Non passargli la mano sugli occhi

 

[Nota: bisogna aprire l’articolo per leggerlo. Cliccare e visualizzare, oltre la foto..]

<<Ieri mattina sono stata al liceo per una convocazione di lavoro. Due ragazze si sono rincorse nel corridoio, giocando tra loro: difficile scollarmi l’immagine dagli occhi. Nessuno dica loro che in certi corridoi non si corre. Gli dica il rispetto, ma nessuno gli dica che a quel modo, innocente e senza fastidi, in quel momento, non si corre.

Nel pomeriggio sono passata, appena possibile, a fare una passeggiata in quell’angolo di mare dove mi ritrovo e pacifico.

Un bambino e il cagnolino dei pescatori (come lo chiamo io che l’ho visto crescere là tra loro) giocavano felici. A me sembravano felici.

Trovo insopportabili quei genitori che paralizzano i propri figli ad ogni tentativo di slanciarsi in una corsa, o che gli dicono in una strada ampia a distanza di sicurezza: “attento alla bici che ti butta sotto”, o che … ci siamo capiti.

Così come odio la signora che dice al proprio cane nella Feltrinelli: “alza quella testa, non fare il cane!”…

Qualche giorno fa passeggiavo con un’amica sulla strada antistante alla scuola. Abbiamo pensato di sederci un po’. Oltre la salitella dove i bambini, talvolta, giocano a far slittino col coperchio rotto di un contenitore per rifiuti ci sono alcune panchine e ho proposto di ‘arrampicarci’ lì, ché lì si poteva star in pace a chiacchierare. La mia amica ha fatto resistenza “no, lì non mi piace, è…”, ammetto: è un posto trascurato, diciamo così, e a qualcuno può risultare poco rassicurante, anche, ma… per me andava bene… è comunque il nostro quartiere, è casa.

L’immaginazione ha i suoi limiti. Alle spalle del luogo che vi sto dicendo e alle spalle, delle due scuole che vi si trovano, ci sono delle zone di terra, alcune coltivate, altre a sterpaglia, non curate. L’immaginazione ha i suoi limiti. In quella terra, alle nostre spalle, c’era un ragazzo di diciotto anni che aveva trovato già pronta la sua fossa.

Non mi interessa entrare nel merito e nei dettagli. Dire del ragazzo, delle sue buone e cattive fedi; degli altri giovani …; non mi interessa raccontarvi cose che tanti sapranno fare certo con più precisione e utilità di me rispetto alla camorra organizzata e ‘disorganizzata’; rispetto a tutti i buoni propositi di noi gente per bene, di governi per bene.. della ‘buona’ scuola… Ah si… scusatemi, ma ora devo mollarvi.. ho da andare a ‘lavoro’… alla scuola serale… Sempre che ci trovi qualche alunno.. Qualcuno lavora e non ce la fa a frequentare; qualcuno non lavora, ma…; ognuno ha, in fondo, la sua storia personale, questo fattaccio pubblico che a trovar lavoro… Un titolo di studio, ‘o piezzo ‘e carta se ti dicono che serve serve; se non te lo dicono può essere comunque che ti serve lo stesso… la cultura serve, ragazzi, se serve!

Un’ultima cosa: non mi piace raccontare ai bambini che i bambini nascono sotto i cavoli…

E, a dirla tutta, non mi convince nemmeno la favola che i bambini nascono per amore… Ma, forse, questa favola qui continuerò a raccontarla anch’io ai miei figli senza impedir loro di capire che non va sempre così…

Mi rendo conto: questo mio dire è molto disorganizzato, vero? non c’è  quel filo sempre così nitido che incatena gli eventi, vero?

Non me ne vogliate… adesso devo proprio andare lasciando le parole sole alla propria responsabilità…>>

 

….

Non passagli la mano sugli occhi,

non passarle la mano sugli occhi,

per lasciarli chiusi; non dire, non

fermare che si sbuccino a sangue

i ginocchi vogliosi di corse inesauste,

non asciugare le lacrime cadenti, non

asciugare la visione nella fitta di pioggia

e nell’acceco di sole, non asciugare, “lasso’

stà’, ‘e criature hanna chiagnere”. Tu pensi

debolezza l’umano, spavento, l’umana

fragilità, lo svilimento del giorno che

non si placa mai al dolore? come si placa

il dolore nel ventre di madre? come si placa

l’amore? e la guerra, e la guerra? dei mai

conclusi disfacimenti del messo al mondo e

tolto, come a fiore svelli il capo? e la pace,

la pace, l’intenerirsi dei sensi quando a donna

riverso viene il capo sudato di prolifera fonte?

Fammi l’amore, come si fa davanti ai cavoli

preparati per cena; non raccontare ai tuoi figli

fertilità in nascoste regioni; più onesta la favola

dell’ape coi fiori, la curiosità accesa sul viso

volto a un giardino per piccoli non ancora

proibito. Non dirgli di cicogne postine nei cieli

senza nidi sui tetti a covare la vita, angeli

senza sesso, ma magnifici becchi. Ho visto

ieri gatti arrampicarsi l’un l’altra sulla stella

dei venti; l’hai vista, bambino, la stella dei venti?

l’hai visti, bambino, giocandogli accanto col cagnetto

cresciuto dai pescatori del posto, padri e madri, qual

migliore, a quel seno di mare, qual migliore adozione?

 

Hai visto, il ragazzo alle spalle del campo

di calcio, nel campo per cavoli seppellito

a pallini di piombo e la gloria dei flash?

Tu credi, adulta creatura, non abbiano

anche a lui raccontato di tutti quei voli

d’angeliche cicogne infiocchettate d’

azzurro, nel cielo azzurro, di rosa, nel cielo

azzurro; come si può lasciar la vita sopra

tutto l’azzurro, sotto l’ombra dei cavoli,

plumbea, spiumato, con un filo di barba

acerba al rasoio?

E tu, chi t’ha portato fuori d’ogni perdizione?

E lui, chi l’ha portato dentro quella perdizione

che gli diede sepoltura sotto il cavolo maturo

dove la cagna silenziata tutta una notte

partorì?

[…]

Non fermare che si sbuccino a sangue

i ginocchi vogliosi di corse inesauste,

“Lassé fà, ‘e criature hanna pazzià…

“Lassé stà, ‘e criature hanna chiagnere…

Non passargli le mani sugli occhi,

non li asciugare…

….

 

d°’

 

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29 thoughts on “Non passargli la mano sugli occhi

  1. Lasciar crescere, non soffocare, non paralizzare, e però essere presenti e capire e ascoltare e contenere, raccontare tutto, trovando le parole giuste per non togliere l’immaginazione e la speranza… l’eterna ricerca di equilibrio, quando si parla di bambini e di ragazzi.

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    1. noi abbiamo una grande responsabilità in quest’azione che è anche della cultura. Concordo perfettamente con quel che dici: proprio quello era nelle mie intenzioni, tra le intenzioni dell’articolo.
      Grazie per questo tuo commento: importante, è importante agire così, molto importante
      non rileggo che son di corsa, ma volevo ringraziarti per il passaggio

      buona serata per te

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  2. Comme addeventane belle e’ criature sotto a penna toia…e’ pitte lle faje o ritratto d’a vita , d’a gioia d’o campà!…Comm so’ belle e’ criature sotto a penna toia! 🙂

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    1. e mica so’ io che faccio belle ‘e criature 🙂
      la bellezza per generarsi penso abbia bisogno di partecipazione, anche quando osserviamo e chi è osservato non se ne accorge. Io la penso così, no?
      buona serata, Franz
      grazie

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      1. e fammi , almeno una volta cantare nella nostra bella lingua, lo stupore di meraviglia nel leggere come la dipingi questa bellezza!…mannaggia tu e sta mania della litote…na vota tanto scrivi grazie e basta! ah ah ah 😀

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        1. è che io quando scrivo e quando scrivo su taluni eventi, anche, ho un senso di responsabilità che mi rende difficilissimo rispondere ‘grazie’ per il ‘bello’ della scrittura, riesci a capire che intendo? Perciò non te la prendere. Forse non riesco a spiegarmi, ma vorrei spiegarmi, spiegare che scalda ricevere i vostri meravigliosi commenti, ma io proprio di fronte a ciò sono ancor più responsabile nei confronti della realtà di cui parlo. Perciò non riesco mai a dire solo “grazie”, ma devo tornare sulla stessa scrittura e sulla realtà.
          mi do alla cena
          grazie, comunque 😀

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    1. sai cosa fa male? che noi ci ostiniamo a pensare siano i nostri tempi così degenerati, ma il problema è che non si tratta d’una degenerazione, quanto del perpetuarsi di andamenti ed eventi che, diversi o meno negli anni, continuiamo e continuiamo.. E’ come guardarsi indietro e guardare il presente e dirsi: ma dov’è che impariamo? dov’è che ci mettiamo davvero su traiettorie di cambiamento? non dico che si possa eliminare tutto ciò che non ci piace e che fa male, ma… Dove stiamo? Come stiamo? Cosa facciamo? Come lo facciamo? sono domande che mi ripeto continuamente…
      buona e bella serata, Silviatico

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      1. Come non dirsi d’accordo con te? Alle volte è come se ci si risvegliasse da un lungo sonno, e si credesse che le cose ci siano piovute dal cielo e non che fossero dei processi che si sono sviluppati giorno per giorno,da sempre,e sotto anche i nostri stessi occhi… Forse fa più comodo così. Solo quando questa comodità di pensiero potrà essere scardinata, forse potrà cambiare qualcosa…………
        Una magica serata a te…….

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    1. io penso sia l’amore.. ma non sempre.. lo sappiamo che ci sono casi in cui non nascono dall’amore i bambini o non vengono poi cresciuti per amore
      dura la vita tante volte, ma non perdiamo la fede (manco religiosa) nella bellezza
      t abbraccio
      da dora a dora 😉

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        1. dovremmo proiettare di meno i nostri desideri, le nostre esigenze, e quant’altro sui piccoli, su questo sono d’accordo.
          abbraccio, Dora
          passa delle serene e rilassanti giornate, se ci riesci…
          a presto! :*

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  3. ““Lassé fà, ‘e criature hanna pazzià…
    “Lassé stà, ‘e criature hanna chiagnere…
    Non passargli le mani sugli occhi,
    non li asciugare…”

    Ho letto ora, grande bella Creatura.
    Mi sono commossa.
    E come non essere d’accordo con te?
    Tu canti il mondo in un modo speciale.
    Se avessi un figlio lo farei venire da te a scuola e ti pregherei di portarlo un po’ con te in bicicletta o al mare o altrove…

    Grazie, Dora cara.
    Ti abbraccio forte
    Spero tu stia dormendo serena con tante note danzanti
    gb

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