Tagli (12). Mutilazioni

[…]

femmina, bellamente fragile, donna,

piovo di me luminescenze candite

urbanamente presa a stradali dirottamenti

di coscienza, tranciami dita pedonali accorte,

bella mente facile a cautele e sobrie

previsioni senza rischio; raschiami pelle d’arancio,

come a orgasmo preme,  aspra, io mi premuro il cuore

strizzato a muri di stanza, spalando nivei lavacri oscuri

nelle valli pubiche, pubblicamente muta, propaganda non

svendo, di rossetto, ma lapis tatuo: lavami pelli impresso

sguardo, i tuoi occhi guardo, conciata come a natura nuda

s’avvince, guance e colore. Bellamente fragile, di tronco resto,

foglia a rampe e canti, di pace, solo di luce ceca

gli occhi la vita, cecati a fori plumbei, grandina morte,

non vedo morte, la notte non vedo, giorno resta

perenne taglio d’un lavacro tattile sulle soglie del

corpo. […]

[…] cruda […]

[…]

Solo di luce ceca gli occhi la vita, bellamente

fragile, di tronco resto, foglie di muri,

linfa d’amore.

[…]

 

 

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One thought on “Tagli (12). Mutilazioni

  1. Oddio quel che sento è il parlare d’un albero ferito, la cui corteccia è stata incisa da troppe “mutilazioni”…eppure vive grazie alla sua linfa inesausta come un albero d’anima della selva dantesca…ciao Dora

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