Tagli (15). Elastico

[…]

tu fai promesse ch’io non mantengo

[…]

il sacro è un patto per dispersi al mondo

[…]

ho visto ragazzi giocare fuori cultura [ieri] e

un pene stretto a morsa in dotazione:

strizzami tra le cosce fratello se siamo

fratelli in questo […] gioco […] cassa

aggettivi  di genere che non conosco, non

imparo se tu parli e non sai dirmi quanto l’Amore sia

sensibile o emozione. […] Le braghe sono giù

di colpo, nel confuso del gioco, senza colpa,

senz’erezione, un fondamento naturale

sotto cotone grigio sagomato per proteggere

se un freddo sale o l’ambiente raschia con un

gas conciato, inadatto all’uomo che s’adatta.

[…]

E le braghe vanno giù, nel gioco d’imbraccio,

t’intimidisci, sorridi al pulito del mio sguardo ,

fuori docenza, fuori gerarchia, di bene e male,

di peccati e perversione, senza rimprovero e con

un riso d’affetto, che non c’è scandalo se comincio

a provare un amore per voi. […] Il gesso non esiste

a segnare aggettivi, la qualità, il possesso, questo

quello […]

[…] e quell’altrove sono lanci di cassino

nel cortile che permane sempre fuori e sempre

dentro, senza connotare, né svolgere tutti quei

compiti di precisione

che precludono l’istinto e le gioie […] e

l’enorme errare senza possibile cancellazione. […]

Ma non uccidere invano in suo nome, non

uccidere invano, in mio nome, non uccidere

[…]

in nome tuo, in nome proprio, inarticolabile

tra la lingua del sud […]

“Don” è troppo cattolico per le nostre vie,

“on” fa vecchio l’onore di saggezza pretesa

all’adulto signore, “on” fa troppo onorevole

con le mani in tasca e il ventre gonfio sopra

al pube, dimentico che natura ha potere

sui soprusi del potere. […] Non uccidere […]

Imbracciami e lotta tra cassini e scritture

impallinate a carta, straccia e coesa nelle

solidarietà incoscienti, troppo vergini,

del gioco, ancora così vergini per proteggere

o condannare l’azione dell’uomo […]

Astraimi una legge a misura per noi […]

Virtù, Vizi, nomi astratti, Amore, “L’Amore

è emozione o sensazione?” Fiumi di scienza,

ragazzo, per misteri che non scioglie. […]

[…]

Comincio ad affezionarmi alle vostre immagini:

a quei corpi sguizzanti, indomiti, contraddetti

senza troppa contraddizione, cosa fare, non fare,

oltre la vostra coscienza, […] Corpi, corpi, unici

e inenarrabili, di cui non ricordo

appena il nome e non so

se avrò tempo per impararlo […] Dovevo

esser io più veloce, nel mio ruolo,

ma com’esser io di fronte  all’alterità […]

Crescete fiori di carne

per non annegare

nei limiti del tempo […]

la genesi è un mistero che

riflette se stesso

svincolato ad ogni immagine e

somiglianza oltre le scelte del corpo […]

Se “l’Amore è emozione o sensazione?” Bellezza,

spirami tra membrane di carne il peso umano

della riflessione […] Un elastico basta a

disegnare le geometrie del gioco […]

hai segnato di gesso le tue mani sul cortile

[…] la genesi è un mistero […] da spolvero

meravigliosa immagine […] Il tuo nome

[…] di carne […]

légami  fra lingue ogni articolazione

[…] [carne da spolvero] membra, membrane,

[…] del tuo corpo elastico nel mio corpo […]

elastico […]

pulviscolo candido […]

[…]

Ho la veste linda, di gesso,

[…] il tuo nome proprio

[…]

 

Tra i denti ho inciso

la tua manica più nuda

[…]

 

Tu fai promesse ch’io non mantengo

quando vi vedo giocare e riconosco la vita

[…]

Tra i denti incido

la tua manica più nuda

 

 

 

 

 

 

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11 thoughts on “Tagli (15). Elastico

  1. c’è bellezza da difendere. vita e vitalità da difendere. corpi più intelligenti di tutte le nostre organizzazioni […]

    Se passate di qua e provate a cercare dello ‘sporco’ e qualche sguardo ‘morboso’ nelle mie parole vi dico che lo sporco e semi di morbo sono solo nella vostra mente, in qualche griglia della vostra mente.
    Appena un’indicazione al lettore che avrà voglia di affondare o emergere tra questi “Tagli”

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  2. be’.. si.. diciamo che far con loro lezione diventa una battaglia… ma nello scalmanarsi ogni tanto riesco a tirargli fuori pure qualche riflessione tipo “L’amore è una sensazione o un’emozione”… che non è un pensiero mio, ma di uno di loro

    cerco di tenere il pugno fermo o davvero è il finimondo, ma in certi momenti ti viene di guardarli e di dire “ma si…”
    come fai a insistere che son grandi per giocare con la pallina di carta o che il lancio del cassino no… o che non devono mettersi lì a prendersi in braccio l’un l’atro per vedere chi ce la fa, che non devono azzuffarsi ‘fraternamente’ per vedere i corpi come vanno e come son fatti, e varie…
    pensa che l’80 per cento di loro, almeno, mi supera un bel po’ in altezza… ah!

    è dura e a volte nessuna strategia sembra coinvolgerli, poi d’improvviso si accende qualcosa, fosse pure un attimo, e dici… va be’…

    Comunque sarò con loro solo un’altra settimana. Non so se accadrà un prolungamento

    Baci Liletta :*

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