Non è

Senza Dio. Accade.

Ha coperto il sole.

Non so se a protezione, o schermo

dove non so leggere nitide le cose.

 

Senza io.  Accade.

Ha scoperto il sole, poi.

Troppa luce senza cose.

 

Lasciatemi come onda si frange

sulla scogliera

senza capire dove cade.

[E non sono più gli assenti alla genesi

E non sono gli abbandoni

E non è la tempesta con la valigia sul letto, la notte in cui mi pensai morta,

ma mi svegliai al mattino stregato con un taxi per scherzo

E non sono certe nuvole come prendono forma nei miei occhi

E non è il vento che spazza via una doppia pelle troppo arsa,

strofinata dalla vita e i suoi passaggi.

E non è il volto troppo umano dietro la maschera. O due occhi di fronte ai miei

di nuovo amore; o il disamore, come lo chiami.

E non è la distanza iterata del corpo; o un altro corpo

quando s’approssima

 

Lasciatemi come onda si frange

sulla scogliera

senza capire dove cade

 

Io non so dare un nome a questa solitudine

che mi rimette in viaggio come la peggiore

delle amanti: Nemo che s’affida all’abisso

più fondo, senza preveggenza su isole misteriose

dove ritrovarsi.

 

Lasciatemi come onda si frange

sulla scogliera

senza capire dove cade

 

stille di luce

 

 

 

 

 

 

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11 thoughts on “Non è

  1. E ti sia dolce il naufragare senza Dio e senza Io “come onda si frange sulla scogliera”…eppur l’onda si muove e s’alza perché attratta dalla pallida Luna. Se ti fai marea entri nel gioco delle attrazioni inevitabili…nessuno di noi può sganciarsi dalle energie di attrazione e repulsione che governano l’antico globo che ci ospita: laddove c’è un’onda che si rifrange su battigia o scogli, finirà sempre per attrarre un corpo che vi si vorrà immergere e sarà frescura lieve per quel corpo pur se l’onda ne resta ignara…Non esiste solitudine che non sia inevitabilmente parte dell’alterità che la circonda.

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    1. non lo so, Franz. L’onda che copre il sole, m’acchiappa d’ombra, poi cade alla luce frangendosi e quanto ho scritto, è un fenomeno naturale che mi prese qualche giorno fa. E io sto ‘denudata’ da ogni schermo in questo momento. Vorrei davvero fare di tutto una matematica, ma la misurazione d’ogni cosa non m’appartiene, è come se sconfino in me, e sconfinare in me è quello che mi rende difficile spiegarmi. Non vuol dire non avere più una mappatura delle costellazioni o dei fondali o delle terre, ma… Veramente mi sento come in quel romanzo di Verne, ma l’altro romanzo, il proseguimento non lo so. E’ l’unica immagine che riesco a dare di me. Quello che dici sulle energie non è gestibile sempre dalla nostra volontà. è vero. La solitudine non sarà isolamento, ma non so chiamarla altrimenti. Davvero non mi so spiegare e questo non mi da pace.
      Scusami non credo la mia risposta sia lucida. Non me ne volere.
      Con affetto
      dora

      Liked by 1 persona

      1. Invece è chiaro ciò che dici…come mi pare ti sia chiaro ciò che dico io…e poi se riesci a dircelo in versi tra stille di luce vuol dire che le porte della tua solitudine sono tutt’altro che chiuse.

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  2. penso le parole abbiano sempre delle loro sfaccettature interne, forse delle pieghe, tra le quali conservano una luminosità che viene loro dal vissuto e dal vivente e che si riflette o autoriflette, talvolta trapela. Come riescano a esplicitare questa luminosità resta spesso un dramma e un mistero per chi scrive.
    una bella domenica per te 🙂

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