Tagli (9). Non essere più gelosi della propria vita

Oggi. Pomeriggio. 21 febbraio 2016. Ercolano

(ma le foto sono a ridosso della stazione di Portici)

 

 

“Vedo tutto troppo nitido in questi giorni.

Quando tutto t’appare così nitido non vedi più oltre.

Questo senso di benessere assoluto mi fa paura.

Questo senso di malessere?

Questo senso oltre il bene, oltre il male; lucido attraverso

ogni morale umana, ogni ambizione divina. Non ho terrore,

non m’atterrisce come abisso avvertenza di morte. Vi prego

di non fraintendere. Non c’è trapasso in questa mente. Di nulla

vi prego. Come pregare il nulla?

Salvate i miei scritti da ogni perdizione. Ora che mi trovo a me stessa.

Ora trovo. Nulla da cercare. Come cercare il nulla di fronte all’assoluto?

Salvate i miei scritti. Ma questa l’angoscia che escluderà sempre ogni

ambizione all’eroe tracotante di morte: Salvate i miei scritti, cosa accade,

come potrei saperlo? Nessuna mano d’uomo porti mano d’altro uomo, sia

pure compagno, a un reato che non volli compiere per me stessa sui posteri.”

[…]

Uno schianto. L’auto/la bici. Restare in piedi come una Sfinge, ma

fuori da simboli, e fuori da gerarchici poteri.

[…]

Una frazione immediata, la lucidità estrema d’un momento.

Non dai: più valore alla vita, ma la vita: ti si svuota di valori; è soltanto vita,

ci sei, è quanto basta a non domandarsi il senso.

Poi riprendi il percorso.

Poi non ci pensi più.

Ricordi solo che una coppia continuava a litigare anche dopo il botto.

L’umano com’è…

Passano i giorni.

Passa il mal di collo. La slogatura al braccio. Il sangue al naso. No, quello è il freddo.

Ma d’improvviso accade: la stessa lucidità. Come un’apertura da non definire. Senza sensi di marcia. Senza tempi. (Vent’anni fa, poco più, t’avevano investita, sbalzata sulla strada, di schiena, inevitabile, ma quella lucidità…, te ne ricordi. Punto.)

[…]

Essere gelosi della propria vita è possesso?

Può essere amore.

Non essere più gelosi della propria vita è un amore che non so spiegare.

So soltanto che puoi banalizzare un evento perché ci sei, ma quella lucidità

è un non ritorno,  manco un’andata; non mi so spiegare.

[…]

“Questo giorno è l’ultimo; di nuovo il primo; questo giorno è un giorno;

non chiedo altro.”

[…]

Non essere più gelosi della propria vita è un amore che non so spiegare.

 

 

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9 thoughts on “Tagli (9). Non essere più gelosi della propria vita

  1. Un rispetto profondissimo a questa tua nota, ma non chiedermi perché non metto e non metterò mai un “mi piace” a qualcosa che mi inquieta…d’accordo l’atarassia ma almeno sii gelosa di ciò che puoi ancora dare: TANTO!!!!!! come la bellezza dell’immagine che ti ha travolto gli occhi e che ci trasmetti in quest’angolo di Sud che potrebbe anche essere la periferia acquatica di un villaggio del nord profondo del’Europa…e non dire che ti ho frainteso…accetta le reazioni alla nudità della tua riflessione.

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    1. tranquillo. nulla da inquietarsi o non avrei fatto quest’articolo. Né faccio certi articoli per attrarre commiserazioni 😛
      anzi.
      Tranquillo anche sull’atarassia…
      in verità mi è difficile spiegare. penso siano passaggi che se non li vivi risulta complicato entrarci fino in fondo.
      le immagini… si … posto meraviglioso e mi so fatta pure un tiro di pallone con due bambini 🙂 ci tornerò!

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      1. Conosco bene cosa sia il languido pensare di andar via, mi ci balocco anch’io come sai…diciamo allra, come capita a me, che è un modo per far capire alla SIGNORA che è inutile che bussi , può farsi un giro, tanto non può sorprenderti e se le levi questo gusto, quella, di sicuro gira al largo…mettiamola cos^! Ok? 😀

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        1. no franz, perdonami ma non mi sintonizzo con quel che dici. Non è assolutamente languido pensare. Perdonami davvero, ma forse ho sbagliato a fare quest’articolo perché mi rendo conto che non riesco a dire cosa vorrei. Eh Eh… i limiti della scrittura..
          scappo a cenare!
          comunque rasserenati: son vitalissima io. Pensa che nei momenti più catastrofici della mia vita mi dicevano “ma come sei solare”.. quindi tranquillo, non proiettiamo cose che non ci stanno
          scherzi a parte: prova a rileggere escludendo: fascinazione per il non esserci.. e forse ti funziona meglio
          buona serata

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          1. sarà quel “salvate i miei scritti” scritto con tanta insistenza ad avermi condizionato…ok! Comunque, tranquilla io non ti commisererei mai, al massimo, come provo talvolta, ti cazzierei! 😀

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  2. Questo giorno e’ un giorno… si così deve essere. Gelosi della propria vita… proteggere gli episodi più intimi, celarli o velarli a curiosità spicciole (o social?). O proprio della vita che avrebbe potuto non essere più? Buona vita! (belle foto, hai fatto bene a specificare dove le hai fatte, mi sembrava un paesaggio fluviale sulle rive del Ticino!).

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