Tagli (50). Acciaio

[…]

se la mia carne fosse acciaio pretenderebbero

di farne un carrarmato, ma io non sono acciaio

e qualche volta piango per la pace: che non trovo.

Parto ogni giorno milite ignoto, ma non pensare io

imbracci le armi contro

i tuoi figli o usi pietà per le stesse creature.

Non pensare riconosca il tuo nome senza volti d’uomo.

Ho due spalle forti. Le battezza la pioggia di canti universali.

Vedo i tuoi figli a bombe d’acqua grandinare occhi di sale grosso.

Ho fame, senza condimento, la città condita da pollini nomadi,

con/sesso d’anime floreali.

Non pensare riconosca la tua voce nella bocca di cannule

traversate da sangue distillato.

Il mantra generale soffia linfa dolce tra ossa di pesco,

velluto,

la tua faccia è il velluto che stride al nervo le mie corde rollate,

striscio fiammiferi a muro per far luce all’obscuro connubio

di falchi sul mare

180° sono pochi a rovesciare orizzonti, ma

rovescio il capo a mezza asta nelle virtù dei corpi

vivi a fumi di fuochi vaporati senza capri

espiatori d’un destino inetto alle azioni

[…]

Se la mia carne fosse acciaio. Hai mai visto un uomo piangere

tra i falò d’agosto?

[…] carcasse […]

volano innocenti falchi. Hai mai visto

una donna

colare lacrime, a mare, di schiena? Ma

180° sono pochi a rovesciare orizzonti […]

 

Se la mia carne fosse acciaio.

 

[…] soffia linfa dolce fra ossa di pesco […]

 

 

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8 thoughts on “Tagli (50). Acciaio

    1. a volte è difficile pensarlo, ma mi ostino a credere che siano le nostre azioni come si intrecciano (consapevoli o meno, vicine o distanti nello spazio/tempo) a muovere i corsi delle vite e gli accadimenti. Questo forse è più duro da portare come peso sulle spalle, e in certi momenti ci si sente impotenti di fronte a destinazioni da noi stessi generate. Altre volte vorremmo non essere sempre quel sorriso perfetto e impeccabile che… A volte potrebbe essere necessario piangere. A volte piangiamo, anche. E come si fa a non piangere?
      Una bella domenica per te, Virginia, e grazie per il passaggio!

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    1. felice sia tu a dirlo, nel senso che… ti seguo da poco, ma mi piace la tua sensibilità, il modo in cui scrivi e associ le immagini, il come attraverso queste associazioni ci lasci ‘viaggiare’.
      be’… si… avrei dovuto scrivertelo nel tuo spazio… non mancherò 🙂

      Liked by 1 persona

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