come la donna si spoglia al vento

….

Chiedo oblio per il clamore dei sensi,

per la fragilità del mio corpo e

i miei sogni, anche quando la mente

ragiona. Sbalzo a un piccolo segno

come la gonna al vento o la piega

stanca d’un marmo che si ravviva

al sole. Un moto di curiosità

nutre l’incandescenza naturale e

mostruosa della materia. Materia

oscilla e danza traiettorie tangibili,

astratte a viaggi di corporeità;

evanescenze, tra giocoleria

e tragedia, limine e sconfino,

la biologia dei giorni, le derive

d’assenza. Dove non c’è tempo che

tenga senza la memoria. Memoria

archeologica delle esistenze,

con i suoi cerchi, le sue squame, con

gli spifferi molli e dolci dei canti,

le pulsazioni battenti, oscure e

lucenti, tra terre di sopra, tra

reni di sotto, tra acquatico cielo.

Ho gelato stanotte il mio viso

su metallo tagliato in binari

di chitarra senza plettro, ché io

suono senza plettro, tra dita nude,

sola senza petto: ché non sentivo

alcun rullio di fiato; quando alla

notte è stanco, pur t’accompagna stanco;

e vorrebbe il giorno fosse solo

un altro giorno da quello inadatto

alle vibrazioni del corpo e del

sogno. Noi di corteccia impellata

e di giri lanciati a sasso nell’

acqua più fonda con la paura che

annegare sia troppa gioia lì

dove il mare è drammatico

prima d’ogni  nascita. La vita resta

sempre altrove, dove non sono io e

non io. Chiedo oblio al senso, quando pur

la mente ragiona, sbalzo a un piccolo

segno come la gonna si sfoglia al

vento,  balzo a un livido segno,

come la donna si spoglia al vento

….

 

d°’

 

 

 

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32 thoughts on “come la donna si spoglia al vento

  1. diciamo che mentre riorganizzavo il sito (ci sto ancora lavorando) ho tagliato delle cose qua e là, le ho messe da parte in un unico file, ci ho dato qualche verso nuovo, e ne è uscito quel che leggi. Di mio oggi è un’altra giornata che “se si cazzo che tiro fuori una parola”. (sono stata troppo eloquente nel commento?)
    buona serata, Franz
    Io sono in preda al gelo da post-ciclismo… sto andando per approssimazioni sempre più vicina al vesuvio perché se proprio mi devo suidiciare meglio farlo nel cratere.
    Stanca.
    non me ne vogliate assaje.

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  2. un altro exitus dove non posso mettere un “mi piace”…se poi vuoi dire “insudiciare” per “suidiciare” ahah ah , penso che nel cratere antico ti sudici parecchio…certo che in queste ultime sere ti stai “divertendo” a menare di cazzi di cazzottti allo stomaco e alla panza di chi ti è affezionato..ahi ahi ahi.. 😦

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  3. ripulivo e riorganizzavo un po’ il sito e mi son trovata alcune cose qua e là che potevo gettare (senza manco colpo di dadi) o riorganizzare. Ne è venuto quello leggete. La chiusa è stata una necessità: cerco di trovare, almeno nei versi (che nella vita è difficile), una bellezza senza raggiri. Ma è un discorso che maneggio ancora con incertezza. L’immagine della donna livida nel vento (perché il vento soffiando forte e chiaramente gelido può allividirti il corpo), viene da lì. E la stessa donna si libera comunque di mascheramenti a quel vento, perché quel vento è anche lui sincero, anche se lascia il segno di colore e tocco sul corpo.
    Scusate… forse mi sta partendo la testa verso altre parole e temo di non riuscire comunque a scriverle.
    Grazie del passaggio
    una bella serata per te

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    1. a rinco… mi sa che non sto messa meglio oggi, liletta cara… ormai scrivo, ma mi scordo pure ciò che scrivo, ah! però mi ricordo le canzoni che ci posto in commento 😉 Quanto fa bene la musica…! un abbraccio, bella. Io mi preparo copertina e mi ci tuffo sotto sperando prima o poi mi venga sonno… eh eh
      fai splendidi sogni di realtà!!!! ❤
      salutami il mio musicista preferito… capisc a me! 😉

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        1. anche a me oggi ha fatto cose assurde wp: leva e mette ‘mi piace’ col pilota automatico, non mi trovo con i commenti, non mi rimanda ai nuovi viaggiatori tra il sito, etc. Sarà un sovraffollamento prefestivo, bo?
          notte dolce Lila
          a domani…

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  4. Questa è da incorniciare. Non so neppure da dove cominciare. Eppure sono stanco stasera. Non riesco manco a coricarmi e sogno cori e armi (ah ah ah ). Scusami Dora, scherzo. Troppo bella e, giuro, te la invidio. Innanzi tutto quelle “traiettorie tangibili astratte” che uniscono il tatto (ah quanto mi piacciono le sensazioni tattili!) all’astratto, ossia un qualcosa che prescinde dalla rappresentazione,astrae, traiettorie che si possono toccare ma che prescindono: ecco, mi è venuto in mente una danza, il tango, come ballo che astrae l’erotismo e lo rappresenta al mondo e in quanto tocco (tango, is, tetigi, tactum, tangĕre), tocca. Poi quella biologia dei giorni ossia lo studio della vita del quotidiano o del tempo? Ma unita alle derive dell’assenza quindi un’assenza che galleggia e vaga in fluidi, la mancanza come perdita e abbandono e fuga da una superficie fissa? Troppo bella, mi sono ripetuto questa frase sessanta volte. Il cielo acquatico poi mi ha fatto venire in mente una pozzanghera d’acqua pulita in mezzo al fango che riflette l’azzurro del cielo e magari una nuvola di panna illuminata dal sole (si può parlare di ossimoro visivo oppure no?). Suono senza plettro e sola senza petto: magnifica assonanza ma all’inizio ho letto male: ho letto: suono senza petto e sola senza plettro: cioè non si può proprio pizzicare niente. Infine i tre versi dell’epilogo, be’ non so perché mi sembra di essere entrato in un quadro di Monet. E mi sono emozionato. Grande Dora, ti abbraccio.

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    1. in realtà alcune immagini che tu ritrovi hanno un riscontro effettivo perché alcuni dei versi sono una parte che avevo tra gli appunti dello scritto sull’Averno… e li ho rimessi in gioco qua. Poi mandavo a mente anche un testo che pubblicai in wp qualche mese fa: “Nostos”. Per il verso equivocato, chissà che non ci stava e l’avrò poi messo in altro modo, non ricordo…
      La biologia dei giorni è una cosa che dico spesso, in effetti, e mi fa pensare a una dimensione basale dell’esserci, non so… Il tango mi pare una bella immagine, non ci avevo pensato, immaginavo questa donna nel vento… E che più? vorrei risponderti con più lucidità io! ma davvero a un commento così non riesco a tenere il ritmo, eh eh. Mi viene solo un grazie e mi pare davvero troppo, dico sul serio, anche se è ammirevole che hai colto una serie di retroscena che erano tra i versi 🙂
      Buon riposo, LuxOr e grazie ancora anche per alcuni elementi a cui non avevo specificamente pensato, ma che mi piace come ci stanno 🙂

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  5. “con la paura che
    annegare sia troppa gioia lì
    dove il mare è drammatico
    prima d’ogni nascita.”

    Componimento molto bello, forte, che colpisce, Dora.
    Questa non è una “poesiola”, no no, cara.
    E la chiusa… ❤
    Quella donna "livida" al vento, donna senza machere…

    Mi sento un po' persa…
    Rileggerò e rileggerò

    Mia cara Dora, ti colgo in un momento particolare…
    "Dove non c’è tempo che
    tenga senza la memoria."

    Quanto c'è in questo tuo canto. Sempre di più continuando la mia lettura.

    Ti abbraccio, cara cara D
    gb

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      1. una “poesiola” molto particolare allora…
        quei versi che ho messo all’inizio del mio commento sopra mi stanno inseguendo… sì sì…
        ho colto e ciò che hai scritto mi ha preso forte

        grazie a te che sai cantare
        e io amo i canti belli come i tuoi anche se mi sbattono come fanno alcune onde del mare o il vento forte… spogliandomi, mettendomi a nudo

        gb:)
        cerca di riposare bene, D cara

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            1. “morbida”… m’hai acceso un ricordo, qualcosa che devo aver detto o letto o scritto o non so, forse un tuo commento proprio, be’.. le sensazioni, si vede che circolano. Gratitudine per questo ricordo che non ricordo… ti dirò se mi si accenderà più chiaro…
              notte cara
              d

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