Premio Dardos

 

“[…]

siamo aborti di coscienza, sono,

incarnata in corpi non nostri, quei corpi,

con la compassione a distanza (due centimetri o chilometri non conta)

per non sentire le piaghe nei

nostri stessi occhi. Nulla di

male ho fatto. Nulla. Appunto.

Questo bene, che lusso

 

rimandando il giorno

[…]”

 

E’ passato tempo da quando Dora di https://almenotu.wordpress.com/  e

Clipax  di http://mentitude.com/  mi hanno nominata per il Premio Dardos.

Innanzitutto mi preme ringranziarli e vi invito a visitare i loro spazi se non

l’avete ancora fatto. Per me è sempre interessante soffermarmi tra loro,

prenderne energie buone e bei spunti di riflessione. Grazie, dunque,

per questo! 🙂

Veniamo alla nomina. Non è stato per mancanza di tempo che non avevo

ancora risposto alla segnalazione. Chi mi segue da un po’ sa che è per me

un momento davvero delicato: mi interrogo continuamente su questa

azione quotidiana dello scrivere. Non è questione più di capire se serve,

non serve; ma quando alzi gli occhi e il corpo tutto e il tuo esserci dal foglio,

o da qualunque sia il supporto dove incidi parole, da cui emergono parole,

accade che non puoi darti pace, non trovo pace, vedo tante cose, e di bellezza

o sofferenza che siano, avverto tutto il limite della mia parola in questo modo,

come la scrivo e come la tengo nel suo bel recinto. Scusate, piango. Non mi

dite nulla. Non faccio che ripetere che ‘voglio partire’ e che ‘voglio vivere’

e ciò significa tutt’altro che il mio personale, significa che non posso più

stare qui a rimandare o a sentirmi incapace di fare qualcosa. E in questo senso

‘partire’ manco è, per forza, spostarsi (anche se mi sposterò), ma è

fortemente ‘attraversare una distanza’, quella che pure di fronte ad

eventi e situazioni che vivono a due centimetri da noi, e di cui,

volenti o nolenti, consapevoli o meno, siamo partecipi, […], non attraversiamo.

Ieri ho lavorato, oggi non lavoro di nuovo, e la scrittura mi si mette

ancor più in questo disagio che ne provo. Non mi riesco a spiegare. Ma è

così vero che oggi voglio spostarmi; anche, forse, da me stessa e da

tutti i miei rimandi.

Le parole con cui apro l’articolo prendetele come Tagli (24), dopo il (23) che,

in qualche modo, è connesso a tutto questo discorso. Potevo parlarvi, e ci avevo

pensato all’annuncio del Premio, di cosa penso della ‘cultura’, e di un

impegno culturale (sarebbe parte del mio mestiere), ma il discorso m’è

diventato sterile tra le mani, dove si generano con più nudità, e

senso d’esistere, i calli dello scrivere o del danzare o …

“[…] quel naso tagliato, all’ultimo minuto,

perché i corpi son sangue, e va evidenziato,

per erranza,

senza blande fosforescenze”

l’ultimo ricordo che porto del lavoro; ieri.

E oggi, eccomi, sono qui che finalmente mi decido a rispondere

all’invito, anche se, non me ne voglia nessuno, siete tanto

cari, davvero cari con questo gesto verso di me e la mia azione

attraverso il sito, ma non passo a ritirare il premio: immeritato;

non per

questioni di valore, ma proprio d’azione, perché sono qui e,

non ci nascondiamo: non è tutto quanto è nella mia possibilità

di fare. Cosa e come lo faccio, su questo ho da insistere o sono

un corpo smorto che  osserva, ascolta, ma resta chiuso in un

profondissimo abisso di incapacità.

Ringrazio, insieme a Dora e Clipax, anche tutti coloro che mi

seguono, o meglio: traversano il mio ‘blog’ alimentandone

l’esistenza che, altrimenti, sarebbe forse troppo fine a se stessa

Vi auguro un sereno sabato e nessuno nomino perché,

almeno per me, l’unicità di ognuno di voi diventa ricchezza

e nutrimento nel leggervi, nell’incrociarvi tra i diversi spazi

in questo cosmo che c’immerge e in cui siamo immersi…

Un abbraccio circolare, come flussa il sangue e la linfa

degli alberi, delle ossa, …

d°’

 

 

dardos3

Il Premio Dardos venne assegnato per la prima volta nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade a 15 blog da lui selezionati. Da allora questo premio si sta diffondendo in tutto il mondo e rappresenta un riconoscimento ad ogni blogger per il proprio impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali.

LE REGOLE:

mostrare l’immagine del premio,
ringraziare chi vi ha nominato,
nominare 15 bloggers
avvisarli tramite messaggio (per quelli che prendono visione della loro nomination invito a confermare nei commenti)

 

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4 thoughts on “Premio Dardos

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