Mi faccio briciola

….

Mi faccio briciola, ché l’uccellino

possa mangiarmi e alimentare il suo

volo; mi faccio acqua, perché sia fonte

a scorrere dove arida la vita

non appartiene al corpo; mi faccio

deserto perché la sabbia sgranelli

in gocce di pianto liberatorio

ai tuoi occhi ogni fastidio di

visione e ogni magico desiderio

d’un piede in altri mille tra fluenti

mandrie di creature abitanti le

guerre e la pace da posti un tempo

illibati da rimbombi e scongiuri,

poi quelle cappe di silenzio senza

religione, senza Dio; forse Dio.

Vorrei farmi onda per sollevare

tutte le braccia che cadono senza

colpa nella fonda quiete di tombe

navigate fuori gloria e fuori

nome; ma la pace, quella, per fiore:

stella di mar. Vorrei spargermi semi

perché nascano figli come fiori

di cactus, cedri verdi o ginestre,

profumati agli altari di rena,

d’asfalto, di lava, tra mestruo,

sudore, placenta, l’amore di

vita, l’innesto a una storia che

insiste a remar biologici sensi.

Vorrei farmi elemento d’ogni singolo

corpo, vorrei farmi alimento, vorrei…

….

d°’

 

 

Annunci

42 thoughts on “Mi faccio briciola

    1. purtroppo anche i soccorsi, talvolta, tanto spesso, non ce la fanno e niente, viviamo questo strazio, questa pena, questo sentirsi come impotenti, non lo so, mi ripeto cosa possiamo singolarmente, Giorgio. E noi non lo viviamo sulla pelle. Io questo mi dico. E mi dico pure che la responsabilità ce l’abbiamo lo stesso, ogni volta che continuiamo a reclamare diritti di vita e nostri diritti per legge, reclamiamo una legge, solo dopo che già le cose han fatto il loro corso, e spesso quando ognuno si è già messo in salvo almeno una parte della propria egoistica esistenza. Questo in tutti i campi. Dici tu: che c’entra? c’entra: è proprio la mentalità. Finché una cosa non mi tocca personalmente o posso comunque salvarmi, sopravvivere, a che serve lo sciopero? a che serve la collettività? a che serve la solidarietà tra corpi, anime e sogni? a che serve la condivisione di un’equilibrata ed ecologica biologia dei giorni, del sociale, dell’economia, di tutto, cacchio!
      Ho espresso un sogno in versi? maledico anche questo sogno, se ci penso, questo sogno che non m’ha fatto dormire stanotte, e non farei meglio a stare dove c’è bisogno di un corpo solido, invece di star qui a scrivere?
      Buona serata, Giorgio
      Scusa la riflessione detta così di getto, magari ci serve pure questa

      Liked by 2 people

      1. Mi piace il “sogno” che fa volare un po’ in tutte le direzioni: su giù di qua di là e poi di nuovo su in quel rifiorire e dar frutto…ma mi piace anche quando il “sogno” prende forma nella riflessione che segue, nel corpo solido che ha bisogno di tangenze, di solidarietà, di condivisione…di tutto ciò che nutre il “sogno”…e il cerchio si chiude. Un abbraccio Dora

        Liked by 1 persona

      2. Si, condivido lo scoramento e il senso di impotenza che provi. E’ una società che si riempie la bocca di Dio, dei vari dii, ma in concreto non fa niente per cambiare le cose. La politica, persa ogni idealità, non offre più orizzonti diversi: fratellanza, uguaglianza e libertà non esistono più e la libertà serve solo per indicare la libertà di farsi i fatti propri, e che i più deboli si arrangino. Carità pelosissime a cui assistiamo: accoglienza, solidarietà… a pagamento… Capisco il dilemma: ma che scrivo a fare? A che serve? Non so, una mia amica volontaria Caritas in una mensa è arrivata a chiedersi, al contrario, ma che sto facendo, a che serve? La sensazione di svuotare il mare con un cucchiaino…

        Liked by 1 persona

  1. Ah che magia queste prime scene da”Il cielo sopra Berlino”!…Poi con la voce di Dalla assumono tutta una loro perticolarità… Come anche capita immergendosi tra i tuoi versi, così acquosi e flessibili, tanto da prendere le forme più vicine ai propri desideri……..
    Un caro saluto ed un fiore……

    Liked by 1 persona

    1. be’… si… il video non l’ho ‘assemblato’ io.. c’è il nome dell’autore e sono passaggi dall’altro film di Wenders “Così lontano, così vicino” (almeno così ricordo io, avendo visto il film, e così indica anche l’autore della clip, ma verificherò).
      Una buone notte, Silviatico, in un bel fluire d’immagini oniriche
      grazie per il passaggio 🙂
      vedilo il film che menzionavo, in ogni caso, lo consiglio

      Mi piace

      1. Sai che li ho visti entrambi? A pensarci bene hai proprio ragione: il secondo riprende da dove il primo iniziava, per cercare di sviluppare ulteriormente il discorso. E’ solo che a me il primo mi era piaciuto di più. L’avrò visto almeno quattro volte, soprattutto impressionato dalle scene iniziali e dalla capacità di leggere i pensieri delle persone nella loro drammatica quotidianità… E’ solo che li ho visti tantissimi anni fa. E ricordarli adesso si fa confusione…
        Più che mai un fiore e l’augurio per una magica serata…….

        Liked by 1 persona

        1. Si, caro Silviatico, anch’io tengo a concepire i due film nella loro interconnessione e li ho visti, come te, anni fa, più volte. Se posso non manco mai dal rivederli. Ci dicono delle cose interessanti con delicata poeticità, molto umana in un senso profondo, si, anche drammaticamente quotidiano
          Auguro anche a te una buona serata
          Alla prossima 🙂

          Liked by 1 persona

  2. Lacrime scivolano gocce di mare a lavarmi.

    “ma la pace, quella, per fiore:

    stella di mar.”

    Mi faccio frutto del bianco gelso per sedare la sete la fame…

    Oh, cara D
    A.

    Mi piace

        1. Impariamo a coglierci poco per volta
          Reciprocità
          Buona notte di quel silenzio bello per te, D cara
          Un sorriso
          A.
          E poi rileggendo mi accorgo sento spesso che diciamo lo stesso…

          Mi piace

  3. Vorrei farmi onda per sollevare/tutte le braccia che cadono senza/colpa nella fonda quiete di tombe/
    navigate fuori gloria e fuori/nome. Ma come fai a scrivere simili versi? Sono stupefatto dalla morbidezza dei versi, che mi disarma, racimola le mie carni per lanciarle nello spazio. C’è la storia della vita qui e l’epilogo della morte. Le tombe senza nome ed io in particolare vedo le ceneri disperse (ho vissuto la profonda emozione) sotto a un gelso (almeno l’albero mi sembrava quello e non sono stato a indagare). Con ammirazione.

    Mi piace

    1. sempre troppo lusinghiero e così preciso nelle analisi, che m’è difficile dirti altro che ‘grazie’
      non ho pensato a un albero e se fosse tale spero l’albero di una nave che abbia portato in salvo quante più anime possibile…
      buona serata luxOr
      grazie ancora

      Liked by 1 persona

        1. “anche una sola coscienza resa consapevole diviene una “briciola” d’amore e consapevolezza”
          sì, Franz, concordo.
          tutto sta in quel “resa consapevole”
          è quel “consapevole” che fa la differenza
          deve essere “consapevole” davvero

          buona serata per te, Dora, per te, Franz
          gb

          Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...