con l’osso ‘curvo’ del mio collo

….

Mi costringo a leggere

tra le mie stesse righe

dove non ci sono le visioni,

ma tutti i colori risucchiati

nel bianco fondo della coscienza;

dove la pace è solo osso spugnoso,

che duole al freddo sottopelle,

nel caldo cuoce e sa d’incenso,

(odore che adoro, io senza religione);

osso duro consumato sfregando ogni

pezzo con l’altro pezzo, senza tenerezza

nelle congiunzioni. Se mangiassi il tuo

orecchio di cartilagine sentiresti certi

silenzi come bruciano senza le pause

che fanno bene al corpo quando le ossa

cantano e pur dolendo è un canto che

rimette la pelle a vibrare sottovoce, che

rifrange le squame nel sole o alle spume

del mare continuo spezzato tra le righe

di vento dentro reti colate delle nostre ragioni

libere come pesci finché dovere non impone

darsi in pasto all’uomo che ha bisogno d’uomo

senza alcuna pietà.

Risparmia il mio lungo collo: ho da avvolgere

il mio lungo collo al tuo nudo collo, curva

d’osso, punta a mento; senza interrogativo.

….

d°’

 

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5 thoughts on “con l’osso ‘curvo’ del mio collo

  1. (Adoro anche io l’incenso)
    Questa mi è piaciuta particolarmente. Bravissima nel danzare in visioni fino alle ossa delle stesse, e di te, che sei piena di luce e poesia, Dora, e questo a volte è un grande onore e una responsabilità enorme, sulle spalle… Il sentire degli altri… E provare tutto, e tutti; e saperlo scrivere…

    Mi piace

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