la porcheria della scrittura

Erospea

ho le mani sporche di pelle, le ossa sporche d’ossa,

il pube pulito, l’estroversione del giorno

fatto solo di linguaggio, la parola sporca,

questa porcheria della scrittura diceva qualcuno,

non so se tornando dal Messico o misurando

l’assenza di ritmo senza fiato al coltello smussato,

la presenza di fiato.//

Dimentico (il corpo)

cosa stavo per dire (c’è crudeltà in questo ri-fare?),

calzo la croce (rigore) dell’alluce sull’indice

scaramantico, mantico, non me ne voglia l’animale

su detto, brutalmente castrato (un racconto sommese…),

o ‘lo scroto rotolato’, vorrei dire,

‘sotto al letto’, ma perderei la croce, l’espi(r)azione del verbo,

rinuncerei al viaggio, crudo, da un soffio a un soffio, ogni lampo, ogni giorno,

per un poco ironico incrocio di vocali

….

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6 thoughts on “la porcheria della scrittura

  1. mi commuovo di cruda e dura bellezza. Se il nostro confronto approda a questo, lo ripeto, mi commuovo…c’è tanta bella storia di un antico sapere condiviso…che bella pubblicazione, Dora.

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    1. leggiti “Messico” se lo trovi. E’ un volumetto abbastanza raro che fa i conti con la guerra messicana. Poeti introdotti da Artaud. Bellissimo, bellissimi i testi, e io purtroppo l’ho perso in un trasloco. In rete non si trova. Almeno non lo trovai
      notte Franz
      collasserò nel mio più profondo insonne

      Liked by 1 persona

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