Tagli (8). Calci

[…]

verrò a riprendervi

[…]

nel più profondo dei miei abissi,

verrò a riprendervi dove non arriva

voce d’uomo o di dio, ma la luce,

il calore, le stalattiti naturali d’un

cristallo che conduce

le vertigini del suono,

verrò a riprendervi,

con la poesia, tra i capelli,

e quel sorriso, tra i denti,

e quel sorriso che ai venti

non conosce malia, dove

 

croce non passa, d’uomo

o dio, ma conduce

quella croce che rotta

punta all’arco da mare, verrò

 

a riprendervi un giorno, una notte,

i sedili reclinati, faccia a faccia

le stelle, pelle a pelle, […]

[…] cosce […]

[…]

e in un pianto è

come un canto che

dischiude l’universo

[…]

 

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2 thoughts on “Tagli (8). Calci

  1. piccoli versi, Franz, immateriali, riferiti a nulla. E’ un pensiero stupidissimo, forse, per certe nature a cui scientemente ho negato ogni possibilità d’aver vita. Sono stata egoista? mi sono sentita troppo forte? Non lo so. Ma rido pensando che è solo la “crisi dei 40 anni” e che tra poco, se avrò ancora da vivere, farò 50 anni e smetterò di sentirmi colpevole e mi tingerò i capelli bianchi solo per vezzo d’un magnifico blu/azzurrino 😀
    Sto scherzando. Oggi è sabato. Giorno ‘festivo’ per chi non lavora. Quindi meglio non giocherellare con le idiozie dei ‘se’, dei ‘ma’, e quant’altro
    passa un sabato bello bello
    grazie sempre
    ciao..

    Mi piace

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