la la la

<<se volevo potevo dire come la penso tra belle ordite parole, ma non voglio essere capita o dovrei star zitta lasciando in pace i morti, tutti i morti, quelli vivi, quelli morti, ma…>>

 

….

Il lavoro rende liberi,

la cultura rende liberi,

quale cultura se crollano

témpi e cultura senza témpi,

anche quella; la cultura fa

civili, di città, quali?, dove?

 

perso pure s’è selvatica

ragione, quanto basta a

togliere anima, nel senso d’

animale, a natura d’una

terra dove l’incontaminato

non sapeva religione che

non fosse il proprio corpo;

 

cultura, quale cultura rende

salvi, d’impedire tutti i morti,

strette ai denti le parole, quelle

ultime parole, manco dette

ai rii signori che

han pensato: religione

farà acqua e sangue buono

mescolandolo a frantumi

d’ossa quali meteoriti – ecco il cosmo -,

poi c’è il meglio delle polveri

attrezzate a monasteri dove

pagine di storia van scemando

senza gloria, quale storia è questa

storia?, nome cosa astrae città?

La cultura

rende liberi a morire in un sol giorno

stretti ai liberi fratelli, ma il lavoro

quello uccide, t’han pagato, mio signore?

mio bambino, pure tu? La tua anima

sia colta come corpo in altra terra

meno colta, meno rasa, di quest’orda

di ragioni.

La cultura religione pura d’ogni

libertà, la cultura, la natura, la la la

la la la… la la la… la la la… la

la    la     … lallazioni… lallazioni..

rifondare nella lingua … … …

la  la  la  … … furon popoli

salvati: per i canti seppelliti per

i campi…

la sh..

….

d°’

 

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18 thoughts on “la la la

  1. una pubblicazione notturna vedo…un canto amaro quasiuna voce infantile indispettita. Un angelo ribelle ai lessemi di morte seminati nei templi del sapere…quale sapere, poi? la la lalalalal…lalà…si non ci sono parole solo un canticchiare disperato e bimbo in un deserto di macerie…

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    1. c’è un pensiero agli accadimenti di qualche ora fa. A modo mio e connettendo altri discorsi. Ma adesso meglio che mi affido al silenzio o a canti di vita. La voce non permette ritorni, la voce di nessuno; forse può tenere memoria. Un discorso che forse non sarei capace a fare adesso in notturna
      un buon sonno per te, Franz
      grazie del commento

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      1. ho dovuto rieleggerti un paio di volte che il tiuo commento continua sull’onda lirica. Ma rileggendo l’ho inteso: come a dire si può solo cantare o dire in memoria senza il ritorno di chi è stato strappato alla vita…un disperato senso di impotenza del dire che pure va detto…è importante quello che dici, Dora. Buona notte

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        1. La memoria è importantissima. Come lo è la cultura. E se le connettiamo capiamo come tante esistenze non si sono davvero estinte proprio per questo, un canto, una scrittura, un’impronta, una qualunque possibilità che han tenuto di trasmissione. Non puoi affidarti alla scrittura perché può venire interpretata e manipolata malamente e “strappata”? Devi affidarti al passaggio della parola vivente da corpo a corpo. Quello è il passaggio rischioso, anche quello, nondimeno manipolabile, certo, ma… Non mi spiego benissimo, lo so.
          Buona notte
          Mi taccio

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  2. Splendido epilogo con gli ottonari “nascosti”. Ma il ritmo si sente e c’è tutto (dolce e veloce allo stesso tempo) si diffonde con la sua musicalità che ispira dolcezza, pacatezza, come un sole leggero che ti culla in inverno, mentre i significati vanno in direzione opposta: una umanità dolente, una cultura (quale cultura) che ti libera per morire (oppure ti fa scegliere la tua strada di dolore o di urlo ribelle). Sfumature piacevoli, la lallallero la la la. Piango cantando.

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    1. cerco sempre di lasciare la metrica sfili impura, soprattutto quando i fili si tessono tra il dolore della Terra, dell’umano. Quanto mi riesca e come mi riesca forse non è importante in questi casi, cerco di dirmi. Importante può essere il lasciare comunque la propria presenza, il proprio avvertimento, non so. M’interrogo.
      Ti rinnovo la buona notte
      e il mio grazie per i tuoi accurati passaggi, come sempre 🙂

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        1. In effetti Montale è uno dei poeti che tengo a portata di mano. Ma non lo scomodiamo che diventa irriverente il richiamo rispetto al ‘versucolare’ mio, ah!
          buona sia la guida, in ogni caso
          muoversi affidandosi anche all’ascolto dei poeti e dei loro bellissimi versi fa ossa buone, ecco, per l’appunto…

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