A che mi serve un servizio di piatti

<<si. potete infierire, abitanti e governanti di questo bel paese, il soggetto o l’oggetto o come vi piace chiamarlo di questo brutto componimento sono io, qual è il problema? qualche problema? Sono incapace a fare buone scelte, a farle senza che mi salga ancora un’illusione, uno spirito combattivo che crede, più di me, come talune cose abbiano una loro necessità nella vita degli uomini, per la vita degli uomini. Il mio errore, la mia pena, la mia fottutissima coerenza. Ma io sbaglio sempre, in ogni campo e in ogni luogo e in ogni dove e, mettiamoci pure questo, in ogni corpo. Bisogna me lo dica guardandomi in uno specchio, ma lo specchio non mi riflette perché non sono il mio riflesso, tantomeno la mia riflessione, sono l’amore per l’alterità […]>>

….

Maledetta cultura

a cui l’anima ho venduta.

Ho un lavoro da oggi,

senza retribuzione, che

m’impegna la sera, mi

sento quasi un eroe.

Cerco uno stipendio,

adesso, senza lavoro;

o al mattino, un lavoro

al mattino, giusto per

non sembrarvi meschino;

mi sento quasi un

personaggio, di carta,

da umorismo senza cielo.

Bisognerà specificarlo

ad onor del vero: della

raccolta punti non mi frega

n’abbecedario. Se non posso

comprare la pasta a che mi serve

un servizio di piatti e quella bella

pentola senza coperchi? Scusate,

ma stasera ho freddo, vado a morir nel

letto senza certificato. Mi sveglierò,

domani, con la penna sempre tra le

mani, o con il pene, se volete; non

illudetevi sia solo l’idraulica

apparenza del mattino; io se

voglio vi fotto tutti con un sol

colpo di stilo, tra le mie vene, ma

ve lo dico, a onor del corpo, proprio

così: fotterei anche me. Maledetta

cultura a cui l’anima ho venduta,

guardami, ho ancora pugni per noi

….

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17 thoughts on “A che mi serve un servizio di piatti

  1. mbe se tu porti il servizio di piatti al ragù ci penso io, che sono un maestro…eh si maledetta cultura si sono tutti convinti che con questa non si mangia…però in molti ci marciano e sfruttano…in quanto al pene mattutino , ti assicuro che è un fastidio: ti fa credere d’esser forte, ma è solo un inganno… tienti le tue tubature, son più sincere. 😀

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  2. Molto intensa, quasi uno sfogo, un’incazzatura (dovrò prima o poi decidermi a pubblicare le mie, lo dico ma non lo faccio mai). A me piace così, vera, genuina, sincera. L’idraulica apparenza del mattino lo interpreto come nel mio caso la minzione che sfiata libera e m’illude ma forse il tuo sguardo si è soffermato altrove. Il cuore mi duole per questa tua bellissima poesia.

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    1. LuxOr… a dirla tutta… la cosa sincera di questa poesia…: il fattaccio di cui leggi è vero e sussiste… Mi son trovata di fronte a delle scelte importanti in questi ultimi giorni ‘lavorativamente’ e umanamente (la cultura ha a che fare con l’umanità – compresa ogni specie di creatura – o non m’interessa). Poi mi fermo, certo, a riflettere sulle mie stesse decisioni e si scatena quel che scrivo.
      Per le tue pubblicazioni, direi, e te lo dico sempre: cosa aspetti? Penso che ognuno di noi ha la libertà responsabile di dire quando sente di farlo, se lo ritiene un modo per confrontarsi con gli altri, ma anche se lo ritiene un modo per sfogare delle proprie perplessità o visioni. Finché ci sono lettori c’è sempre un possibile confronto, un confronto in atto. Io la penso così. Autoinibirsi non porta a nulla. Quindi un bel respiro e coraggio 🙂
      buona domenica per te e grazie per le parole sempre troppo buone rispetto ai miei scribacchiamenti..

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      1. Non sono scribacchiamenti ma versi composti con maestria. Ti vengono naturali ma sono scritti da una persona che scrive molto bene, che riesce a trasferire nell’inchiostro il vissuto. Lo so, dovrei smettere di inibirmi, ma i miei sono stati scritti molti anni fa (le poesie odierne le pubblico quasi tutte) e non so se adesso possano avere valore (mi riferisco a quelle più “incazzate”). Buona domenica, cara Dora

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        1. Se la natura è anche quando riorganizziamo quanto vien da scrivere… e manco capita sempre di getto, sai? dipende

          Ma passando a te: restiamo, allora, in attesa dei tuoi scritti nascosti 😉
          buona notte, mi sa, a quest’ora (o buon risveglio visto le tue apparizioni notturne, ah!)

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  3. secondo me il problema non è che sono tutti convinti che con la cultura non si mangia, ma sono in molti convinti che possono mangiare sulla cultura. Ma, ad esser sinceri, il problema più grave e che qua ancora non s’è capito quanto sia importante condividere il cibo nella misura in cui è a tutti necessario, e non tentare di mangiare sulle spalle dell’altro.
    Per il ragù, ti confesso che non mi piace, e in questo sono una cattiva sostenitrice della cucina napoletana, me ne rendo conto 😦
    Per la sessualità: ormai son fornita di tutti gli organi possibili che proprio questo paese… meglio che mi taccio, va…
    buona domenica, Franz e buon ragù!

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    1. Con una classe di alunni la vedo difficile estraniarmi 😉 comunque domani vedremo… Eh eh
      Dolce sei…
      Si: Mai estraniarsi, mai sconnettersi dagli altri, anche se a volte è necessario raccoglierci tra noi stessi
      Notte bella Lila
      Un sorrisone 😀

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