“Ama albero” (Annotazione sulla scrittura)

 

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“il possesso, istinto o cultura, è uno scavo tra radici che

non t’appartengono; ce(n)sura del sé e dell’altro senza

emersioni. Ama albero”

 

 

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13 thoughts on ““Ama albero” (Annotazione sulla scrittura)

  1. Possesso…ce(n)sura del sé…e dell’altro…sconosciute radici ci impongono di scavare con pazienza e amore senza intaccare il fondamento che dà vita…Ama albero e la sua robustezza deforme e slanciata il suo inchino al vento e il suo saper germogliare ad ogni stagione…Lo ami perché non lo possiedi, eppure è lì pronto a rifiorire per rendersi bello ai tuoi occhi…

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    1. la mia visione parte al rovescio della tua, cioè… “Ama albero” nel senso Ama come albero. E di lì legaci le considerazioni che fai tu e vedi come ti funziona
      se tu pensi da umano un albero lo pensi come in svantaggio perché chi più di un albero è vincolato, radicato, pena la sua stessa vita, e chi più di lui non è sempre totalmente padrone di come andrà la genesi e altro, e chi più di lui sta lì apparentemente impossibilitato a spostarsi e destinato a farsi raggiungere. Eppure questi che a noi appaiono vincoli hanno in sé qualcosa di biologicamente interessante, laddove trovano vita anche nella liberta del’altro di muoversi, di avvicinarsi, andare o restare. Quanti rapporti umani sono fasulli, ci si trattiene per forza, per leggi sovrapposte alla nostra stessa natura, e … la coppia, la famiglia, o altre organizzazioni (talvolta ‘criminali’ a mio avviso), sia una tribù, un animale, una situazione umana, vincoli, vincoli, troppe volte dissanguati, dove ci si strazia e ci si mente, a se stessi prima di tutto, in virtù di cosa? poi l’amore confuso col possesso, rassicurante situazione finché dura, ma che, in realtà è la più precaria delle situazioni, la dipendenza, e la peggior condizione possibile per sentirsi vivi e sentirsi vivi d’emozioni e meraviglia. E non sto parlando prettamente di amore, sessualità, sto parlando di ogni manifestazione d’amore, odio, della carezza verso una creatura, del laccio al collo come un attimo dopo puo soffocarla quando la carezza non sente più il manto nella sua vitalità, e altro altro altro…
      possesso, attese disilluse, trattenersi, non va bene, non va, non resta, non…
      non mi rileggo
      ho detto su stanchezza davvero poco di quel che mi respirava quando pensavo quell’annotazione
      che l’albero sia poi solo apparentemente impedito è interessantissimo pure quello, in quella biologia, ma anche nelle sensibilità dell’albero al mondo altro come attraversa il suo corpo, come si approssima, come lo carezza, come soffia, come scalda, come si feconda, come sfoglia, scalfisce, come poggia le spalle, come una mano, etc.
      e anche l’albero ha il suo movimento… le sue emanazioni, oscillazioni, richiami, esposizioni, etc…
      buona serata e grazie del bel commento che m’ha dato occasione di esprimere un minimo del pensiero

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  2. si la tua premessa bellissima e chiara da un senso a ciò che ho scritto…un senso ancora più chiaro…è l’albero che non possiede e ama chiunque sappia coglierne la bellezza della sua dinamica biologica, sempre viva…c’è da scrivere mille storie su queste tue considerazioni…si.

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