Tagli (63). Sustanziale

[…] mi do in pasto alla poesia, io non poeta, io donna

di mezzo, padrona cannibale (lui dice) del mio corpo

scarnato

a colpi di penne, piume, vorresti

piume, a solleticare il volto, io sono viso, tagliato,

al vento aperto d’oceani tornadi, unica pace:

l’occhio calmo al fondo, l’anima muta d’avventi. Tu,

piccola carne disincarnata delle mia carne, ingoi lacrime sustanziali

di mio nulla nel tuo nulla, in questa guerra dei sessi assenti, l’invisibile

manovra tra crudezze di scogli disossati dall’onde. Fammi buon latte

col tuo

in consapevole candore di come l’esistenza sia immagine senza

somiglianza, di come esisti e mi tieni le guance premute d’un

rosso

mio, sempre mio, illibato al tuo tocco di spirito senza ragione, solo

cura: primigenia […]

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3 thoughts on “Tagli (63). Sustanziale

  1. Pare il canto di un’anemone marina, somiglianza è levità’ d ‘ anima in acque primordiali…un’immagine che in me genera tenerezza e sgomento. Quanti mondi saprai incrociare in abissi marini sconosciuti? Quanti esseri sfioreranno la levigata epidermide del tuo guscio dissossato?

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