Tutta la resistenza dei coralli

 

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[…]

tu dici passerà? – tutta questa pioggia (,)

e il mare (,) porterà – a largo il sudore,

delle nostre fatiche, – l’amore dei sogni,

nutriti di distanze (?) – E ci saranno giudici,

(:) umani, –  o dii

animali, – sulle lacrime versate

in bacini senza morti, – sulle lacrime versate

in litanie – e sirene

come i bambini – nei richiami di sonno (?)

sulle lacrime versate – in questa sorte a

cui ci destinammo – bagli

lungo la larga verità, – come muta

sulle dune inarcate – quando

si corica il fondale – stirato d’azzurra quiete

al letto d’orme di pinne, – ai piedi in sonori del mare

e i pubi rossi di stelle, – tu dici passerà

tutta la resistenza dei coralli (?) – tu dici passerà

tutta la cura felina – nelle tigri (?)

la durezza delle madri, – la tenerezza dei padri?

tu dici passerà? – Tutta questa pioggia….

[…]

“imparammo l’amore assoluto ad ogni abbandono”:

tu capirai […] la durezza delle madri,

la tenerezza dei padri […]

tutta questa pioggia….

 

[…] bagli […] tra ossa

[…] di carni […] corallo

 

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26 thoughts on “Tutta la resistenza dei coralli

    1. sorrido

      non so se ti riferisci anche a qualche indizio biografico (tenuto conto che sei una di quelle persone che hanno una nota in merito a se stessi nel proprio sito, mi pare. Comunque ho letto di te: forse in Circolo16)

      se intendi, invece, in senso “poetico”, della scrittura e di quanto la genera e vive, si: non ci trovate facilmente il mio io distinto nitido perché non mi interessa pormi in prima persona: infatti non mi ritengo “autrice”, anche se sono colei che scrive. La scrittura nasce in me da una specie di “ascolto” a più entrate e più uscite. A volte parto da un accadimento personale, ma questo si apre ad altro e… Ho visto, tu parli di “archeologia del cuore”. Io parlo di “archeologia del corpo” per chi mi legge: c’è questo scavo da fare, o c’è da lasciarsi portare dalle ‘emergenze’ tra gli strati vissuti/viventi

      Non so se mi spiego

      Ma poco a poco sono certa che impariamo a comprenderci con più nitore

      Non sono facilmente inquadrabile attraverso la pagina, me lo dicono un po’ tutti. E’ che la pagina mi fa bene, ma mi sta stretta perché mentre scrivo la pagina stessa mi funziona come zona d’attraversamento.
      Vengo da una formazione artistica (danza, in particolare, e teatro) e questo mi porta a vedere/sentire le cose che scrivo come sempre in azione nel senso anche di una loro “corporeità animale”.
      I richiami scientifici che a volte faccio, sia pur criptati, sono legati alla mia appartenenza a certi ambienti, soprattutto marini, e a una quota di studi, anche quelli, in scienze… diciamo una mia curiosità per tutte le creature quali pari all’umano, senza gerarchie legate a presunta superiorità nell’intelligenza razionale

      Non so se t’ho risposto, ma siamo qui 🙂
      buon sabato e grazie del passaggio,
      Dora

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      1. Si penso di si, o meglio penso di intuire l’intuibile. Avrai letto di me su Circolo16 dove quasi ogni sera propongo una poesia e qualche volta hai sottolineato che “ti piace”. Ma questo importa poco. La poesia è stranissima: non si scrive per gli altri, tu ne sei un alto esempio di scrittura egocentrica (ma in senso molto positivo) si scrive per se stessi perché si ha voglia di attraversare dimensioni che altrimenti rimarrebbero irraggiungibili. Ma poi si sente il bisogno di condividere (non ostentare) con altri, non necessariamente tanti, qualcuno. Sei riuscita piano piano a legarmi ai tuoi versi.

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          1. Quanto è bello il vostro dialogo, erospea e Natale Pace.
            Con parole semplici (meraviglia!) avete portato a galla moltissimo donando emozione a me che vi ho letto con grande rispetto e attenzione e piacere.
            Grazie.
            🙂
            gb

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  1. Passerà… il corallo è un animale solido, con i “piedi” piantati in terra ben bene… dalle sue posizioni, dai meravigliosi fondali in cui prospera, ne ha viste passare tante e tante ancora ne vedrà… probabilmente vedrà passare anche l’intero genero umano…

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    1. esatto, Giorgio: a quello pensavo parlando di “resistenza del corallo”. E abbiamo molto da comprendere per noi stessi esseri umani dall’osservazione di queste meravigliose creature.
      Felice che hai colto quest’immagine, se la vogliamo chiamare così
      Un abbraccio con l’augurio che sia un sabato di cullante quiete per te
      a presto!

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  2. Cara Dora, leggerti è sempre per me un onore oltre che un piacere. Distacchi e riavvicinamenti, abbandoni, sensazioni. Noi siamo belle perché viviamo di quell’essere che è emozione, non possiamo farne a meno. E’ un sentire che va oltre le apparenze e le distanze. Noi a poco a poco l’abbiamo capito. Quando parli di resistenza del corallo mi fai venire in mente anche distesa di colori accesi che donano calore. Non so, mi dai quella sensazione…

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