Campi

<<A coloro che non accettarono imposizione d’alcuna sorte; che non ebbero paura di ‘danzare’ nei ‘campi’, pur di ‘libera’ morte, dedico…

senza presunzione questi miei minimi versi.>>

….

Mi Strofino. Strofino, strofino.

Sfiguro il mio corpo naturale

nel suo tornito e nel bruno come

appartiene al sole, alla mia carne

nel sole, quando nemmeno il sangue

agli occhi fa colore. Un bicchiere di

vino, vi prego, uova e bestie senza

stile, macello d’anime a pelli grasse,

albe di stille pigmente tra cenere.

E’ mattino. Risorgo al video come

monta l’astro e scrolla le trasparenze

il primo piscio giallo, puro suono.

Ho ruotato fili di bue, su linee

e dorsi di mani, da organizzare

nei gomitoli memori d’ogni

transumanza, alla tela delle mie

stesse vesti, qui, senza velature.

Potessi farne tappeti persiani;

o bandiere fuori ideali, fuori

dalle mie rette e i colori che le

contengono in curvature di

pensiero. Cancello l’astrazione,

anche quella, natura di natura,

tinta senza riflessi, senza specchio,

misura pura del mio esistere

nel mondo, storia infame su colonne

infinite. Non più esposizione

universale d’una quotidiana

utopia, sangue di rosso per i morti

in battaglia, impediti a battaglia,

blu di spirto libero, prigioniero

nella cella d’una rivoltella oltre

le sbarre che hai messo al mio muso

magenta e alle bianche parole

capaci d’ogni intenzione, d’ogni

forza centrifuga nel punto quadro

dei miei passi recinto solo all’anima

del cosmo. Cancello l’astrazione;

la rivoluzione ha i suoi colpi

di pistola sulla fronte, e il cuore

grave alla cassa d’ogni sonoro

canto. Qui, mi batto il petto tre volte

senza religione a ogni campana

che suona e suona anche per me. Non piangere

il mio amore sparso ai campi papaveri,

il girasole dei miei occhi viola

rivoltati al talamo nunziale.

Voglio morire nei campi di libera

sorte; voglio danzare nei campi

di libera morte

….

d°’

 

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32 thoughts on “Campi

  1. è da rileggere più e più fiate…eppur non vi si penetra…forse è giusto così. già non bisogna chiedere per chi suona la campana ce lo ricordava Jhon Donne e dopo di lui Hemingway…quel che vedo è un fiorir di immagini oscure trafitte, di colpo da raggi e bagliori…un notturno che si fa solare come un caampo di trasparenze in continua dissolvenza…come quando inseguiamo con gli occhi un paesaggio in un treno in corsa…non so, ultimamente leggo una vena densa di malinconia, venata di inmprovvisi colori si, come campi di girasole o di papaveri col colore “alieno” di occhi alieni…straniera in terra straniera? ciao Dora

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    1. diciamo che rimandavo a mente un po’ d’arte e artisti, un po’ di vicende che mi han sempre lasciato un qualche segno, non vicende mie, dico, vicende d’artisti; solo che non mi fregava tanto di esser referenziale in modo comprensibile mentre scrivevo, e avrò pure sbagliato, ma … Si…poi è vero anche che questi stessi che rivedevo si son legati a dei momenti dei miei percorsi, negli anni, e quindi c’è pure ciò. Ieri mi sono incrociata con te, anche, e con altri followers su discussioni inerenti, sia pur in senso lato (?) all’arte… e diciamo che mi si è acceso ‘sto andare di scrittura stamattina. Potrei dirti uno ad uno i riferimenti che mi son scattati in testa, ma non credo sia necessario, forse sarebbe anche troppo… ma ho pensato a ognuno di loro. Poi… si, Hemingway… non so spiegarti perché, me lo sto ancora chiedendo, ma m’è diventato estremamente cara la sua scrittura negli ultimi anni. E’ come se riuscisse a darmi l’unico senso di ‘viaggio’ di cui sento di aver bisogno, ma non te lo so spiegare, perché non è tanto uno spostarsi, è un altro viaggio, forse nella sosta.
      buona giornata, Franz

      Liked by 3 people

        1. Non sono totalmente d’accordo con Franz, essendo io un amante della letteratura Francese, potrei paragonare la tua scrittura al realismo di fine ottocento dove l’artista aveva lo scopo ultimo di riprodurre gli attimi di vita che leggeri passano attraverso lo scorrere del tempo.
          Il tuo modo di scrivere assomiglia molto a quella riscoperta della realtà di stampo Flaubertiano dove il reale tangibile della quotidianità viene sapientemente mischiato con la speculazione metafisica del pensiero di vita.
          E’ con questo modello di scrittura, ora a tratti lineari, in altri momenti invece con un carattere più filosofico meditativo, che si può cogliere la tua essenza di scrittrice, il tuo modo descrivere in maniera asciutta e imparziale, i ricordi, gli ambienti e le le azioni, senza operare alcuna scelta scelta di carattere morale…..e questo rappresenta davvero qualcosa di unico ed irripetibile.

          Chapeau Dora!!

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          1. non lo so, Nico. In realtà quando scrivo non mi faccio domande del tipo che vi fate voi leggendomi, cioè: non penso a un modello o a una forma: sono molto attenta alla misura e a mantenere a una certa distanza da me la realtà che percepisco, sia vista o immaginata o sognata, anche se lascio passi tra gli strati. Mi piace l’idea di un’ ‘archeologia’ emergente della coscienza… non so se riesco a spiegarmi. Questo per quel che dicevi della memoria. Non a caso parlo di memoria del futuro anche per il sogno, l’utopia, altra proiezione.
            Non sono una lettrice accanita del realismo fine ottocentesco d’area francese anche se non mi mancano alcune letture fondamentali, come Flaubert che menzioni, Maupassant (forse mi intriga di più?), Zola, etc…
            Non sono certa che ho capito bene la connessione che suggerisci, anche se sulla chiusa del tuo commento mi risulta più chiaro e concordo sul fatto che cerco di non operare una scelta di carattere morale, forse nemmeno ‘sentimentale’ in alcuni scritti. Ma non so se ci riesco sempre.
            Io credo che tu e Franz avete espresso due pensieri su cui ho bisogno di riflettere con più meditazione, perché nel leggervi non mi ci sono ritrovata subito, ci devo meditare riguardando anche come sto scrivendo. E’ molto che non mi rileggo, mi rileggo poco, di solito dimentico un istante dopo aver chiuso il componimento i versi stessi che io ho scritto (e meditato scrivendo).
            Aggiungo ai vostri due commenti una terza osservazione che mi venne qualche tempo fa da un mio ex allievo di doposcuola: mi disse per alcune cose: Verne… richiamò Verne… quello de “Il giro del mondo in 80 giorni”..”Viaggio al centro della terra”.. “L’isola misteriosa”… ah!
            sorrido a tutti i confronti, perché io sono davvero minimissima quando scrivo, ma li trovo interessanti davvero
            Grazie del passaggio Nico
            una bella serata per te 🙂
            ci penserò…

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            1. E’ vero, ognuno di noi nei tuoi scritti, legge ciò che vuole leggere, molte volte il significato che diamo alle nostre letture è differente da ciò che l’autrice voleva intendere, nulla di male perché l’importante è provare delle emozioni, in effetti nel realismo filosofico l’esistenza delle cose esula dalla coscienza del singolo soggetto che legge.

              Nessun problema Dora…un buon fine sera a te! 🙂

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              1. è che a volte mi trovo un po’ spiazzata, imbarazzata, perché non scherzo quando dico che io scrivo davvero da dilettante, per una necessità vitale che non controllo, e provo sorpresa che accade un moto, sia emotivo o di pensiero, di ricerca del sé, nel lettore. Non mi fraintendere: è bellissimo, ma non capisco come possa essere la mia scrittura a ‘scatenare’ questo
                Non mi so spiegare.
                Trovo bellissimo che la risposta non sia tanto un interpretare me ma proprio un’apertura da parte del lettore della sua coscienza, della propria esperienza. Questo mi interessa tantissimo e sono davvero felice per questi commenti
                Infatti non vedo perché dici ‘problema’, non pensavo di comunicare un problema, perché non sento alcun problema
                Ti rinnovo l’augurio per una meravigliosa serata 🙂
                dora

                Liked by 1 persona

                1. …ti chiedo scusa, ma WP fa le bizze raddoppiando i commenti, puoi cancellarne uno se vuoi, anzi forse è meglio.
                  Capisco ciò che dici e ti esorto a non essere umile Dora, sei davvero un talento nella scrittura.. 🙂

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            2. E’ vero, ognuno di noi nei tuoi scritti, legge ciò che vuole leggere, molte volte il significato che diamo alle nostre letture è differente da ciò che l’autrice voleva intendere, nulla di male perché l’importante è provare delle emozioni, in effetti nel realismo filosofico l’esistenza delle cose esula dalla coscienza del singolo soggetto che legge.

              Nessun problema Dora…un buon fine sera a te! 🙂

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          2. Non capisco da dove tu tragga il disaccordo Nico. Io mi limitavo a rinvenire gli artisti le cui sperienze dora richiama nel suo componimento, non certo a leggerne lo stampo o l’impronta…Flaubert certo..ma anche montale e il meditativo stile di alcuni novissimi…ma soprattutto, scusami, Dora…molto sua la scrittura…ca va?

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            1. posso permettermi da “non lettore” di dire cosa osservo (già l’ho detto anche a Nico in un certo senso):
              penso state semplicemente partendo da due angoli di visuale differenti, rispetto a ciò che maggiormente s’è attivato in voi leggendo
              io vi ascolto e piglio nota e vi sono immensamente grata perché per me che sono manco ‘autore’ è importante avere queste indicazioni
              ora vi faccio anche un inchino danzante e, appunto, passo ai miei allenamenti 🙂

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                1. lo dicevo ieri a Gelso: spero di funzionare come corporeità alla Ponty danzando, ma non ci riesco sempre. Sto invecchiando e mi si incriccano le ossa, ah!
                  ciao Franz
                  vi lascio al vostro dibattito
                  mi son ricordata un libro.. devo rileggerlo… L’atto della lettura di Iser, ma l’avrò letto almeno 10 anni fa

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            2. No no Franz, nessun disaccordo, diciamo che sono d’accordo con te al 50% cosi forse è meglio dai…eheheh.
              Exactement , ce sont deux types différents de la nôtre d’examen , nessuna pretesa di insegnarti nulla….
              bonsoir cher ami, tout bien? 🙂

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  2. bè… si… anche Malevic, Rothko, Kandinskij, Klein, .. e mi taccio, non continuo… o qualcuno potrebbe reclamarmi che esagero… anche se lo dico: i miei versi sono minimissimi…

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  3. Piero… dicevi per i papaveri… in realtà ‘campi’ si richiama sia a campi di visione, campi cromatici, campi di guerra, terre fredde di Russia tra rivoluzioni di sangue innocente, altro… Ho avuto un pensiero a De André, ma per questo:

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  4. scatenare tanti richiami è segno di ricchezza…poi , lo sai, come diceva Nietzsche la scrittura appena uscita è come un ragno che cammina con le sue zampe e tesse infinite tele che l’autore non più controlla… lascia che s’intreccino tante tele…l’importante è che tu continui ad intessere la tua

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    1. Vedi lila…
      Ci sono persone che anche oggi dimenticano che un artista può rispondere e agire attraverso il proprio operare e la propria umanità a quelle forme di potere distorto e impositivo che pure esistono. E ci sono artisti che non accettando di sottoporsi o adeguarsi a certi ordinamenti hanno mese in gioco attraverso l arte la loro stessa vita. Sono percorsi che ci dicono molto a osservarli. Poi si… Io mi trovo un percorso formativo particolare in cui l arte ha una sua centralità e sono portata talvolta ad affondare anche in certe riflessioni che possono apparire tagliate nella carne e nella mente… Ma tranquilla: I sorrisi luminosi ci sono tutti! La responsabilità che a volt ci diamo scrivendo non è dimenticanza della gioia o di come anche tematiche dure possano essere affrontate con gran colore vitale…
      Ecco… Non so… Penso di averti tranquillizzato.. Eh eh… Io sono anche pazzerellona… Non hai idea quando m acchiappa sono terribile! Ah!
      T abbraccio liletta dallo splendido sorriso 😀

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