Mi scopro le spalle

….

Sono stanca di specchiarmi nella

legge che dice: i tuoi figli non

lasciarli soli finché avranno

bisogno. Ecco: mi scopro le spalle

(grata a voi certo), ma per una legge

necessaria a me stessa mi scopro

le spalle alle ferite d’un vento

troppo forte senz’avventi; mi

scopro le spalle sul dirupo e

oscillo senza cadere nelle

mie indecisioni. Distruggo i

miei castelli di sabbia (anche quelli

di rabbia) prima che lo faccia,

rifaccia, un’onda maligna. Io

domestica solo a onde selvagge

quanto me. Io voglio vivere

su una montagna, sotto l’ombra d’un

bel fior. Paese, ciao. Non son mai stata

uccellino da gabbietta; puoi

all’aperto pur spezzarmi le ali

mai il canto: resta muto nelle

solitudini del corpo. Non

combatterò contro l’autoctono o

straniero o il passante distratto

anzitutto a se stesso; non mi

sporcherò più le mani di sudore

in questa guerra tra poveri: troppo

ricchi per combattersi; no, non

affonderò più gli artigli nella

mia terra o nella sabbia delle tue

scarpe d’altre rotte, dimenticando

il vantaggio del mio collo in rivolta:

io falco senza metafora. Non

perdo nido, volo, e volo solo

più in alto di me, sulle ferite

d’un vento senz’avventi arenate,

non più alla spiaggia legata in più

mandate alle mie vane convinzioni.

“Io voglio vivere su una montagna,

sotto l’ombra d’un bel sol. Paese, ciao.”

….

 

d°’

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76 thoughts on “Mi scopro le spalle

          1. be’… diciamo che il mio è sempre il ‘minore’ che riesco…
            ma il canto di Tenco mi serviva per far arrivare forse piu chiaramente cosa ho visto tra le visioni intrecciate… e i canti che riascoltavo nella memoria di una vita… quelli che ti insegnavano a scuola, ma che avevano la forza e il sangue di tante persone in essi… non mi riesco forse a spiegare… forse dovrei tornare a leggere anche un paio di libri a me cari… uno in particolare… duro, forse, ma… non so se conosci e ti convince anche Elsa Morante…
            Scusa la prolissità e la confusione del mio commento…
            spero tu ne colga comunque qualcosa, mia cara creatura sensibile…

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  1. Triste triste questo tuo canto, ma…

    “puoi

    all’aperto pur spezzarmi le ali

    mai il canto: resta muto nelle

    solitudini del corpo.”

    Il canto non può essere rotto. Resta anche se muto.

    Dora, hai immagini che restano in me che ti leggo e cerco di captare.
    “Distruggo i

    miei castelli di sabbia (anche quelli

    di rabbia) prima che lo faccia,

    rifaccia, un’onda maligna. Io

    domestica solo a onde selvagge

    quanto me.”

    Buona serata, cara
    gb
    ♥ (ti ho rubato il cuoricino)

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      1. Eh, lo so, cara.
        C’è voglia di volare, sì
        “Non

        perdo nido, volo, e volo solo

        più in alto di me, sulle ferite

        d’un vento senz’avventi arenate,

        non più alla spiaggia legata”

        C’è forte voglia di volare.

        E, poi, quel tuo titolo… ❤
        gb

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  2. un addio o un saluto d’uccellino ferito ma indomito con quel richiamo al canto di resistenza bello nella sua forza innocente…non ci sono castelli né di sabbia né di rabbia, solo sentieri e confini da suerare a testa alta…i volo spezzato o libero in cammino o in canto…ciao Dora

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              1. dobbiamo immetterci nella vita con vitalità anche a partire da noi stesse, cara! io ho molto vissuto nel corpo, come te penso, e abbiamo ancora tanto da fare e da dare, voglio pensare sia così… Questo proprio per quel circolare di energie, esperienze e anche canti, arte, musica, danzare, sorridere, talvolta piangere, che ci dicevamo. Cosa pensi tu?

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                1. Tu sai che per me è vitale il circolare di energie, di vibrazioni, di canti, di danze, di pennellate di colore, di forme plasmate, di moti dell’animo che si scorgono con le lacrime e il pianto e il sorriso.
                  E tutto parte da noi, dalla nostra vitalità.
                  Abbiamo tanto ancora da fare, da dare, da ricevere ogni attimo, cara Dora.
                  gb

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                    1. lacrime e riso a volte sono un fluire modulato di una stessa musica interiore che accordandosi a ciò che percepiamo come esterno, ma che viviamo, in realtà, tra noi stessi e l’esterno… stavo cercando di dirti qualcosa, ma… ecco… mi son scivolate le parole e rido… poi, magari, piango… e dipingo di lacrime foglie di rugiada a questo cielo di nuvole che velano splendenti stelle nostre complici..

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                    2. “e dipingo di lacrime foglie di rugiada a questo cielo di nuvole che velano splendenti stelle nostre complici.” ♥
                      Sì, è la stessa musica che scorre… che ora è riso improvviso che si tramuta poi in pianto improvviso
                      gb

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                    3. e nell’ ‘improvvisa’ porta l’umano che dietro ogni maschera d’attore… ma la vita è qualcosa di insondabile, una forza che ci fa attraversare il bosco e le acque burrascose senza mai mollare l’energia di radici che, siano pur nomadi, sono patria nel nostro riso e pianto… sto delirando credo… perdo anche il senso dove eravamo partiti… non ho nemmeno controllato sotto quale componimento sto rispondendo.. oh oh
                      d.

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                  1. pennellate… quand’ero ragazzina mi piaceva l’idea di diventare pittrice e restavo affascinata dalla materia proprio dei colori sulla tela o altri supporti… Me ne sarò sporcate di mani.. anche se poi ho scelto la strada della danza…
                    Da quello che hai appena scritto penso puoi capire cosa intendo
                    d.

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                    1. Sì, posso capire, sì.
                      “Vicende” in comune ci sono in noi due.
                      Io affascinata dai colori, li mangiavo anche, ma per farli entrare in me…
                      So che tu puoi capire me ora!
                      gb

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                    2. ebrezza lucida di colori… nutrirsi di vita… siano vigne o pillole spaziali… mani sporche di cioccolata da leccare… il tè che adesso sto bevendo agli aromi di luoghi esotici dove vorrei andare.. si, ecco, non avrò perfettamente capito te, ma sto proprio bevendo del tè caldo… poi berrò da mari lunari parole astrali se ne verranno…

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                    3. Vedrai che verranno parole astrali da mari lunari
                      mani sporchi di tutto da leccare…
                      se di cioccolata va benissimo, ma anche di tanto altro
                      sai, io credo che già intuirsi sia molto e sia proprio l’inizio del fluire di energie
                      vedi, anche io inizio un discorso e vado a un altro
                      Bella idea una bevanda calda, Dora.

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  3. non c’è devianza che sia che non ti riporti , per quanto tortuosa, nel sentiero che è tracciato verso la ltu “linea d’ombra”…quella zona dove poi si è definitivamente in pace con se stessi, con il senso definitivo di crescita…

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    1. non è crescita, franz. Il mio corpo, la mia vita, ha passato un ‘confine di morte’ e ha visto e non più visto manco l’ ‘abisso’. scusa la forza esagerata di quel che dico, ma puoi capire. Non voglio e non posso più accettare questo accada. Sono oltre ogni infanzia e oltre ogni crescita adesso. scusa. avrò esagerato. oggi è un giorno che gira così…

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        1. ‘esserci’ come corporeità, mia cara, è come dici avere consapevolezza che sia pur sempre un ‘io-tu’ quello che s’espone e che carpisce e libera energie; a volte, si spera, anche al di là del bene e del male….

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            1. l’io e il tu sono due entità che abbiamo bisogno di vivere separate per poter comunicare, forse. Ma c’è nel comunicare stesso un andamento d’onde tra l’io e il tu che passa per i reciproci corpi… tu puoi capire la reciprocità,.. E quando dico corpo, o meglio corporeità .. forse ci metto un pensiero a Merleau Ponty, ma non solo… (credo di aver scritto male il nome…

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  4. Castelli di sabbia distrutti (che comunque sia saranno distrutti prima o poi dal vento e dalle onde marine) ma anche quelli di rabbia (un bel verso che affonda nella rima con un grande segno di speranza mentre distruggere la sabbia non è rabbia distruggere la rabbia è anche un segnale fantastico, d’amore, di desiderio, di ricerca – almeno questo lascia così dentro me), anche quelli di rabbia appunto prima che lo faccia un’onda maligna. Tanto prima o poi arriverà e allora io voglio esplicare un atto di conoscenza. Poi ho letto di quel vento senza avventi, di quella spiaggia arenata… e mi sono guardato dentro… vorrei vivere in un altrove dove il senso esonda da ogni sguardo, da ogni sorriso, da ogni minimo gesto. Capirsi senza bisogno d’altro.

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      1. tutto questo miscuglio, Dora, è così importante
        senso delle radici sì, ma mai farle divenire, uno stop, un fermo per non “vivere più”
        gb

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            1. Quello che conta è non fermarsi, è proseguire…
              Prendi tutto, Dora, in senso lato e… in senso stanco perché sono un po’ stanca 😉
              Nulla deve essere uno stop al vivere vero
              gb

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    1. penso ogni atto di conoscenza passi per un atto di vita, sono una cosa che dovremmo imparare a concepire come un medesimo percorso.
      era il continuo del messaggio che leggi: wp ha preso a fare i capricci e m’era saltato
      notte LuxOr

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      1. Stasera invece internet va e viene e non riesco a seguire bene le conversazioni. Sì atto di conoscenza, ricerca continua senza approdi o approdi per nuove partenze ancora in cerca. La ricerca senza punti d’arrivo. La vita sì come conoscenza.

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