Farfalle di sabbia

(a Eva; mio sogno, mio corpo...)

 

….

Hai preso la mia mano, grande, piccola

la mano, tua, che ha preso la mia mano

e nei miei occhi hai fatto un volo, di colori,

che colori: le farfalle, “mamma, guarda!

le farfalle”, tutta sabbia sbuffa e batte, “mamma

guarda..”, l’hai mangiata, la farfalla, via i colori

nel miraggio della fonte cieca agli occhi tra farfalle

fatte sabbia, sgrana gli occhi, dico, sgrana, piangi e

 

piangi, che fa bene a lavare la visione, scappa e piangi, sai,

fa bene a levare l’illusione che bufera

faccia solide le immagi e il non suono

faccia vento, pure il sogno, ‘senti il vento,

senti il vento?’ […]

Di boato tra le orecchie, le mie mani sulle

orecchie, le tue piccole parabole, la tua piccola

proboscide che fa pianto al pianto d’occhi,

qual paura mai sottrae i colori nei miei occhi?

Ti proteggo e rido e rido, io capanna, rido e

temo il paradiso non sia bello

come noi dentro l’inferno di

quel giro di falene, dentro rose velenose,

senza spine, ma sabbiose  senza far filato

vetro nella fusa soffiatura, caldo il vento,

‘senti il vento’ qui al sicuro dentro me?

E hai visto farfalle, come dirti ‘non è vero’,

la visione quando il vento passa e cade

seppellendo ogni giardino, elefantino,

come dirti non è vero questo petto

sul mio petto, questo grappolo di mani,

come dirti? Fatti pioggia mentre canti

camminando sulla riva. Non importa

sia deriva dei miei giorni assiepolati

tra

miraggi di realtà troppo lievi per

trovarli a due passi in più da qua

Come dirti non è vero se abbiam visto:

le farfalle, se t’ho vista in petto al mare.

Batte, batte, canti sabbia, batte, flussa

qui, per me.  [Cuma; bufera]

….

d°’

 

 

 

 

 

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44 thoughts on “Farfalle di sabbia

  1. era una farfalla che voleva risalire la spiaggia e spingersi, su fino all’antica acropoli e conversare con le animelle bambine che tra rufoli sabiosi battono, giocando e gironzolando tra le colonne dell’antico tempio di Apollo… 🙂

    Liked by 1 persona

    1. l’immagine che suggerisci è bella e ci sta bene, tuttavia:
      io che ho scritto, in realtà, mi son fermata a pensare ‘sulla spiaggia’: un vento tormentoso che alza la sabbia e viene vista come se formasse farfalle che battono velocemente le ali, poi fiori.. Poi pensavo anche alle formine con cui si gioca… be’.. varie cose. L’intreccio tra alcuni ricordi vissuti e immaginario
      Una buona serata, Franz

      Liked by 1 persona

  2. Sento come il suono delle onde del mare e poi vento (lo sento io sai?) e immagini di sabbia che prende il volo…tutto quello che vuoi trasmettere c’è tutto. Dora poi mi sbaglio o ci sono evocazioni di cose da te vissute da bambina?

    Liked by 2 people

    1. il ricordo di un ‘piccolo’, diciamo…, ciclone sulla spiaggia che ci costrinse a una rapida fuga; poi, si, quelle formine che fai di sabbia con gli stampini..
      Il resto è una visione.
      Oggi sentivo di non riuscire a scrivere, ma ne avevo bisogno, come ogni giorno, e quando gira così mi richiamo a certi piccole specialissime ‘creature’ che sanno come prenderti la mano e ridarti il sorriso. La dedica non è, infatti, a caso 🙂

      Liked by 1 persona

    1. tu non hai idea quanti like a ‘cacchio’ mi partono quando uso il ‘tocco’! mi piglieranno per matta quando me ne accorgo e se il commento dove ho messo like non mi piace tolgo il like, ah! sono una pura io 😉
      tranquilla, quindi. Poi i tuoi commenti meritano tutti i like del cosmo!! nun pazziammo!

      Liked by 1 persona

  3. Oh, queste tempeste di sabbia, questo ricordare e immaginare!
    Io ho proprio visto questa sabbia che si alzava e prendeva tante forme, oh sì, anche farfalle, sì sì, e molto altro.

    E quella tua dedica… e non poteva essere che a Eva.

    Che canto bello bello, Dora! ❤
    "Fatti pioggia mentre canti
    camminando sulla riva."

    "Batte, batte, canti sabbia, batte, flussa
    qui, per me."
    A me viene voglia di danzare. C'è un ritmo fortissimo.

    gb

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      1. “E hai visto farfalle, come dirti ‘non è vero’,

        la visione quando il vento passa e cade

        seppellendo ogni giardino, elefantino,”

        Non diciamocelo che “non è vero” e… danziamo, sì sì, non smettiamo di girare su noi stesse danzando…
        Sogniamo il vento che è danza e ci porta a una danza…
        Su, continuiamo a danzare a danzare a danzare
        Ecco così, sì così.

        gb

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  4. Vedo infatti la spiaggia che esce irruente quasi come se le assonanze, rime, ripetendosi rincorrendosi restituiscano col significante il senso della sabbia e dei suoi mulinelli già nella forma della scrittura, come se le parole prendessero forma già esse stesse forma ancora più conformata all’immagine della tempesta. La parola che ne esce oltre il suo significato, immergendosi in un senso ulteriore, ne esce fortificata, densa, penetrante. Le farfalle di sabbia (farfalle/fa…tte) volano lo stesso, le cavolaie bianche vedo, tanto per lavare la visione e levare l’illusione. un’altra poesia di grande valore.

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      1. Mi piace leggere i tuoi canti e mi sono permessa lasciare un commento un po’ “allegro”.
        Spero ciò possa farti piacere. 🙂
        Ciao, Dora cara
        gb
        Buone ore

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