Risorgo ogni giorno

<<premetto: questo scritto, con cui vi faccio i miei auguri pasquali, non è uno scritto ‘personale’, nel senso che non individuo tra i ‘versi’ persone con un nome a me noto, non so se mi spiego. Nella mia prospettiva riguarda tutti, e ognuno nella sua responsabilità specifica, sicuramente, di creatura. Ci tengo a questo. Si, lo so, non scivola semplice nei suoi sensi, ma m’è venuto così e così ve lo lascio. V’abbraccio

Segue…>>

[…]

Risorgo ogni giorno […]

Risorgo ogni giorno

in quegli angoli di bocca

ostili al riso, perché oltre

la smorfia so che hai un mondo

anche tu da cantare e non è bastato

il dolore a soffocare il pianto dove

rinasce la voce, per quanto rauca,

freddata, da uomo a uomo […]

Risorgo ogni giorno

tra i piedi callosi, come

incorporano i bulbi

dei fiori d’ogni viaggio

[…] i tagli delle reti

come rafforzano la presa

ai pesci vivi finché non ci sarà

bisogno di sacrificare

le carni al sole, alla rena asciutta,

alla mira dei gabbiani […]

Risorgo ogni giorno nel pane condiviso

alla mia mensa di pace, domestica,

perché la mia carne non perda forza

di spezzare il pane anche per te

prima che t’immoli la malattia e

la guerra. Un giorno saprai

che questo pane è anche tuo

in ogni religione concepita

dall’uomo. Padre, fammi dio

perché non l’abbandoni […]

che io cresca alla tua ingenua fede

nel lavoro e […]

Risorgo ogni giorno

nei segni d’ogni stretta

non negata alla mano e al corpo,

che nulla chiede; nell’impronta

d’ogni stretta non negata

a chi mai chiese, ma aveva bisogno

d’una mano solo da stringere

perché i pugni erano troppi

e le ossa andate in pezzi […]

Risorgo ogni giorno

quando penso che qualcuno

in qualche parte di mondo

sta facendo la mia stessa azione

o qualcosa di diverso, che penso, (o non penso)

e mai lo saprò, ma ci ameremo

se sarà amore, o ci odieremo

se sarà odio, perché

gli equilibri del mondo

hanno questo mistero

come passa di corpo in corpo

anche a distanza, non sapendo,

perciò: semina fiori se vuoi siano fiori,

semina bombe se vuoi siano morte,

poi interrogati: se basta il mondo

o c’è un cosmo anche per noi

che al suo interno continuamente s’espande

e non conosce spreco, nel bene e nel male.

[…]

Risorgo ogni giorno

dove ti manca il naso

ma posso offrirti la mia bocca

per rimembrar gli odori

e non saranno mai

gli stessi odori, ma in questa parola,

di naso e bocca, torniamo a immaginare e

mai metterò le mani sugli occhi,

se il tuo corpo insorge e la tua immagine

mi fa orrore e non è la tua immagine, ma

come volle il fratello forgiarti dimenticando

se stesso e la tua immagine a somiglianza […]

comincio a avere freddo

ti prego scaldami

perché risorga a nuovo calore

come madre che conosce in tronco

il figlio, e l’amato, anche se in braccio

non li può tenere. […]

[…]

Risorgo ogni giorno

come quelle piccole mani,

o zampette, mi tengono il viso,

e mi fanno “piangi pure, ma

ricorda: di fondere l’argento

dei tuoi occhi nell’oro sdentato

d’ogni figlio che corre

sotto la luna ad amare

[…]

Risorgo ogni giorno

come scrivi sui muri “Viva la fica”

“Mi piace il cazzo” e scopri tra le mani

la tua verginità, mentre il corpo altro è

come un fiore, e senza amore,

sia com’unione o ad ore,

non lo puoi toccare […]

[…]

Risorgo ogni giorno.

nelle creature che incontro. il volto di dio. posso non credere dio. ma

è il tuo volto al mio volto, il suo volto al mio volto, poter uccidere e non farlo.

[…] Risorgo ogni giorno

[…]

c’incontriamo ogni giorno

anche senza saperlo, e saperlo

è il tuo volto al mio volto, il suo volto al mio volto,

al tuo volto […] poter uccidere e: non farlo.

….

[…]

<<sto un po’ immersa in ‘silenzioso’ raccoglimento in questo periodo. Infatti, non mi sono sottratta alla scrittura nel blog per festività. Semplicemente ho sentito come una mia sovrabbondanza di parola e mi sono fermata. una sosta può essere necessaria, biologica, anche. e non so quanto sosterò. ma gli auguri di un rigenerarsi continuo… eccoli. Ci sono. E non perché sia religiosa nel senso di un’aderenza a un credo di quelli riconosciuti culturalmente, diciamo così, ma non solo così. In ogni caso, lo dico sempre, la religione non la demonizzo, perché ritengo sia in sé fonte di pace, ma sta all’uomo berci e sputare l’acqua o ingoiarla o bagnarsi in un modo o nell’altro. Come ogni cosa d’altronde.

il mio silenzio. dicevo: sovrabbondanza di parola, sovrabbondanza che mi sono chiesta e mi chiedo se non richiami nel lettore un’emergenza dei propri abissi, invece di impulsi vitali. E mi chiedo anche: dove sono le visioni? Riesco a generare visioni che mettono in circolo buone energie e benessere? Non so se riesco a spiegarmi e, ovviamente, non è un problema tanto del lettore, ma una paura, umanissima, concedetemi, di chi scrive, anche se nella scrittura non si è mai soli, ma la responsabilità della scrittura passa per il mio corpo prima di affidarsi nuovamente a corpi altri da me (con corpo, lo sapete, non scindo anima e carne, parlerei di ‘animale’ sempre inteso a modo mio, ma apriamo un discorso complesso… lo rimando). Ve lo vorrei spiegare più semplice, ma mi viene così. Non me ne vogliate che a Pasqua mi metto a blaterare: io sono blateratrice sempre, eh eh. A volte siamo come sommersi da tutte le storture che vediamo accadere; forse questo ci porta a tali riflessioni anche nell’apparente ristrettezza del nostro cerchio. E pure se non sono una letterata, e a maggior ragione perché non lo sono in quel senso stretto del mestiere, certe domande sulla mia scrittura e sui suoi confini me le faccio. Mi farei capire benissimo citandovi un film che porto sempre tra le mie pieghe, ma rischierei d’inquietarvi, forse, quindi mi placo 🙂 Buona Pasqua, carissimi. Vi riabbraccio forte, Dora

ps: lo scritto di oggi è venuto in bici nel pomeriggio. tranquilli, mi fermo quando scrivo; mi son fermata a più tappe :)>>

Annunci

17 thoughts on “Risorgo ogni giorno

  1. Risorgono ogni giorno i milioni di poveri cristi senza il conforto di una messa solenne, dal tramonto all’alba, per poi morire e rinascere più forti al viaggio duro della vita…ogni piccola morte ci prende come un calvario sconosciuto se sappiamo avvertirla…anche questo è amore…buona pasqua Dora.

    Liked by 1 persona

  2. Ed eccoci qua, risorti anche oggi! E con gusto, devo dire, a causa probabilmente delle costolette d’agnello fritte e del tentativo di imitazione della pastiera napoletana operato da mia cognata, che mi e’ rimasto un po’ sullo stomaco. Tanto che ho la sensazione di aver camminato tutta la notte, finendo poi per discutere con il professor Sartori di riforme costituzionali, Occidente e Renzi. Che incubo! Mischiato con i rimbrotti di Cannavacciuolo, capitato in una cucina da incubo, che devo aver captato ieri sera sonnecchiando sul divano con la bocca aperta. E russando, mi dicono, ma tenderei a negarlo. Da domani torneremo alla realta’, dove una certa leggerezza e’ sempre piu’ difficile da mantenere… avevo notato in effetti che avevi un po’ diradato le tue scritture; effetto degli impegni di Pasqua, avevo pensato, e ci sta, no? Un po’ di pausa anche da noi stessi ogni tanto rigenera (fa risorgere anch’essa?). A parte che non so come tu possa mettere in pausa te stessa… se ti viene da scrivere anche quando pedali! Mi meraviglia sempre questa capacita’, e penso che cercare di fermarla sia vano e forse dannosa, se si cercano di imbrigliare le risorgive poi si seccano, non farlo eh! Un abbraccio, Giorgio

    Liked by 1 persona

    1. ah ah! stavolta non lascio versi nei commenti, ma mi hai tirato fuori oltre al riso un detto delle mie parti che forse puoi ‘venderti’ come botta di leggerezza… nei giorni a venire: “omme ‘e panza, omme ‘e sustanza!” ;D sta certo che a questa frase lanciata al momento opportuno, col giusto tempo di battuta, nessuno oserà più dire che nelle festività ci hai dato di circonferenza! 🙂
      qua piove… il ché mi sbaraglia ogni piano di lunga percorrenza a due ruote… per non parlare delle classiche scampagnate…
      per la pausa scrittura… su una cosa hai ragione: imbrigliarmi sarà difficile, tenuto conto che sin dall’asilo han cercato di strapparmi la penna di mano senza riuscirci. In realtà scrivo anche quando non pubblico a volte, come in questi giorni, poi cancello, magari riscrivo, insomma… Il problema sarà riconciliarmi con me stessa, e con le modalità stesse del mio scrivere. Interrogarsi fa bene, però, si, forse senza esasperare l’interrogazione. A volte siamo troppo ‘sotto pressione’, particolarmente sensibili agli accadimenti e questo ci mette dentro da un lato la voglia di fare, dall’altro ci pone di fronte quanto già facciamo e ai limiti del già fatto, se ce ne sono. E’ che vorrei essere meno ‘cupa’ nelle visioni, forse, e trovare una forma di scrittura diversa? non so
      Intanto ti auguro un lunedì salutare! 🙂
      grazie a te!

      Liked by 2 people

  3. Sai cosa accade Dora nel leggerti? Ci si commuove e si prende coscienza di una vera conoscenza che è quella del cuore. Uomo, donna, bambino… senza confini. Risorgere come esseri nuovi, pronti verso …
    Ti abbraccio forte!!! Lila

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...