La parola è stanca. (Annotazione temporale)

<<La mia parola è stanca. La parola è stanca. Come può esserlo senza corpo? Come può essere senza corpo?

Nulla di me fuori dal corpo. Non pretendere di scalzare l’assenza nelle solitudini della mente. Nulla di me fuori dal corpo. Senti dove batte e vuole. Senti dove batte e duole. Nulla di me fuori dal corpo; senti dove batte e vuole, la presenza della mia mente, tutto di me fuori dal corpo, nel tuo corpo, nel mio corpo, dove batte e vuole; dove batte e vuole, il tuo corpo nel mio corpo, il mio corpo nel tuo corpo, dove batte e vuole, spogliati, di segni, ho tanto da fare. La mia parola è stanca. La parola è stanca. Come può esserlo senza corpo? Come può essere senza corpo? La mia parola è stanca delle sue incorporee esibizioni. L’autonomia della parola. La concepibile pretesa che la parola sia genesi. La scrittura non è dna. Un dio? Io non conosco dio. Io batto e voglio dove il corpo vuole. Io sono stanca. Come può essere? Io sono carne che incide a stilo la dissociazione anarchica dalla mia stessa parola, da questo codice senza dio con le sue incorporee esibizioni: il dio morto prima di nascere: quale genesi senza carne? Partorisco parole, segni, qui un mistero? Nulla di me fuori dal corpo. Sono stanca dell’assenza di dio, ma anche stanca delle regole del mio corpo. Come può essere?>>

(come ogni annotazione non me ne frega nulla che si capisca. non abbia pazienza chi mi legge. qui il lettore sono io. chi voglia faccia. nelle annotazioni io mi interrogo. Un passaggio – di scrittura? – disposto ad ogni cambiamento)

d°’

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23 thoughts on “La parola è stanca. (Annotazione temporale)

      1. brandelli di corpo le tue parole…che consumano dinamiche i tuoi flussi d’esistenza…ma consumandoli li riallineano in nuove costruzioni…non v’è nulla di statico nelle vorticose e turbinanti spirali dell’esistenza… ti sento alla svolta di un qualcosa…accompagna lucida questa svolta e troverai (e con te la tua parola) nuove energie.

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        1. Magari mi fa bene un viaggio. Me lo devo.
          Di certo molto ascolto di me stessa. Penso quello che ognuno debba trovare, al di là delle svolte, è lo stare consapevolmente bene nei propri passi, giorno per giorno, che non vuol dire, certo, ignorare gli altri, risparmiarsi al dolore o agli accadimenti. Ti rinnovo il mio buona domenica. Oggi penso sarai felice visto il risultato della partita 🙂

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  1. Che meraviglia. “Nulla di me fuori dal corpo”. Sei bene ritta sulla tua scrittura che può non essere dna ma io lo vedo come un potenziale innalzarsi di vocazioni e amore profondo. Io, da anni, vedo la poesia nella mia testa come una Dea; fluttuarmi attorno e baciarmi come fosse un’amante gelosa. Lei può soffiarti addosso te per quello che ancora tu non sai.. Di te stessa.
    La scrittura è questo.. una spina infuocata che si intrufola dentro e ci permette di guardarci senza bugie.
    Se sei stanca anche lei è stanca e viceversa.
    In te, poi, la sento viva che scalpita e come un’onda arriva senza freni.
    Ti si appiccica sotto le palpebre e vedi.
    Hai un dono naturale Dora. Io lo ringrazio, per cui ringrazio anche te.
    Notte < 3

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    1. rileggo il tuo commento più volte e con meraviglia e per la forza che sprigiona lo tengo e lo terrò in me caro, salvato nel corpo e tra gli occhi che ora splendono d’una luce notturna concreta e sognante
      sei immensa…
      passo a leggerti e ti do la buona notte ❤

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    2. rileggo il tuo commento più volte e con meraviglia e per la forza che sprigiona lo tengo e lo terrò in me caro, salvato nel corpo e tra gli occhi che ora splendono d’una luce notturna concreta e sognante
      sei immensa…
      passo a leggerti e ti do la buona notte ❤

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  2. “Un passaggio – di scrittura? – disposto ad ogni cambiamento)”
    Cerco di cogliere ciò su cui ti interroghi.
    Il rapporto con la scrittura anche.
    E, secondo me, non è solo un passaggio di scrittura il tuo.
    Infatti c’è un tuo punto di domanda dopo “di scrittura”.
    Una svolta, Dora, sento.
    Ti ascolti e ti ascolti e…
    “Nulla di me fuori dal corpo. Senti dove batte e vuole.”

    Buona serata, cara
    gb

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      1. Colgo molto, sì, da te, e mi ascolto, ascolto, ascolto ancora di più ascoltando anche te
        Emozione e pensieri che colgo in me qui da te sono anche miei

        Danza nella notte con i sogni, bella Dora
        A
        Un sorriso

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  3. Nulla di me fuori dal corpo…tutto di me fuori dal corpo. La scrittura come un’altalena che oscilla tra le profondità della mente scavando solitudini e ricordi emozioni e sensazioni incamerate, rannicchiate elaborate e il corpo che vibra che soffre che gioisce e interagisce. E la scrittura come trait d’union: corpo e mente. Briciole di cuore e fermenti d’emozione.

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    1. un sentimento di scollamento, tante volte, a pensarci, tra parola e corpo, ma la ricerca di una corporeità della scrittura che equilibri noi creature umanissime rispetto ai segni che lasciamo attraverso, comunque, un’azione fisica che è anche l’atto della scrittura

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