Auguri 2016. Una visione al di là d’ogni apocalisse.

Il passaggio tra un vecchio e un nuovo anno è una data convenzionale, mi ripeto tante volte. Anche dire vecchio e nuovo mi ci metterei a discutere. Tuttavia, l’uomo (forse non solo l’uomo) ha un suo bisogno di individuare, credo, momenti collettivi di riflessione. Voglio pensare in tale prospettiva il confine tra due annate. Per questa mia idea, probabilmente, sono oggi qui a inviarmi i miei auguri, con immenso affetto, per ognuno di voi che mi segue: speciale e diverso. Stamattina, mentre ero in auto con i miei genitori per un giro al lungomare, ho formulato col pensiero tanti auguri diversi che avrei voluto scrivervi e mandarvi, ma non avevo pc con me e ho lasciato che il venticello freddo li portasse sul mare a planare caldi tra la tiepida atmosfera solare. Sono ancora li, per voi.

Il mare. Ho scritto tanti componimenti in cui parlo di ambiente marino. Potrebbe apparire scontato, o monotono, od ossessivo, questo quasi costante riferimento. Scontato perché vivo in una città di mare e a pochi passi dallo stesso, tanto che di pomeriggio si alza il vento e mi pare di avvertirne l’odore e la consistenza nell’aria. Ma non è scontato. Non lo è perché nella stessa città non manca la montagna… la campagna… il tufo.. il cemento impastato a sabbia (questa non avrei voluto dirla)… e altro, altro: nei luoghi ci sono sempre altri luoghi reali e immaginari, viventi o memori, che s’intrecciano, forse.  Comunque sia, vivo in una città di mare. Nulla è scontato per un motivo più preciso: ci sono state annate intere nella mia vita in cui non mi sono accostata al mare nonostante l’avessi vicino. Mi accosto e accompagno alle cose care quando sto bene o voglio star bene a partire già da me, quando il senso del vivere mi chiama e lo voglio ritrovare, reinventare. Ma non sto qui a raccontarvi. Ci tenevo a questa piccola confessione di fine anno. Sono un paio d’anni che ho ripreso a vivere il mare da vicino, quasi quotidianamente, e si è creato un rapporto particolarissimo tra me e l’ambiente marino, che non è nemmeno quello dove ho trascorso la mia infanzia (il litorale cumano, per capirci), ma è una zona nuova di Napoli che ho scoperto più di recente lasciandomi andare a esplorazione con la mia bici (l’amante bianca).  Negli ultimi giorni vado verso la montagna, ma un po’ alla volta, che il fiato c’è, ma le gambe ancora no, eh eh.

Qualche tempo fa sono rimasta a osservare la scogliera; vedevo delle macchie bianche, pensavo fosse pittura, poi ho scoperto essere uccelli, i gabbiani, tanti e ognuno come immerso in una propria zona autonoma, su una propria roccia. Forse li ho colti in un momento di sosta. Ogni tanto qualcuno nell’aria. Per il cibo credo avessero già provveduto. E niente… Ieri pensavo… pensavo a noi qui, quando scorriamo il lettore, leggiamo gli articoli, entriamo ed usciamo discreti o comunicando direttamente nei rispettivi spazi, e mi è rivenuta in mente quell’immagine. Oggi che ci facciamo gli auguri è, poi, un momento limine, diciamo, lo prendiamo per tale. Mettici quello, mettici questo, mettici un pensiero oltre ogni Apocalisse, non so, forse non mi spiego, oltre ogni morale o religione mi spiego sempre poco e prometto sempre di farlo, non lo faccio mai… Ecco che mi si è accesa ieri una visione e ve la mando senza spiegarvela, perché ognuno di voi, dalla roccia che più sente sua, uno accanto all’altro, magari si lasci andare a una visione, anche diversa dalla mia, pur seguendone la suggestione, non so.. si “non so”, lo dico sempre come formula magica d’apertura ad altri da me.

Non mi rileggo…

V’abbraccio tutti,

Dora.

Seguono i miei ‘piccoli’ versi, con un pensiero anche a tutte le persone, tutte le genti, che oggi non possono, non vogliono, non sentono, di festeggiare; a tutti loro che c’erano e non ci sono più, ma forse ci sono, ci saranno anc’ora…  Un ultimo pensiero ai ‘piccoli’ quanto ‘piccoli’ i miei versi, immensi per come me li mettono in corpo… loro sanno… anche dove io ‘non so’…

[Avevo pensato di mettere la foto con la scogliera e quegli uccelli… Poi, stamattina, mio padre mi ha chiesto mentre eravamo in giro io, lui e mia madre, guardando verso il panorama: “facci ‘na foto, va, facci ‘na foto”. Ammetto che di uscire dall’auto e incontrare il fredduccio non mi andava, ma… Alla fine vi rendo partecipi del desiderio paterno di dire (fotografandolo) quant’è bello quello che stavamo vedendo...]

….

Ci ritroveremo, o troveremo,

un giorno, tutti seduti sulla

scogliera, ognuno a quel sasso dove

gli pare, più vera natura la

sua pelle grezza e lucente; non

ci saranno navi da guardare

per chi avrà scelto il verso orizzontale

del mare, non ci saranno navi

nella rena, per chi s’è messo

di spalle, abbandonate o carcasse

d’elefante in nudo avorio spogliato

dal tempo, dalla pioggia, dal sole, dal

vento, dalla fame del passante;

non ci saranno terre di conquista,

né confini; ci tufferemo tutti

per nuotare miglia e miglia senza

sosta necessaria a un fiato stanco

e malaticcio d’umore oscuro

senza mistero; non ci staranno

con le fauci pronte pescecani

a fendere coltelli nelle carni

puzze a sangue, quegli animali

che tu credi d’error cattivi, ma

non sono cattivi più di te quando

hai fame e qualcuno ti dà rabbia

con minaccia d’aggressione o con

quella faccia da navigante incerto

sulla sua ed altre vite. Un giorno

ci troveremo o ritroveremo

con un gregge d’anime nere e anime bianche,

le formiche a terra, i gabbiani al davanzale, e

alcun giudizio penderà su quelle vite; non ci

saranno stelle da spegnere e accendere per

simulare intermittenze di sogni senza realtà

a ogni risveglio pur tra l’alba maestrale;

basteranno gli occhi a fare corpi i sogni

e a pelle, senza pelle, smesse inutili difese

ci troveremo alle scogliere, fianco a fianco,

senza nulla, al nuovo anno, un altro anno,

rimandare…

….

 

d°’

(30 dicembre 2016)

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30 thoughts on “Auguri 2016. Una visione al di là d’ogni apocalisse.

  1. Un 2016 bello come il sogno
    il più bello che si possa sognare
    ad occhi aperti
    Per poterlo vivere in tutta la sua bellezza
    e ricchezza di sentimenti
    di felicità e serenità
    affinchè ogni tuo desiderio
    in esso trovi realizzazione….
    E più che mai auguri…

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    1. grazie Silviatico!
      il mio augurio è che nelle tue giornate si accenda sempre un tempo di festa, per stare bene con te stesso e con gli altri; un tempo di intense sensazioni tra nature delicate come i fiori che ogni volta ci doni col tuo passaggio
      E magari, non so, per quest’anno leggeremo un tuo nuovo romanzo? 🙂

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      1. Ah amica carissima: mai mi sono spinto così al largo da navigare tra l’acque profonde di un romanzo: soltanto qualche raccontino ed un accenno di racconto lungo che dirsi romanzo è parola assai azzardata. Per il resto credo che le bufere e le peripezie della navigazione, mi abbiano già provato, quindi non credo di avere più spazio e tempo per un romanzo. Credo che tutto si scioglierà soltanto in uggiose goccioline di tentate poesie ed avventate melodie…….Comunque grazie infinite per questo auspicio che ricambio con la dolcezza di un tocco di nuvole di raso albeggiante…….

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        1. vabbe’… racconto lungo, te l’accordo 🙂
          “la dolcezza di un tocco di nuvole di raso albeggiante”: magari eccolo: l’inizio d’un nuovo raccontino, o un preludio di pioggia poetica, anche se col rosso di sera bel tempo si spera. eh eh 🙂
          felice fine settimana, Silviatico
          e che il buon vento soffi via le nuvole nere e lasci solo nuvole di rose (per restare in tema con i tuoi fiori… )
          ciao!

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      1. Dora, non penso sia stato wp. sono io che ancora mi muovo maldestramente fra queste stanze e mi perdo i saluti nelle anticamere 🙂 Spero ti arrivino i miei…Ti auguro una bella domenica!

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  2. Bellissima poesia. Me la sono salvata perché sento che dovrò rileggerla ancora in futuro. “ci troveremo alle scogliere, fianco a fianco,/senza nulla, al nuovo anno, un altro anno,/rimandare… (ho pianto). Anche se in ritardo (e me ne scuso) Buon Anno cara Dora.

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    1. sei scurdariello, eh? penso almeno in paio di commenti ci scambiammo gli auguri 2016, LuxOr.
      Saranno gli effetti dell’abbondante menù festivo, ah!
      scherzi a parte.. ja.. addirittura ti salvi il mio minimo testo?
      be’, si, lo ammetto… quei versi che citi mi fan venire la lacrimuccia pure a me e mi chiedo come mi son saltati fuori, ah ah! devo avere una pilota automatica che ogni tanto s’inserisce 🙂
      buona giornata e grazie ancora per l’augurio che ti rinnovo per momenti di gioia in questo 2016

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