Ma le foche mangiano i polipi?

<<oggi ho trascorso una bella mattinata pranzando con una di quelle care amiche di sempre…; lei, in particolare: Miss di fatto, Foca per natura nuotante e dedizione all’insegnante di nuoto, irraggiungibile sogno sennò che sogno è, poi se mi sente il marito ‘Corridore’ (docente universitario ‘di fatto’) non so come si mette la mia posizione…; vezzeggiandola ‘Fochetta’ per più commestibili questioni di ‘forchetta’… abbiam sperimentato a un tavolino Azteco davanti a una Miss pizzetta (per la foca, ovviamente, bis… e doppio applauso al buon gusto…), dicevo… abbiam sperimentato un leggero componimento tropicale a suon di tentacoli (almeno sedici ‘nzivati, e naturalmente azzeccati su one-note…) >>     [Immagine tratta dal web… in attesa dell’originale…]

 

….

Ti mimetizzasti,

polpo intrepido e favorevole

ad amorevoli curiose

carezze, ma finché, c’è un

finché, la tua grinfia cangiante

soddisfatta e spaziente, tu,

mistero dormiente d’acquatica

sensibilità, si svegliò e

sparì senza curva ferire:

 

fra le rocce vestite di coralli,

belle donne, di tue soste ferine

trasparenti ai miei occhi di pinne

terrene, crogiolata, io foca, nel

sole dei Tropici, lontano risalii;

sulla spiaggia senza te tra le braccia,

preda ambita di tentacoli pronti,

li credevo così, ad avvinghiarmi.

 

Ma le foche, mi chiesi per

consolazione, bianche o monache

che sian, mangian polpi giganti

a ogni bea colazione? Sono

parca di parole, prosastica

quanto basta fuori d’ogni carezza

a gemellarmi con te, io

mezza foca, metà sirena,

di Partenope giunta, quasi

donna a pensarci, sulla

terra rimango cotta a sole

e non canto, m’incanto, non

canto, muta a pesce, ritrosa,

nel rifiuto orgogliosa;

 se non fosse per te…

….

 

Miss Foca Manu e Ballerina Do’

 

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28 thoughts on “Ma le foche mangiano i polipi?

    1. Grazie Silviatico
      la poesiola l’abbiam scritta per gioco insieme io e una mia cara amica, che è anche la donnina che accarezza il polipo tra le acque fino a vederlo sparire improvvisamente. L’episodio è veramente accaduto, eh eh

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    1. allora… l’abbiamo scritta insieme io e lei mentre mangiavamo pizzette varie. Il racconto di partenza è vero: il polipo che era sottacqua, ma a portata d’uomo, a pelo pelo, s’è beato delle carezze della mia amica finché ha deciso che erano sufficienti e poteva sparire improvvisamente alla vista e al tatto
      “Foca” è il modo scherzoso in cui, ormai da anni, chiamo la mia bella amica 🙂

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        1. fisico longilineo, la mia Miss! Sai che ormai non ne sono più certa, ma credo di aver cominciato a chiamarla fochetta in un periodo in cui prendeva lezioni di nuoto. Si la simpatia è quella caratteristica delle foche 😉

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    1. abbiam mangiato pizze e risate, si: ogni tanto ci vuole
      la foto, stavolta, non è un mio scatto, la trovi in rete facilmente facendo ricerca “foca polipo” (avrei dovuto citare la fonte, mi sa)
      Dalle tue parti non ci saranno foche, ma stando ai tuoi racconti non mancano le monache 😛
      non me ne voglia nessuno se faccio battute stasera, ma tengo ‘a capa fresca, nel senso che temo di aver preso un colpo di freddo ieri senza berrettino in bici e oggi si sta facendo sentire, ohi
      Notte buona 🙂

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      1. Non conoscevo l’espressione “tengo ‘a capa fresca”, significa che hai la febbre o il contrario? Da me puoi fare battute quanto vuoi, specialmente di sera! Il post non era proprio uno di quelli che induce alla serietà… ma io mi chiedo: la scusa il miliardario l’avrà inventata da solo o gliel’avrà suggerita l’avvocato? Immagino se fosse successo a qualsiasi altra persona… sghignazzate e camicia di forza… per Natale penso che la mia dose di cavolate l’ho sparata; sto cercando di tornare alle biciclettine rosse, ma il pensiero dei regali da fare mi distrae troppo (sono ancora a zero… e siamo al 18… 😦 )

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        1. significa mostrarsi come senza pensieri, senza preoccupazioni, ostentando un atteggiamento ludico? diciamo così… La frase in realtà la puoi usare sia quando davvero tieni la capa fresca, sia quando non ce l’hai per niente e tante sono le apprensioni che la capa fresca funge da maschera di salvataggio o da realtà di salvataggio, della serie “rido pe’ nun chiagnere”…
          vedo che hai risposto con un controproverbio, eh eh 🙂
          Per il resto i cavoli a Natale, tranquillizzati, ci stanno bene con le “pepaccelle” forti e le alici salate e le ulive; non so se si mangiano da voi conciati così per le feste! eh eh..
          buon pomeriggio, Giorgio
          Per i regali… io vanterò la scusa che non sono cattolica… ah!

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          1. Adesso ho capito! Per le peppaccelle stavolta mi sono documentato, e mi sembra un bel piatto quello che proponi! E’ che io ho due “da noi”: a Como dove vivo la tradizione è quella lombarda di cibo sostanzioso e senza tanti fronzoli (senza fantasie direi se non avessi paura di ritorsioni); invece nelle ubertose colline maceratesi il mettere le gambe sotto al tavolo è ancora un’arte e una goduria, forse non a livelli napoletani ma ragguardevoli. 🙂 Per i regali ogni anno mi dico che è l’ultimo, ma anche questo non lo sarà. Non ho scuse valide da accampare!

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  1. foca fochetta/a che non usi la forchetta?/Foca ballerina/mi sa che fai la biricchina/polipo caro e gigante/dov’eri tu, in tal magico istante?…ah ah aha ha..troppo bellina sta cosa tue e dalla miss…grande!

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    1. non so se riesci a visualizzare il lettore, gelso, perché da lì credo le immagini si vedano senza difficoltà.
      comunque è presa dal web e si tratta di una foca che ha preso per tentacolo un polipone 🙂

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  2. Un mare con spiaggia al sole. Polpi e foche e tu foca sdraiata al sole (non voglio sempre dilungarmi sulle precise e puntuali parole che intrecciano suoni a immagini: PARca PARole PRosAstica – orgogliosa-ritrosa – TE-Tra) in un’ambientazione che mi piace tra belle donne e immagini d’acqua (spero no di forchetta) con un pizzico di sensualità. Una bella giornata di mare con tanti miei ricordi anche se stavolta non ne enuncio alcuno perché spesso infausti (per usare un eufemismo dirò che non sono uomo di mare). Un’altra bellissima poesia

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  3. magari mi fossi trovata sulla magnifica spiaggia con la Manu e il polipo! (sarebbe scappato non solo per foca, ma anche per me-tricheco e un tricheco, forse, abbastanza insolito perché non amo star sdraiata al sole, non so i trichechi che abitudini abbiano, eh eh). Mi pare, tra l’altro, la Manu e il polpo gigante fossero gli unici abitanti visibili del litorale in quel momento… eh eh…
    Be’ si… il ricordo della tua spiaggia era più affollato… 😉 Dovevi essere un giovanotto birbantello, se posso permettermi 🙂
    scherzo…
    grazie ancora per il ricordare
    buona giornata LuxOr

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