Padri

Salto sempre le ricorrenze. Perché santifico nella mia religione laica ogni giorno tutte le feste. Ma oggi gli auguri li faccio; li faccio a: tutti i miei padri, a tutte le mie madri, a tutti i fratelli, le sorelle, gli amici, le creature tutte, che m’hanno cresciuta (e ‘mi crescono’) in questo paese. Alcuni non erano della mia terra. Auguri anche a loro e non per ultimi; solo appena dopo mio padre che mi volle generare con mia madre.

Quando so che non sono riuscita ad onorare le loro forze per darmi una vita in questo Paese, una possibilità di farcela anche da sola, non capisco se voglio chiedere perdono o se voglio sentirmi vittima di congiunture infertili e avversità. VOGLIO CHIEDERE PERDONO. Scusate, ma lo dico senza commiserazione, e per quella profonda GRATITUDINE che porto verso i miei ‘padri’ in ogni mio respiro, uguale al loro, diverso dal loro.

PERDONO: per tutte le volte quando penso, pur senza mollare mai, che oltre quello che ho fatto qui non posso più fare e metto in atto un tradimento delle vostre forze e delle mie, un tradimento che corre verso il vuoto come se il vuoto fosse il nulla, anche se il nulla non esiste; e, allora, mi ricordo che basterebbe il fatto stesso che respiro consapevolmente nel mio modo specifico a dare un senso alla mia presenza ancora in questo Paese, in questo mondo, se cosmo pare troppo e potrebbe anche essere caos.

[…]

 Ma, poi, cos’è un paese, questo sentimento d’appartenenza a confini tracciati dall’uomo e dalla nostra percezione? Ma cos’è un paese? Questo sentimento di radici o d’appartenenza o d’abitudine o di casa o […]

[…]

Se dovessi dire di mio padre?

Quel giorno quando mi sono risvegliata, ho trovato quel suo sorriso, e ho capito il suo lavoro.

[le immagini che seguono le ho scattate (e in modo ‘stortissimo’) oggi pomeriggio. Posso discutere la frase che non sento mia totalmente, ma mi ha colpito la presenza di quei cartelli, proprio di quei pensieri, fuori a quel negozio, a quel luogo di lavoro, a quella sorta di bottega. Qualcosa di paterno, qualche insegnamento paterno ho immaginato in quei cartelli…]

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9 thoughts on “Padri

    1. Grazie, Amilcaxas. Era un pensiero che sentii ieri di esprimere, trattenendolo da molto in me.
      Passo nel tuo sito che mi son persa un po’ di tuoi articoli, mi sa! ma non vi perdo di vista mai 🙂

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      1. ed è un pensiero molto attuale, soprattutto in questi giorni in cui si per farsi pubblica si fa polemica pure su kung fu panda, che hanno invitato a boicottare perchè, secondo loro, fa il lavaggio del cervello ai bambini sulla cultura gender (cosa che hanno inventato loro) perchè ha due papà, quello naturale e quello adottivo.

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        1. polemiche che hanno, a mio avviso, solo retrofini inaderenti al benessere di ogni persona e del sociale
          grazie per aver ricordato ed esplicitato tale questione col tuo commento
          alla prossima!

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    1. in fondo io comincio a pensare che siamo tutti un po’ “padri” e un po’ “madri”, tra noi, sia pur in misure e modi e sostanze diverse. E mi piace questo pensiero perché lo trovo aderente con il mio ‘viaggio’ vitale
      no, Franz, io non sono speciale, sono semplicemente io
      Grazie

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