Tagli (77). Conchiglia

[…] avevo bisogno di bere, tra queste mani a conchiglia,

in queste mani a conchiglia  ho trovato l’eco ribattere

le onde del tuo piccolo cuore, l’eco della tua poppa

sui seni, i piedi scalzi nel ventre, l’officina del mio

corpo percosso nel vuoto delle carni da solido amore,

il gorgoglio delle bocche dissetate da salmi di fuoco

unto a nettare acre di mandorlo in fiore, l’acqua di

fonte nutrita dalla pioggia feconda, l’eco di tutte le piccole

morti, così chiamate dagli uomini che non comprendono

quelle chimiche trasmigrazioni, dove i semi sparsi al vento

mai finiranno in delirio di potenza, impotenza di genesi,

dove l’eruzione estrema della vita spiazza il nostro dominio,

sia vertigine d’amore, benedetta, tristo abuso di possesso,

fragilità che piange in solitudine la bellezza del creato […]

[…]

[…] avevo bisogno di bere, tra queste mani di conchiglia,

in queste mani di conchiglia ho trovato l’eco ribattere

le onde del tuo piccolo cuore, l’eco della tua poppa

sui seni a cui mai aggrappasti […] la tenerezza del mio canto

come danza la pioggia nel ventre, in solitudine, sulla riva

battente del mare; e il tuo pianto è qui, nel soffio di vento

sul piccolo pube, nella trasparenza che fila tra le mie dita

vibranti: gli echi sottili, dolcissimi, di corde ombelicali […]

 

 

 

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13 thoughts on “Tagli (77). Conchiglia

  1. Se mai, nel ciclo della vita, mi ritrovassi tenero batuffolo di nascita, vorrei poter riascoltare questo tuo canto, il suo ritmo cullante negli enjambement in cui si inarcano i tuoi bellissimi versi, Dora.

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    1. tenera l’immagine, si, del “batuffolo di nascita” 🙂

      grazie anche per la riflessione sugli enjambement, anche se c’è troppa stima, ché quel che scrivo è ‘minimo’ e non smetterò mai di ripeterlo, davvero

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    1. la risacca come fa eco nel corpo è sempre un miracolo, anche per me che non sono religiosa, ma m’affido alla sacralità d’ogni molecola, sia pure il sentimento del vuoto o il pieno del midollo tra le ossa
      Una buona notte, Silviatico
      sogni belli per te

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        1. …e quando non trovo senso, e trovarlo non mi basta, o non mi sembra necessario, ascolto i poeti… forse tutti li ascoltiamo… senza accorgercene… sono le voci di certe nature, che circondano senza richieste, la natura che ci vive, non so
          Serenità per te…

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  2. Stasera guarda mi esce così ma che cazzo hai? Ma che talento hai, sempre, di commuovermi? Ma che bellezza sei, che versi ti muovono… sei rarità, Dora, e poesia che, tutte le volte, mi asciuga, accende, mi rende tremante… Io non so come mai o perché o forse è solo perché hai talento, e sei di una bravura che veramente, tanto di capello,
    Ma mi sei dentro in modi pazzeschi.
    R a r a Dora!! adoro!!!!

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