E si nasce in aprile, e lo vorresti capire…

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[…] lavorerò fino a venerdì. una settimana in più. perché qualcuno, di cui so nulla, è (come si dice) “venuto a mancare”, lasciando i propri cari. “lasciando”, sempre come si dice, noi che non sappiamo nulla di quello che vorremmo sapere. […]

potrei pensare la morte, ma […]

penso a ogni genesi mancata come a qualcosa che non fa ciclo.

poi mi dico che fa ciclo anche la morte. tra le particelle. anche quelle che

non vediamo al nudo, nel nerbo, e nel pianto, e non chiamiamo “particelle”. Ma

basta questo a convincermi? Ci si affida, forse, alla vita, mai, sento mai

ci si rassegna alla morte. Eppure

oggi in virtù di questa vita non riesco a scrivere. E’ il silenzio

parola, anche, in questo spazio dove uso la parola per

comunicare? Un foglio bianco apparirebbe come errore, o provocazione. (Un tempo dispensavo fogli bianchi con la fede in quel bianco, ma son passati anni, tanti)

Un bianco, forse, apparirebbe qui come errore, o provocazione. Il bianco sporco di

queste ossa, che sanno da sole cantare, come passa il vento, e alza la terra e le strofina,

sia pure chiuse in un cassone. Dovrei usare ermetismo per ossequio al

mistero, ma ho licenziato le cifre del mio linguaggio, composto di maiuscole e

sigle ‘chimiche’, di quei tempi in cui scollavo carne dalle ossa fino a sentire il fiato

troppo pesante, faticato, in ogni piccolo passo, e l’inverno freddo anche d’estate. Oggi:

sono un ‘animale’ d’anima incorporata , senza “A”. Fui mina brillata a schegge

su parquet di legno sempre troppo rigidi penetrati ad osso. Oggi ho

rimpastato il femminile alla durezza del maschio, accordato razionale consenso alle

curve del mio corpo. Se mi tocchi affondi, dove nessuno colse le ferite, e risparmiò

redenzione al di fuori di me. Son venuta su da sola, irta come roccia negli estremi giusti,

molle come si […]

Scusate se spargo, semi infecondi

e, dura, copro l’udito, a non sentire

come cade questa pioggia, che

rumore fa, ad ogni sua dispersione

tra le cavità del mare, le cavee senza nostos

mentre batte l’onda e ribatte […]

[…] tamburi di pelle […]

qualcosa corrode […]

[…]

E si nasce in aprile, e lo vorresti

capire, perché si nasce in

aprile, concepiti di luglio […]

[…]

Intrecciare la mia mano a un figlio

sentire come la molla, per correre,

incontro a una meraviglia; lasciarmi

 trasportare dove non so. Accogliere

 il pianto. Anche quello. A un

ritorno senza meraviglia […]

E si nasce in aprile, e lo vorresti

capire, perché si nasce […]

[…] non si nasce […]

Scusate se spargo

semi infecondi […]

parole

bianche

parole […]

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11 thoughts on “E si nasce in aprile, e lo vorresti capire…

        1. Aprile: Baudelaire… 9… divina dannazione…
          “Grands bois, vous m’effrayez comme des cathédrales;
          Vous hurlez comme l’orgue; et dans nos coeurs maudits,
          Chambres d’éternel deuil où vibrent de vieux râles,
          Répondent les échos de vos De profundis.”

          Anime… grondanti umore ‘malato’ in quest’epoche arse alla sete di Bellezza…
          Grazie a te!

          Liked by 1 persona

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