Verrà l’alba

….

[A scuola]

ci sarei stata bene tra voi.

Bisognerà aspettare l’alba.

Una nuova alba senza nomi.

Il fotogramma che non ripete

sempre uguale a se stesso, prima

d’ogni impressione. Mi sono messa

nella cantina buia; il castigo o

la preghiera per un giorno che

non viene. Poi penso a loro, a tutti

quelli che non sono a questo stesso

giorno, e l’avvenire sa di favola

fuori tempo. Corpo secolare

il mio, fino a che vivo; corpo

secolare il tuo; non dirmi non

l’hai mai sentito il greve della

Storia tra i pieghi dei tuoi cerchi

perfetti, tra una scorza pregna d’ogni

vento che scrosta, d’ogni mano

che incide l’amore e la sosta

d’un sogno qualunque, nel delirio

temporale d’un odio comune

quanto comune l’amore prima

d’essere donato. Il tuo odio

speciale, non importa il volto se

celato o esposto con orgoglio e

ludibrio. Guarda queste mani

come piegano in segni e solchi tutte

le strette distratte o le premure d’

un’anima quando pare volare,

sia pure in dondolo precario. Guardati

i piedi bucati sotto pesi

inconfessi per i passi strisciati

dentro un  pube lanciato fino al muro

di fronte, oltre il muro altra fronte da

imperlare o combattere. Se

potessi sfilare uno ad uno i tuoi

peli e piantarli nei prati dove

giacciono i morti, non pensare questo

magico impianto farei tra barocche

canzoni o fanfare ancestrali. Non

voglio più sognare il fiume, io seduta,

che scorre, e restare a guardare ogni

cadavere nemico come passerà

il suo turno, testimone non voglio

farmi io viso al fratello con gli occhi

bucati dalle rocce bagnate

d’ogni pianto piovuto dentro il ciclo

che ripete ogni male e ogni bene

turbinando  in un pugno di mondo.

Non canterò di terre migliori, a chi crede

l’utopia parallela dimensione

d’un cosmo sconosciuto, a quel caos che

nel petto mi porto ordinale a

pugnate ribelli senza far

manifesto il rosario che sgrano

tra la rabbia dei denti, o le perle

che cerco tra le dita di sabbia

dove conto i miei anni sfilando tre

volte, quasi quattro, se vuoi, tutti

i piccoli tagli screpolati sui tagli

a mosaici di pelle escoriata in

passione rudemente artigiana.

Pensi io resti a cercare il destino,

della vita le linee, tra disegni e

segnali, costellazioni animali, d’

ogni istinto che viene? Verrà

l’alba, forse, da un giugulare

d’apparizioni? Verrà l’alba,

punto.

….

 

 

 

 

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17 thoughts on “Verrà l’alba

    1. in ogni giornata c’è un’alba nuova Franz. Bisogna imparare a coglierla a partire dal sé, sia pur restando in ascolto dell’alterità.
      L’unico turbamento che l’umano vive sta nella sua rinuncia a vivere. Ma è un discorso e un percorso che ognuno ha da fare in se stesso, per quanto non sia semplice. Io la penso così.
      Una notte serena per te, spero

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      1. io credo che nessuno mai ponga in atto una strategia che rinunci alla vita, alla speranza, all’atto ribelle dello svegliarsi nuovo ogni giorno. Il punto è che ogni vissuto porta con sé tante di quelle ferite che, a volte, il cammino di ricominciamento si fa duro tanto da apparire impraticabile. E’ pur vero, come scrissi da qualche parte, che il sole anche se tarda ad apparire finirà comunque per sconfiggere l’oscurità, ma durante la sua battaglia d’emersione e di ritorno al trionfo di luce, lascerà dietro di sé molte vittime…è il ciclo delle cose, Dora

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        1. la speranza, per quanto improbabile, è che venga un giorno in cui ogni uomo possa essere capace di gestire in maniera più luminosa il proprio vivere nel mondo, senza vittime o superstiti
          Notte, Franz
          sono stanca, forse, per commenti più elaborati, ma spero di aver scritto chiaro

          Liked by 1 persona

    1. Ti ringrazio, Veronica; troppo buona
      E’ uno scritto nato a seguito d’un passaggio mattutino in un liceo artistico… un po’ un mio ‘piccolo sogno’ antico questo passaggio e un ‘piccolo sogno’ recente: restarci, anche, per altre ‘albe’, altri risvegli. Il primo sogno s’è realizzato; il secondo no, e si sono aperti altri pensieri, altre immagini di realtà esterne alla mia e… così quel che leggi. Avran giocato un ruolo, giusto per suggestione, certi collages che ho visto alla parete…

      mi sa che t’ho risposto in una maniera d’un cervellotico…
      non mi rileggo nemmeno… ma spero arrivi un’idea di cosa cercavo di dirti

      Aspè, che leggo l’altro tuo commento e ti rispondo

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