Corpo di figlio

<<pensa una madre. pensa un figlio, ‘piccolo’.

vi lascio queste due indicazioni perché le immagini vengano come le ho viste io mentre scrivevo. Ci sono termini come “colline”, “porcello”, che non uso e non userei parlando di un compagno o simili.

scritta abbastanza di getto proprio colta da alcune immagini, slanci, giochi, manifestazioni teneramente carnali, che anche a chi non è madre e a chi non è donna sono note, ne sono certa>>

….

Mi piacciono i tuoi lanci

senza paracadute, direttamente

sulle mie colline; mi piacciono

quei rotoli, segnati a pelle, delle

tue cosce da porcello, come

si spiegano e si lisciano

nell’oscillare, tra le mani

mi piace tenerti che infili e

sfili sotto l’arcata del mio

pube, dove avesti e avrai origine

ogni volta che navigherai

 

il bacino di femmina abbracciata

al tuo collo, schiavo senza catene,

libertà fatta corpo a ogni corpo che

ti piace, a quella pace quando piace, a

ogni corpo quando padre, forse, in un

corpo: padre, forse non in un solo corpo, padre

ti farai; mio figlio unico, unico per sempre

….

 

d°’

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One thought on “Corpo di figlio

  1. La sensibilità al cucciolo d’uomo è qui espressa, Dora, davvero con parole che sanno d’amore…cullano chiunque sia stato figlio, chiunque sa che del ventre il frutto è meraviglia e miracolo in qualsivoglia parte del mondo, qualsivoglia corpo lo produca ,anche non il nostro…E’ canto all’appartenenza. Bello

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