Bambini

<<mi ero promessa per il 2016 di cancellare dalla mia lingua parole come “mare”; poi accade e ci torno… Avevo promesso a me stessa anche di essere meno presente in wp, ma il fatto che scriva ovunque mi trovi e che, essendo donna, sono capace per natura di fare più cose contemporaneamente, ha reso pranzi e cene di questi giorni dei momenti privilegiati per annotare, leggere, e… Lo scritto di oggi risale a ieri. In fondo, a testimonianza che non sia una nullafacente c’è da dire che la tesi di dottorato pure la scrissi ovunque… certo, dopo aver raccolto tutti i reperti in loco… Insomma… A volte mi chiedo: se trovassi lavoro in una catena di montaggio, quest’anno, come farei a scrivere quando mi viene? Sto pensando alla soluzione e devo dire che l’ho già trovata, ma devo abituarmi all’idea di non menar parole con le dita, almeno non con quelle delle mani.

Terminato questo delirio mattutino, vi lascio il mio ‘minimo’ scritto della giornata. Partii da me, di fronte alla mia ingenuità che però è poco ingenua nella coscienza che ho sempre troppo adulta; mi immaginai un po’ capitano di questa mia vita ‘rovescia’. Ma, poi, la scrittura diventò altro; mi trovai tra piccoli e con un pensiero a tutti i ‘piccoli’ del mondo vi lascio le mie banali, pur sempre sentite, parole…>>

….

Scopro l’ingenuità nella coscienza

mi spaventa: come la rapacità del

gabbiano nel suo candore e quell’

incerta convivenza col colombo sul

vascello rovesciato a mani grezze e

dolci del capitano in collina, sulla

collina di quel vascello rovesciato

all’arenile: io capitano delle mie

curve e dei miei umori alla deriva,

quando l’assenza scalza il sale tra

le dita, ardendo a pelle tagli d’arsure

per il troppo vento figlio del vuoto,

passato il tempo a guardare l’assenze

nella mia coscienza al di là del mare; e

riecco il mare, e l’incoscienza, quand’

andrai via, saprò il ritorno come

batte a tempo, ma con fragore di

sorpresa: fosse scrollo di riso

bambino, eri bambino, ricordi?,

nella mia immagine senza somiglianza,

eri bambina, ricordi?, nella tua immagine

la somiglianza, solo perché donna, e

donna ti sei messa a cantare, con quella

voce fine, nella voce brilla di vivaci fiaccole

e le galline hanno preso a danzare

e le chianine hanno preso a danzare

e le manine hanno preso a danzare;

e lui t’ha preso la mano e t’ha detto

lontano, non vedi lontano, come brilla

la luna, come brillano stelle, tutte quelle

lucerne? Tu m’hai detto “i morti!”, son

rimasta sasso. Buttami a mare:

torna a giocare…

….

d°’

 

WP_20160102_12_01_46_Pro.jpg

 

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14 thoughts on “Bambini

    1. si, franz. E purtroppo anche bambini che oltre a ridere la guerra la giocano con armi vere o la fuggono con una miseria vera e con l’orrore negli occhi, quegli occhi che pure tante volte troviamo ugualmente a gioire come se la forza vitale fosse più di tutto il male che noi stessi generiamo
      scusa, non rileggo…

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    1. Dovremmo tutti avere riguardo dei bambini e di quella saggezza naturale che invece troppe volte trasformiamo in altro. Non voglio idealizzare i bambini, ma non voglio accettare che vengano usati per i giochi al massacro di noi adulti
      Si.. La foto.. Ricordi belli..
      Dolce notte liletta…

      Liked by 1 persona

  1. Mi riporta ai giorni migliori dell’infanzia quando giocare era felicità ma anche (per quanto mi riguarda) a tutti i momenti tristi dell’infanzia che adesso però osservo con nostalgia e vorrei riviverli pure quei momenti. Mi ha colpito l’assenza, quell’assenza che “scalza il sale tra le dita, ardendo a pelle tagli d’arsure/ per il troppo vento figlio del vuoto”. Ho sentito quel vuoto nel rapporto temporale tra l’oggi in cui dovrei tornare a giocare (ma sono “di sasso”) e quei giorni di cui ricordo ancora il profumo delle serate estive. Mi butto a mare?

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