Liebster award

 

liebster
 

Ringrazio per la nomina: MAX e MALERIN dell’interessantissimo blog: https://spuntisullarte.wordpress.com/

che invito tutti a seguire nelle attente e meravigliose esplorazioni artistiche…

 Vi dico subito che stavolta non procedo con le nomine, non per infrangere le regole, ma perché non c’azzecco mai nell’accordo con i vostri impegni e le volontà di partecipare al giro (credo, tra l’altro, di avere anch’io ancora qualche sospeso… eh eh). Quindi mi affiderei alla libera partecipazione se vi va di esporvi, di farvi scoprire o ri-scoprire (e se vi intrigano le domande che proporrò 😉 )

Per chi volesse prendere parte a questa iniziativa deve tener a mente delle regole standard:
– rispondere alle domande di chi nomina;
– formulare ulteriori domande a vostra scelta;
– nominare 11 blog e avvisarli della nomina;
– inserire nell’articolo il logo Liebster Award.

Detto quanto, mi accingo a rispondere alle domande proposte da Max e Malerin sperando di non risultare troppo prolissa e noiosa 🙂

 

1. Quale è stata l’ispirazione che ti ha portato a scrivere questo blog?

dovrei arretrare di qualche annetto…

sono una che costruisce molto, dedicandosi con gran dedizione a quel che mette in opera. Intendo in tutte le attività e in tutti i campi della mia vita su questa Terra… (Nel cosmo e nel tempo senza soluzione di continuità non so ancora quanto della mia azione incida e in che modo; vale anche solo per il respiro, ovviamente.)

dicevo… gran dedizione, passione e organizzazione insieme, irrequietezze, smanie e quiete, piglio razionale, quant’altro.

Tuttavia… costruendo costruendo muto… e questo mi ha portato più volte, senza che nessuno se ne capaciti tranne me, a decidere dei cambiamenti necessari dall’oggi al domani. Mi spiego meglio: all’incirca tre anni fa avevo deciso che mi urgeva abbandonare tutte le attività e tutti gli ambienti che fino ad allora praticavo, nei quali mettevo il mio impegno e la mia azione. Non un abbandono, ma una variazione di rotta sulla mappatura a ragnatela della mia vita, soprattutto ‘lavorativa’. Ciò è molto rischioso, ma penso sia importante la coscienza che ci metti quando lo fai, sapere perché senti di farlo. Bene. Facciamo che mi prendo una sorta di pausa. Questa pausa diventa l’ascolto di me stessa per un paio d’anni, e non figura più alcun ritorno sul come vivevo prima. Durante quei due anni (precedenti all’apertura di “Erospea”) faccio comunque varie cose, qualche attività di volontariato e… non v’annoio con tutto. Ma sostanzialmente ascolto me. Mi riavvicino al mare, tra le varie (si, può sorprendere, ma per molti anni pur vivendo a 200 metri dalle acque avevo perso con loro il contatto quotidiano; in questo senso mi ci riavvicino). ‘Viaggio’ molto in prossimità della mia abitazione riscoprendo la cosiddetta ‘periferia’, anche se dire ‘periferia’ e dire ‘centro meriterebbe degli approfondimenti rispetto a una città come Napoli… Non perdo di vista il rapporto con la gente, con gli amici più solidi e solidali nell’animo, ma mi do’ molto alla ‘solitudine’ (ho parlato in qualche annotazione di come intendo io ‘solitudine’). Dimenticavo: sono anni in cui abbandono anche la scrittura ‘scientifica’ in senso più stretto, ‘scolastico’, diciamo così. Pensavo che nel periodo a seguire non avrei scritto più nulla di nulla in nessuna forma e modalità, invece, mi trovo a scrivere di continuo, come se fosse un’azione quotidiana indispensabile. La scrittura è sempre stata anche una misura di me come sto, come mi muovo, come ascolto, come, come, come…Prendo atto di quest’intensificarsi dello scrivere; prendo atto del fatto che mi sento finalmente bene con me stessa; sono trascorsi due anni e mi sento pronta a nuove aperture e a una verifica, forse, anche di questo fatto che scrivo, che esisto scrivendo. Magari, penso, incrocio “compagni di viaggio” ed esco da questi fogli, queste parole, che da sole non mi bastano, cominciano a reclamare un nuovo cambiamento. E’ così che decido di aprire un sito dove convogliare le scritture.

Ecco…

2. In base alla tipologia del tuo blog (approfondimento, diario personale, informativo, poesie, disegni ecc…) quanto tempo dedichi alla stesura di un articolo e alla cura del blog?

Non ho un tempo prestabilito. Mettici pure che molte cose le scrivo mentre sono per strada o mentre sto lavando i piatti; poi le riorganizzo. Oppure mettici quando un articolo viene da più scritture avvenute in tempi diversi e… in tal caso io considero tempo dell’articolo tutti quei momenti. E, a dire il vero, siamo sempre l’attimo in cui scriviamo, ma anche la nostra “secolarità”… E’ il mio Corpo Animale che scrive, che se dicessi il mio corpo/albero sarebbe comunque ‘animale’ nella mia concezione…

Ho risposto? non lo so… Ci son andata di getto… un tempo ‘di getto’… 🙂

3. Con i tuoi articoli / poesie / disegni, cosa vuoi comunicare ai tuoi lettori?

Bella domanda… cosa intendiamo per comunicazione? Apriamo un dibattito, su!

4. Quali sono gli strumenti che usi per pubblicizzare il tuo blog, nel vasto mondo della rete? Sempre che questo possa essere rivelato😀

Direi che non mi sto curando di pubblicizzare il blog. Per ora mi affido agli andamenti di WP, poi, chissà…

Sono anche timida… ferocemente autocritica… e ciò, ammetto, mi frena dal far pubblicità al mio blog

5. Come vedi il tuo blog in un futuro non molto lontano? Prevedi delle modifiche all’impaginazione, alla grafica, oppure l’aggiunta di argomenti nuovi rispetto a quelli precedenti?

Premetto che dal punto di vista delle potenzialità d’un blog non sono una gran blogger: sfrutto per nulla lo strumento, le modalità possibili, né me ne sono inventate di mie. Be’… certo… un minimo mi son comunque ‘autorganizzata’ in questo… sistema (?)

Per ora, tuttavia, non sto pensando a tale potenziale non sfruttato (nonostante lo ritenga interessante come territorio d’indagine). Quello che, invece, penso possa accadere è l’apertura di una nuova sezione (in concomitanza, forse, con un mio viaggio?) non so… ci sto pensando da molto tempo, ma è prematuro parlarvi di cosa medito perché amo dire le cose quando le avvio, o diventano parole parole… Torniamo al mio approccio al lavoro in generale: progettare non è scisso dal praticare, anche ‘praticare il progetto’… ma non mi spiego o vi annoio… diciamo che, anche nell’allenarmi come corpo ogni giorno, mi pongo nella prospettiva che bisogna “farsi pronti” sempre, potenzialmente reattivi in qualunque momento; per provenienza ‘danzante’ mi ripeto nella vita: ragiona e ‘lavora’ come se dovessi andare in scena da un momento all’altro. Che vuol dire NON stare lì a perder tempo (o guadagnarlo). Anche le pause hanno una necessità, in questa prospettiva. E anche l’ozio.

6. Quanto per voi è importante l’arte (musica, cinema, fotografia, arte, spettacolo ecc…)? Provate qualche interesse nei confronti di mostre e musei?

non so per quale spirito o gene, ma l’arte è la mia beata dannazione da sempre. Ben inteso che sono e resto una ‘dilettante’ in tutti i campi in cui mi cimento. Un esempio: da bambina volevo fare la pittrice, ma non ho mai imparato la tecnica e la chimica dei materiali. Tantomeno ho con continuità dipinto o mi sono applicata a tale arte da autodidatta costantemente, o dedicata ai vari modi d’apprendimento che pure si potevano se avessi davvero avuto l’impulso pittorico come irrefrenabile…

Ho vissuto da sempre in ambienti artistici. Questo si. Sia per percorsi di studio, sia per attività lavorative.

Ciò per dire che è incorporata in me stessa una necessità dell’arte.

Rispetto a cosa penso su “l’importanza dell’arte”… discorso ampio, non sono bravissima con questo tipo di esposizioni… né mi piacerebbe per tale occasione, riportare un unico pensiero tra quelli che posso condividere di artisti,  filosofi, critici, altri, usando questi come portavoce per risolvere la mia inettitudine ad esprimermi in merito. Alcune cose maldestramente dicevo i giorni scorsi ai miei allievi a scuola mentre si rifletteva (loro si chiedevano e mi chiedevano) su “A cosa ci serve la filosofia” “A cosa serve l’arte” … la Letteratura… la Storia… e quant’altro… Pensate a quegli artisti che ci han rimesso la vita, avversati e condannati da alcuni “poteri”, alcune imposizioni dall’alto, rifiutando di smettere il loro modo di fare arte… o pensate a chi volle nascondere e preservare canti  perché si salvasse la memoria vivente d un popolo… o… pensate a quando ascoltate musica e vi sentite confortati in un momento non bello… o pensate ai colori… o pensate ai clown… (sono banale e non mi spiego, ma con i fanciulli s’avvio un ben riflettere da queste banali considerazioni…)

Interesse per mostre e musei… Ammetto (non dovrei) che patisco molto questi luoghi, situazioni … ma se le opere e i reperti che vi sono riescono a inquietarmi o attrarmi o… mi funziona. Riflettere sulle modalità d’organizzazione di mostre e musei, lo so, potrebbe essere quello interessante…, ma sono pigra stamattina. Mi limito a dire che è fondamentale… la modalità in cui… e tale modalità si ricerca ogni volta in interazione con le opere e il pubblico che consideriamo per quell’evento o quel luogo… quell’abitazione… sito…tempo… non tempo… contempo… archivio vivente… altro… Diciamo, comunque, che capita tutti ‘sti bei discorsi saltino in alcuni casi: ci sono mostre terribili per organizzazione, situazione, folla…, ma scatta, nonostante, una forza da ciò che ci trovi… Mi sa che è meglio mi fermo… sto vaneggiando… Aaah… perdonatemi la pigrizia nell’articolare un mio pensiero personale in merito. Sto stupidando, eh eh

7. Rimanendo in ambito artistico, con quale opera d’arte vi identificate?

sai che non riesco mai a trovare una risposta, nel senso di una risposta unica a questo tipo di domande?

se mi chiedo “quale quadro”, “quale scultura”, “quale architettonica creatura”, “quale danza”,  “musica”, “poesia”, altro (che intendiamo per ‘opera d’arte’? eh eh), prima rispondo una cosa, poi un’altra, e non mi fermo, inizio a ‘viaggiare’ tra tante situazioni senza soluzione. Quindi non riesco a rispondervi…

Film… a volte mi sento “Il settimo sigillo”… Si, aspe’… ora comincio con la carrellata anche di film e non ne usciamo…

Passo la risposta, ecco 😀

Voi come quale opera d’arte mi vedete?…

8. Quale dei nostri articoli ti è piaciuto particolarmente?

Devo dire che non ho una preferenza finora. Vi leggo con interesse e trovo ben fatti scientificamente gli articoli. Hanno il pregio di unire chiarezza espositiva e ricchezza dei contenuti.  Ammetto che ho saltato qualche scritto, ma recupererò… Insomma… bella cosa, ragazzi, quella che avete avviato!

9. Che tipo di persona sei?

Difficile da inquadrare…

10. Ti piace viaggiare? Se si, quale è stata la tua ultima meta?

si ‘viaggia’ sempre… indipendentemente dallo spostamento e dal modo in cui ci spostiamo, se ci spostiamo, ecco…

a voler essere meno riflessiva, diciamo che l’ultima meta è stata Torino

Spero di partire, tuttavia, entro luglio per un viaggio non vincolato a una meta…

11. Cosa vuoi di più dalla vita? [Non rispondere: un lucano]😀

Stringere la mano, sentire come la molla per correre incontro a una meraviglia, lasciarmi trasportare dove non so. Accogliere il pianto, a un ritorno, senza meraviglia, anche quello.

La variante: correre correre in una distesa apparentemente sconfinata; lasciarmi cadere quando proprio non ne ho più; sentire il mio flusso risalire, avvolgermi, tra onde lievi di vento, come mare che sommerge, ma non affonda…

Non “di più”…; nella vita, semplicemente…

Ragazzi… non dico un Lucano… , ma un caffè? ce lo facciamo? v’aspetto! offro io 😉

Le mie domande:

  1. Un colore?
  2. Astrazione o figura?
  3. Retta o curva?
  4. Fedeltà?
  5. Un libro? Un testo poetico?
  6. Vorrei…?
  7. Confesso che…?
  8. Libertà?
  9. Sale?
  10. Conflitto…?
  11. Piacere…?

buona giornata, belli!

 

 

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2 thoughts on “Liebster award

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