Tagli (67). Premuto

[…]

vivo in randagia pelle, i piedi

corazza anfibia, bifronte, ovunque

mi portino di qui d’altrove, cerchi, (tu),

scagliati a orme crude, impronte colate

per grani umidi, di rosso, arenarie,

[…]

Ci sarà un tempo, non chiederemo

quale madre, quale padre, se medesimo

generarono, alteri, incestuosa origine separata allo spirito

eterno, linguaggio umano, orale perdita d’assoluto.

Ho un taglio sul cuore, oggi, inchioda e

percuoti

la piaga d’ogni negata genesi, temporale,

bianco a sangue:

fuso salmo femmineo di perle maschio.

[…]

Ci sarà un tempo, non chiederemo

quale madre, quale padre, se medesimo

generarono […] fratelli

sposeremo fratelli, senza nozze, bambini

battezzeremo bambini, senza dogli, peccaminosi

da espiare; il vento

izzerà le vesti

senza scandalo, rovesceremo la ruota,

al carro di morte, sorella, mostrando

croci di pube al sole, nero, di biondo grano

laminato,

lime di porpora al giro di luna, falciata,

 

raccoglimi

 

unica fossa rigogliosa alla vita,

in un palmo di mano […] ho cuore

tufaceo, si pregna, conserva

il calore d’ogni capo, tra seni, d’ascolto,

pre/muto […] Ci sarà un tempo

non chiederemo quale nome […]

[…]

 

 

(5-6 maggio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

….

 

 

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17 thoughts on “Tagli (67). Premuto

  1. scusate. uno scritto da cestinare, ma sono due giorni che mi tormenta tra le fessure del corpo. Sono muro di scogliera e ho da liberarmi di quest’onda sporca poeticamente, forse.
    abbiate cura della mia assenza, quando mi riuscirà l’assenza. Oggi no. Grondo…

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  2. Ciao Dora, c’è un passo in particolare che mi interessa di questi tagli! Mi piacerebbe sapere in che senso intendi il linguaggio umano come orale perdita di assoluto… Nel complesso leggendo mi è venuta in mente la Repubblica di Platone, con i problemi che solleva, perciò vorrei approfondire il tuo pensiero, il tuo sentimento 🙂 se ti va di accontentarmi ti ringrazio! Un arioso saluto, Andrea

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    1. è interessante quello che dici. Non so se riuscirò a spiegarmi, ma ci provo restando in ciò che ho scritto, più che rapportarmi a una visione filosofica.
      “linguaggio umano come orale perdita d’assoluto”… lo uso in duplice traiettoria: nel senso, si, più strettamente del linguaggio, e nel senso della corporeità/sessualità.
      Quando scriviamo, parliamo, comunichiamo, qualunque sia il sistema di ‘semi’ e ‘segni’ in cui lo facciamo
      ci troviamo nel problema di generare e partorire un qualcosa che venga ‘comprensibile’ a chi legge, ascolta, vede, sia che passi per una comprensione razionale, sia che si vogliano sollecitare corde ‘irrazionali’.
      Quando viviamo come corporeità l’esperienza d’una ‘scrittura’ carnale (non importa se in due, in singolo, o altra misura) non sempre ciò che facciamo ha come risultato una procreazione (anche se sempre smuoviamo l’aria a un livello subparticellare, forse), eppure, potenzialmente, sia uomo che donna hanno in sé degli elementi atti a ciò, a questa disincarnazione del sé e incarnazione fuori dal sé.
      Ora, la questione è: se la creazione nell’umano può avvenire temporalmente solo generando un qualcosa che si sdoppia da sé, per quanto ne sia protesi, talvolta, o esposizione del proprio stesso corpo come linguaggio…
      non credo di riuscire a spiegarmi… m’interrogo sui limiti dell’origine e dell’ ‘oralità’ (in senso etimologico), sia del dire che del corpo…
      Non me ne volere, mi sa che ho ingarbugliato ulteriormente il discorso…
      Platone… eh eh… non so se sono molto platonica, in realtà… be’… ombre/luci… simulacri… non so … non so…
      Con andamento svolazzante t’ho risposto? ba’…
      Buon sabato, Andrea
      bella bella questione che hai posto…
      io ho un po’ di limiti nel ragionare nitido, ammetto… 🙂

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      1. Scusa il ritardo
        Grazie mille per la risposta, sei stata chiarissima! La questione del linguaggio come generazione è davvero interessantissima e il fatto che, come dici, non sempre si dà luogo a una procreazione è proprio simile a quello che dice Socrate di Platone nel Teeteto, in un certo senso (relativamente alla sua capacità di far partorire i giovani di buna natura e verificare cosa è appena nato dalle loro anime, se sia un figlio sano o aborto…) 🙂 così la perdita di assolutezza starebbe nel non riuscire a dare una comunicazione dell’originale, se ho ben capito. È un problema molto molto importante, e se è questo, pure io a volte ho pensato al fatto che il linguaggio a volte non è sufficiente a restituire un pensiero, meno che mai un’emozione: la verità. Ti ringrazio molto per la risposta! E ti auguro una buona domenica, è sempre bello parlare con te! (L’unica questione che mi piacerebbe ora indagare è questa: “è davvero assoluto quello che c’è dentro di noi? Cosa è un assoluto? Se starai sul tema ne riparleremo, io mi ci metto 😉

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        1. Capisco cosa dici di Platone e ci sarebbe da contestualizzare la questione sulla sanità dei figli o meno, dico, rispetto alla cultura in cui si radica tale riflessione. Be’… l’assoluto… altro discorso su cui hai voglia a rifletterne…
          Da quel che scrivi mi pare di capire che studi filosofia o sei un appassionato di studi filosofici, no?
          Auguro anche a te una bella domenica
          ciao ciao

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          1. Sì studio filosofia a Padova, mi interesso soprattutto di etica filosofica 🙂 i buoni ragionamenti, fondati, sono prole divina, gli altri fatti con la presunzione di sapere sono insani… Ma il discorso poetico, che mi è molto caro, e che anche Platone spesso applica con i suoi miti… Credo che sia una musica bella e armoniosa tanto quanto la filosofia! Se posso chiedere, di cosa ti occupi tu? I tuoi scritti sono sempre molto molto intelligenti, e riescono a cogliere dinamiche della realtà, l’uomo e anche della società in generale che mi colpiscono sempre

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            1. Hai ragione… mi ricordo, adesso: avevo letto nel tuo profilo che studiavi filosofia, vero… e il tuo approccio emerge anche dai tuoi articoli
              Puoi chiedere in quanto non è un mistero: ho già detto qui e là di cosa mi occupo, anche se recuperare scritti e commenti la vedo difficile per chi, come te, mi segue da meno tempo. Ho una formazione trasversale per quel che concerne la materia di studio: tra Scienze Umane, Lettere, Comunicazione di massa, Arti teatrali (sono Dottore di Ricerca in tale ambito e in particolare mi interesso di Danza Contemporanea, anche se ho praticato soprattutto la ‘Classica’). Le mie attività cadono sempre tra tali ambiti anche se non ho attualmente un ruolo fisso nel sociale che mi identifichi (forse rifiuto un ruolo fisso anche per indole naturale). La scrittura non la vivo mai come un punto d’arrivo: questo si sarà capito. Tantomeno come un passaggio appiccicato al ‘personale’. Sta tra le cose, le persone, il tangibile, l’apparentemente intangibile, altro…
              buona domenica per te e un buon proseguimento dei tuoi studi
              ciao ciao

              Liked by 1 persona

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