Dimenticami

<<lo ribadisco: nessuna parola può riportare indietro un corpo, ogni singolo corpo tra noi corpi.

lo ribadisco: canto sui morti.

Ma la memoria: no: non è oggi, non ieri, non domani. la memoria è parte integrante del modo in cui biologicamente siamo in questo mondo, in questo cosmo, o come vogliamo chiamarlo. Indicare dei nodi di memoria, memorie, è scelta: col peso di ogni scelta e con la consapevolezza che l’individuazione non esclude tutto ciò che non vediamo, o che in quel momento non diciamo, o che accade di dimenticare per corso naturale.

Una presa di posizione, forse, è responsabilmente chiedere al pensiero di soffermarsi e interrogarsi, interrogare le cose, gli eventi, in un determinato momento, giorno, periodo.

Non sono personalmente una che ama le commemorazioni, pur comprendendone l’importanza ‘collettiva’. Per mia inclinazione mi ricordo quando sento di ricordare. I giorni scorsi nemmeno mandavo a mente la ricorrenza di oggi, ma s’è acceso in me una qualche connessione che mi ha portato a ricordare questa vicenda insieme ad altri accadimenti. Vedi nel componimento a ridosso dell’assalto all’università, pochi giorni fa.

https://erospea.wordpress.com/2016/01/20/la-la-la/

Poi si, sempre in connessione con altri eventi, ma più esplicitamente legato alla commemorazione di oggi:

https://erospea.wordpress.com/2016/01/25/hai-mai-preso-il-vento-con-le-mani/

E oggi: ci cade la giornata e io mi chiedo di nuovo: “perché la Memoria?”; “perché parlo, adopero parole?” E torno all’incipit di questo articolo.

Segue componimento odierno. Se ricordare è anche una trasmissione, un passaggio tra corpi, faccio così questo passaggio, passo anche nel mio esserci vivente, perché è difficile comprendere altra carne senza attraversare la propria diversa carne. Mi rendo conto che non mi spiego, forse, ma se memoria deve essere, abbiamo da interrogarla nelle nostre stesse vite. Spero un minimo arrivi di quello che cerco di dire prima di tacere anche in questa serata. Non è un componimento personale, con un ‘io/tu’ personali, in ogni caso.

Il titolo “Dimenticami”  sta per ‘ricordare’, e ricordarsi vivere>>

 

….

Oggi

mi riprendo la mia identità,

il mio nome e cognome, il nome

voluto dai miei genitori, quello

segnato per errore, l’errore

che ha tolto alla mia vita il suo

destino religioso di dolore

e ha reso dono d’amore il mio

corpo, dove ho compreso come

vicino il dolore all’amore anche

fuori religione, quando il ventre

è vuoto, troppo vuoto per lavare

tutti i peccati dell’uomo. Non

conosco originario da espiare

né cavie da sottoporre al

pregiudizio d’un universo

voluto perfetto troppo a modo

suo. Mi riprendo il mio nome e

il cognome, ma tu dimenticami:

sono sempre io: quella della poesia

sopra ogni cosa, la poesia a tutti i costi,

senza sconti né fatture, come s’adducono

alle favole e alle streghe. Condannami:

resto sempre io: quella della poesia a

tutti i costi, col costato libero da ogni

corsetto. Ho pagato il bene e il male e

ogni male nel mio bene, se del bene

è in me; senza reclamare diritti umani,

ma il diritto alla vita, quello oggi reclamo.

Il diritto a donare. Com’è scritto nel mio

nome: questo dono d’amore. E’ divino?

Cosa importa? Resto sempre io:

lo stesso corpo di donna

fuori d’ogni poesia, ma:

la poesia a tutti i costi,

fra le mani sporche e gli occhi puliti

dall’immensa bellezza delle cose.

Dimenticami; hai i miei numeri,

 

dimenticami, non mi chiamare

per nome, non mi chiamare se

non hai fiori da donare alle mie

carezze senza strapparli ai campi;

dimenticami, non mi chiamare: se

non hai spalle da offrire ai miei

figli e orizzonti da guardare, se non

hai spalle da offrire ai nostri figli e

orizzonti da guardare. Dimenticami,

guarda: sono sempre io: quella de

la poesia sopra ogni cosa, quella che

il rossetto è una matita per sognare

ogni visione di realtà, ed è il cuore sul

braccio con l’inciso d’un affetto messo

lì a testimoniare finché doccia non ci

separi. Dimenticami, vedi, sono sempre io:

quella della poesia in ogni cosa: quella che

i buchi sono calze da sfilare; non puntare

sul cavallo alato ché mai s’addomestica

sul tuo grembo senza prima quelle carezze

innocenti che si serbano ai fanciulli, con i loro

volti asciutti di malizie stese a orecchio sopra

al ventre delle madri. Dimenticami, vedi:

sono sempre io: quella della poesia sopra

ogni cosa, in ogni cosa, non dimenticarti:

non dimenticarti di ricordare:

come si dimentica di vivere

scontando al tempo il suo corso

senza opere oltre ogni previsione,

scontando al corpo di gioia la

corsa: per rotolarci nei campi.

 

Oggi ho tolto il cappello,

non per ossequio a

tutti i morti del giorno.

Avevo bisogno di sentire

il vento tra i capelli, avevo

un sogno, ieri: da ricordare.

….

 

Dora (il mio nome)

 

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6 thoughts on “Dimenticami

  1. Emoziona, è davvero bellissima, con quell’intercalare che sprofonda in una chiusa così scapigliata dal vento del desiderio di vivere e, in fondo, di essere ricordati e ricordare. Ma non come gusci vuoti, bensì come individui tendenti alla libertà dei corpi, oltre che delle menti…..
    Un caro saluto ed un fiore……

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    1. si, Silviatico, questo ho provato a dire: ogni singola vita tra le vite; ogni singolo corpo tra corpi; ogni nome come specifico nome che non si può cancellare: segno forte dell’essere vivi e memori di questo già vivendo. La memoria è nel corpo, già corpo, ancora corpo, sia pur di sostanza diversa rispetto alla carne? Una speranza questa? Comunque sia un atto di affermazione della vita il ricordare, forse. E si: ricordarsi di vivere
      un caro saluto a te e una felice serata
      di volata, non rileggo, magari scappa qualche errore.. 🙂

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  2. Identificarsi è un po’ aver paura di svanire, ma non c’è memoria che non sia dimenticanza e non c’è dimenticanza che non sia memoria…credo che l’amico Silviatico abbia centrato il cuore del tuo componimento: “desiderio di vivere e, in fondo, di essere ricordati e ricordare. Ma non come gusci vuoti, bensì come individui tendenti alla libertà dei corpi oltre che delle menti…” Non avrei saputo dirlo meglio…si , sei tu che ricordi, col tuo nome e cognome che firma in poesia inevitabile la voglia di vivere…mi commuove e mi stringe il cuore…molto

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    1. se ce la faccio più tardi vi lascio in un altro articolo una riflessione su vicende relative al ‘canto’ (non il mio) e alla memoria che trovo interessante.
      buona serata
      mi do alla mia cena
      grazie per il giro di pensieri
      è importante, credo

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