensa”…si possono adoperare ma poi io amo sciogliere perché mi viene da adoperarli…ma è un mio vezzo , una mia antica tensione saggistica…mi spiace che possa suonare come “addirittura” una censura o un blocco al tuo flusso di scrittura è per questo che ho detto ignora con cuore affettuoso e senza alcun astio. Credimi

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                    1. Ho capito quello che dici: non vuoi sovraccaricare di peso eccessivo il valore e il peso della tua scrittura…cerco di rispettare questa cosa e sarò io a censurarmi…

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                    2. ahimè il mio vizio di parlare forbito…traduco:. eviterò di far commenti di spiegazione saggistica su una cosa che mi prende e che trovo bella…punto

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                    3. Vedi Dora se giri su questa piattaforma è il mio modo con tutti di spiegare un giudizio…non esiste il letterato professionista o “peggio ” il poeta professionista…esiste la scrittura e il cuore/corpo che la compone e e se il risultato mi prende lo dico sul filo dei pensieri che quella scrittura, quel cuore/corpo mi ha proposto…io non do patenti a nessuno e non ne ho titolo ma quando riconosco che davanti ho qualcosa di non banale di eccentrico rispetto alla vuota norma del dire lo dico e lo argomento…se poi son così bravo a farlo non darmene colpa né pensare che sia una sopravvalutazione…cerco solo di capire, scrivendo il commento, perché quella cosa mi colpisce…non cerco di stanarti dallo splendido rapporto intimo che hai con la tua scrittura che fai bene a sentire minima come il battito silenzioso del tuo cuore…spero di essermi spiegato meglio

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                    4. si, ho capito. Grazie, Franz
                      scusami, ma io a volte sono ‘parca’ di parole su ciò che già è scrittura, sarà quello. Sono un po’ stanca in questi giorni. Capita. Non riesco a rispondere a te e a nessuno come vorrei e con la cura che vorrei. Me ne dolgo.
                      notte

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                    5. :-), un sorriso pieno Dora…son comunque ricchezza questi scambi, credimi, appaiono aspri, ma son di passione condivisa per quest’atto misterioso che è lo scrivere…buona notte a te.

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                    6. lascerò la scrittura. la gente muore, la gente s’abboffa, la gente soffre, la gente si ammazza, la gente che non è una massa, e io sto qua a scrivere stronzate, giorno dopo giorno, e cos’hanno di bello, me lo spieghi? cos’hanno da essere elogiate al di fuori di questo mio corpo che sta qua a fa nulla?

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                    7. c’è un anfratto nella tua sensibilità che mi sfugge e me ne dolgo…lo rispetto, ma credimi non c’è alcun rapporto tra l’orrore che ci circonda e la riflessione che mi ispira il tuo scrivere, anzi nutriamo di un’angolo di piccola bellezza tanta violenza che ci travolge…se vuoi abdicare alla scrittura non sono certo i miei commenti che ti spingono a questo…sono molto triste

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                    8. “…cerco solo di capire, scrivendo il commento, perché quella cosa mi colpisce…non cerco di stanarti dallo splendido rapporto intimo che hai con la tua scrittura che fai bene a sentire minima come il battito silenzioso del tuo cuore…”
                      ho apprezzato tanto questo tuo “commento”, Franz, da cui ho riportato queste tue parole.
                      il battito del cuore è silenzioso, ma ha un’importanza speciale.
                      se cessa, non siamo più in vita.
                      sì, è anche una metafora qui questo mio dire.

                      un sorriso
                      gb

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  3. Questa sera solo un mio abbraccio forte forte per te, Dora bella

    gb
    Che tu possa avere una notte di stelle danzanti.

    Non è che questo tuo "Appunto 1. 25/05/2016." non canti e non urli molto a me.
    Non è così, E' il contrario.
    Prossimamente… 🙂
    Una stanchezza pesante conosciuta e sconosciuta ci assale talvolta

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