Tagli (2). Arcature

<<ieri mattina sono rimasta per un po’ a guardare le barche dei pescatori sul pontile e pensavo che ci sarei stata bene, lì, tutta la notte, tra il mare e i binari. Certo…il vento tagliente… la durezza del vano… c’era da recuperare qualche plaid… così sono rientrata a casa. Nella veglia del sonno domestico quel desiderio dev’essere tornato…>>

 

….

[pontile]

stanotte, tra me arcuata

[barca]

dormii la culla, tua, a onde

d’asfalto a ogni passaggio

[treno]

di stato

[a mare]

….

 

d°’

 

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18 thoughts on “Tagli (2). Arcature

    1. guarda che non è cambiato niente rispetto a ieri, rispetto alle mie domande. Sono solo parole emerse stanotte al di là di cosa voglio o posso io pensare. ‘Tagli’ da fuori, ma anche da dentro; aperture inattese, perché manco ad appuntarle ce la facevo, l’ho segnate sul telefono e qualcosa ho perso o lasciato andare…
      No, Franz, non puoi, perché il desiderio era proprio quello di accucciarmici da sola (anche perché la varchetella è piccerella, ah!)

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        1. non parlavo, infatti, di prosciugamento ieri. Parlavo di “azione” delle parole in un senso sociale. Mo mi vuo’ fa tornà di nuovo nei miei meandri più oscuri, franz? eh ja! lasciami fare questo percorso di autoindagine, ti prego, veramente, non mi riesco a spiegare, ma non provare a distogliermi perché per me è importante, ho bisogno come l’aria, il respiro, di questo affondo in me e fuori di me, credimi. Non mi convincere che il problema non ce l’ho, perché ti dico che c’è: sono io di fronte all’atto della scrittura, non posso spiegarti come se fossi tu, capisci che dico? So che mi vuoi rincuorare, ma lasciami marcire, se devo marcire, eppure io credo solo che sia una necessaria mutazione, importante per la vita di cui la scrittura è solo un mare in cui mi specchio per adesso

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          1. ecco non c’è nulla di marcio nella mutazione e non c’è nulla di asociale nel canto lirico di un anima che si cerca…ma tranquilla…io leggo e rifletto…non riesco a rincuorare me stesso figurati se posso riuscire a rincuorare te…perdonami, i ritraggo e taccio

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            1. ua, passi da un estremo all’altro. Ma avrò libertà di pensiero e risposta qualche volta? se mi permetto questa libertà con te è segno di stima o sarei costretta a dirti “bravo” senza pensarlo, cosa che non è da me. Non mi piace questa risposta solo perché ho esposto quello che sento rispetto al mio momento di scrittura. Scusami. mi spiace il frainteso. Vedi che ho problemi anche a farmi intendere? 😀

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              1. io rispondo e scrivo ciò che sento e se suscito una tua reazione forte ci rifletto…e rifletto su ciò che dici…io non ho niente da rincuorare, ribadisco, sto già troppo a pezzi per i fatti miei…nessun estremo…tu hai diritto di scrivere libera con me perchè hai stima e per lo stesso motivo io ho diritto di rispondere e di lasciarti esprimere senza dover per forza spiegarmi ciò che senti…per il resto non sono stato sgradevole o piccato. solo delicato. scusami

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                1. vabbè, senti franz, stiamo viaggiando su un frainteso enorme. Facciamo pace e leviamo sta roba da mezzo che sennò la serata diventa un macigno e questo spazio una guerra senza manco ci sia guerra, ah!
                  scusami tu.
                  Mi cospargo il capo di cenere: che oggi ci sta pure a tema per i cattolici 🙂

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