Quand’è la notte, mezzo giorno

[…] Una notte, è la notte,

ho camminato sui tuoi piedi, era la notte

spinta di ventre, era dell’onde, irruenta,

la dolcezza, di remo, spinta di nocche,

spine nei fianchi, rapaci, era del vano

vogaggio, vestito d’essenza

umida – donna

bianco latte – uomo

 

una rotta, due fari,

era la croce d’una – vento –

sola nascita su nascite diversi

 

hai camminato, ventre, di luna

su ventre, di pioggia, scivoli

scalzo, dura

legge scrivere

nell’abisso lingue

d’insorta genesi

 

a stile tra dita

– filato di pluma –

 

quand’è la notte (?) – domani

mezzo giorno – di sole

 

stelle – stille

[…]

 

Una notte […],

…………………   era la notte […]

 

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12 thoughts on “Quand’è la notte, mezzo giorno

  1. “Posso scrivere che la notte è stellata
    e che brillano azzurri gli astri in lontananza”
    …non so perché, Dora ma mi viene di regalarti questo verso di Neruda…dove i sensi carnali s’immergono nel tutto di un cosmo avvolgente come un amplesso. Anche questa tua, permettimi di dirtelo, è bellissima.

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  2. C’è una musicalità che trascina.
    Sensualità sottile
    E’ bellissima, Dora, questa tua poesia

    E’ come se mi immergersi in qualcosa che non c’è realmente (non so come dirlo diversamente).

    “……………………………….era del vano
    vogaggio, vestito d’essenza
    umida – donna
    bianco latte – uomo” ❤

    Notte di sogni fantastici, Dora cara
    Un abbraccio
    A

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