Tagli (55). Tu che spingi con i piedi la nascita

[…]

Tu che spingi

con i piedi la nascita

[…]

Mi liberi di me, tu

che annusi l’essenza coi tuoi giovani anni

senza orrore del tempo

deportato dai corpi.

Hai amato, ami, animi, il mio ventre

di animale femmina, il mio grembo,

donna, luogo

conosciuto, da noi, nascituri,

in quella spinta

di piedi, di pinne, sullo stomaco, appena

sotto l’influsso del cuore, e il tuo primo fiato

evaso

non m’appartiene, mai madre, io, ma tu

mi riconosci madre

a cui torni nel piacere dei sessi, immerso,

penetri, dimori, nelle mie acque delle tue acque

fertili. Rifondiamo

appartenenze d’ombelichi separati in nascite diverse.

Eccoti

adesso

disteso accanto, in clinamen

la mollezza

del tuo sesso, arrossato di bianco,

contempli

mano su mano, la mia stessa mano: io maschio orgasmo nel corpo di femmina,

floreale, come natura mi volle maschile al piacere, seminatrice di parola, nel piacere

nostalgica,

d’una parzialità di genere (in pube) quanto

d’una totale genesi (vuota d’embrione)

 

“…Abbiamo camminato su mari di sabbia

abbiamo camminato su deserti di mare…”

 

Disteso accanto, dal tuo fianco, se t’accosti

fanciullo, dal tuo fianco, se ti posi

al mio occhio sul mondo, il tuo capo è

cura

a solitudine di mani: il tuo capo

sull’occhio del mondo, una scossa

fra carezze di mani, il tuo capo

fra queste mie mani

mentre succhi tra labbra mie/tue

 

le grida partorienti d’un frutto maturo

che mai evase dall’antro rovesciando

il piccolo capo alla fonte libera scorsa:

verso il fuori tua strada,

tuo bacino di ritorno, battigia quale sei, quale

siamo. Grata ti sono, di questa

memoria. Tu che superi la mia paura del tempo

mentre allontana le nascite.

[…]

Abbiamo camminato su mari di sabbia,

abbiamo camminato su deserti di mare,

abbiamo scalato montagne sommerse,

abbiamo scavato fondali di cielo,

ricomposto costellate carcasse animali:

donne uomini bambini serpi rocce insetti pesci

coi mille occhi e i sensi arpionati dai deliri del

politico senza incanti

nei suoi miraggi di

sovrumana potenza

abbiamo camminato su mari di sabbia

abbiamo camminato su deserti di mare

abbiamo scavato fondali di luce

a carbon fossile

 

memoria d’ossa

[…] tu che spingi

coi piedi

le nascite

 

oh luce luce luce dei miei occhi

perché m’hai abbandonato?

scrollo visioni d’appartenenza

 

io che spingo

coi piedi

la nascita

 

tu che spingi

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

11 thoughts on “Tagli (55). Tu che spingi con i piedi la nascita

    1. si, lo scalciare fuori dal ventre, ma anche il bimbo che a testa in giù spinge coi piccoli piedi nel corpo della madre per venire alla luce astrale. Un racconto bellissimo che ho ascoltato ieri da una mia giovane parente, mamma d’un magnifico cucciolo…
      Una serata bellissima, e fiori di stelle per te!

      Liked by 2 people

  1. che vertigine prende nel leggerti. Ode al nascituro, ode al nato, ode al mai nato. Ode all’atto fertile che sorge da acque condivise. Ode al membro e al ventre accogliente. ode ad ogni amore. Ode ad un cosmo di deliquio e di dolorosa solitudine…Nostalgia dell’assenza che si fa urgente presenza… e potrei continuare…è bellissima e struggente!

    Liked by 1 persona

    1. grazie del bel commento!
      ieri mi colpì molto il racconto di una giovane donna, la compagna di un mio cuginetto, su quando è nato il pupo 🙂
      poi, si, ci ho messo altre cose, al di la di là di quello.
      Devo dire che la visione, o meglio la sensazione fisica del bimbo che spinge dallo stomaco perché vuole uscire è sua
      Una cosa reale che m’ha dato un senso così di bellezza…

      Liked by 1 persona

  2. Dora, grazie perché scrivi. Questo post, oggi, in questi giorni, ecco io lo rileggerò più volte, più calma, sopratutto sabato; sei capace di emozionarmi come poche persone. Splendi di una bellezza, in un tripudio di oceani dentro, scuotono tutto di me, e il tuo amato mare ascolto mentre, leggendoti, piango, ma è un piangere, oggi, di bellezza, ecco… Grazie… perché scrivi. Ti stringo

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...