Primi appuntamenti

<<A volte capita di ripassare a mente la propria giovinezza e l’andamento di quei primi appuntamenti col maschietto di turno, ma… mah. Io la chiamo oggi: la maledizione del “ci sposiamo”. Voi direte: lusinghevole, che c’è di male?, magari, certo, non era quello giusto, cominciava a non piacerti, e va bene pure questo… E no, il problema serio viene quando questa frase t’arriva al principio, senza manco aver fissato il cosiddetto “primo appuntamento”: appuntamento che a quel punto nemmeno conseguiva per motivi che mi paiono alquanto chiari (o no?).

Quando non era proprio la classica “ci sposiamo” si parlava comunque di cose tipo “sei la donna della mia vita”, o almeno: “lo saresti se io potessi” (che già è da tirarci un bel sospiro di sollievo e un po’ riesce anche a  lusingarti, ma giusto un po’…). Tornando al “ci sposiamo” oggi mi son detta: avranno intuito che non mangio tantissimo e quindi il discorso era di convenienza economica? Non so. Ho tirato altre ipotesi sulla malefica frase che mi aiutassero a meglio motivare anche lo stretto rapporto tra due cose opposte: “gelosia”/”sparizione” o “latitanza”, sempre incarnate nel maschio quando provava ad affiancarmisi. Insomma: mi restano alcuni enigmi insoluti. Fatto è che nella mia vita ho avuto un solo classico “primo appuntamento”  che mi sono, per giunta, autoprocurata quando un giorno d’estate ho deciso di vedere cosa si provasse a fare come altre mie coetanee: seguire un maschio per il suo cu…volevo dire: per i suoi begli occhi chiari… E fu anche uno sforzo consistente da parte mia pormi in questo pedinamento al fine di farmi notare ed invitare a noz.. no no: all’appuntamento! Sforzo non per la calura estiva, ma perché in linea di massima mi piacciono i maschi mori con gli occhi scuro intenso: un misto tra sicilianità, arabica, indianità, quel giusto tocco di cubano, e… non so, mi pare abbastanza. Per non tirare ulteriormente alle lunghe il mio sproloquio pomeridiano poco divertente e poco interessante, mi limiterò a confermare anche per quell’episodio la regola del saltato primo appuntamento (rimasi ad aspettare un’ora a vuoto fuori alla pizzeria, senza cellulare, che allora non ce n’erano, e senza esserci scambiati almeno il telefono fisso). Oggi penso: anche in tal caso fu la fatidica maledizione del “ti sposo” che era già caduto puntuale dopo un paio d’ore di conversazione…

Eh l’adolescenza…

Segue componimento ispirato a quanto detto…

Un giochino pomeridiano, solo quello, perché in fondo, sia pur molto in fondo, ho un animo tenero: verso me stessa e la mia natura maschia… >>

 

 

….

Uomo,

non starò più a sentire le parole di vuoto Otello

travestito da Jago di lingua biforcuta sulle donne

più lievi in apparente baldanza; riprenditi la tua

stupida legge del “fa quel che dic’io non quel che

facc’io”, bel maschio abituato a scaricare il turno

ogni giorno per tuo comodo al conforto nunziale

tra l’imbuto floreale dei tuoi giorni migliori; nozze

m’hai promesso nozze ad ogni primo appuntamento,

è sempre andata così, il giorno dopo, senza sgomento

mai t’ho trovato al mio risveglio, o a quella pizza

d’occasione, (m’ero messa, certo!, il più bel maglione)

ma

ecco cosa significa a spifferarlo troppo presto quel fischio

bendetto per l’eternità; o troppo lesto, se vuoi, ti pare?,

senza almeno consumare? Non sarebbe stato meglio farci

un giro insieme al mare, senza troppo rimandare, quel bel

giorno e tutto fatto, tutto detto, mai routine?  Aah, che brutta

cosa ogni mio primo appuntamento, non avessi mai seguito il

suo gran culo, occhi azzurrini, tutte le zavorre fini, avessi mai

tenuto a bada i damerini senza corte e le madame in grembiulini,

entro scenari prêt-à-porter, gli occhi marroni, cacchine fini

come se l’uomo non cacasse dopo quel caldo di caffè al

primo bar del nascimento, ‘d’ogni tormento’ fammelo dire,

bel latin lover, ‘bel latrinaio’ dicevi a me? My love, my love…

Aah che belle storie, sospese ad ogni davanzale, quel’ mio

minimo locale non adatto ai pesci e ai treni quando all’aria

fan ciuf ciuf…  Aah dovevo dirtelo: prendi prima le misure;

aah volevi dirmelo come belle le misure, e me l’hai detto,

ho riso tanto, facendo sbuffi al tuo ciuf ciuf…

[Non s’accettano reclami. Ti farò pubblicità.]

Non starò più a sentire le parole di vuoto Otello

travestito da Jago di lingua biforcuta sulle donne

più lievi in apparente baldanza, riprenditi la tua

stupida legge del fa quel che dic’io non quel che

facc’io; oggi sciopero e nego la mia presenza a

ogni buon conto, tuo fatto senz’oste;

sono astemia agli uomini:

figuriamoci a te

….

 

d°’

 

 

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11 thoughts on “Primi appuntamenti

  1. Ah ah bellissima! Secondo me quelle sono parole da lasciare come extrema ratio, la bomba atomica finale! All’inizio rischiano di scoppiare come petardi che fanno scappare i cagnolini, loffette imbarazzanti… Comunque in genere quando un ragazzo dice ti voglio sposare è veritiero solo sul ti voglio, per lo sposare si vedrà, dipende anche da come la lei fa il polpettone. Non sapevo che anche le ragazze fossero attratte dal lato B, pensavo fosse una prerogativa maschile e che voi foste più eteree, non so, lo sguardo, la postura… devo chiedere conferme a chi di dovere. A me ha detto che le piacevano gli occhi chiari, adesso ho dei dubbi! 🙂

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    1. tranquillo, non so alle altre donne, ma io non ho mai pensato al lato B come priorità. A dir il vero, manco al lato A ho mai pensato come priorità. Devo aver sbagliato qualcosa nella vita, in fondo in fondo. Tranquillizzati: sicuramente tua moglie t’ha scelto per come ti stavano gli occhi chiari 😉
      Poi non so se abbia valutato anche il modo in cui ti ‘davi alle arie’… cioè nel senso del cantare, dico 😛
      felice serata Giorgio
      Prima o poi ti toccherà farmi conoscere la magnifica donna che sopporta le tue domande, ah ah!

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      1. Quando la conobbi in effetti strimpellavo indolentemente la chitarra in spiaggia. Fui immediatamente colpito dal suo lato B e glielo rinfaccio continuamente quando si mette in testa di dimagrire; fui anche colpito dalle pallonate che continuava a tirarmi visto che non la filavo di striscio. Dovrei scriverci un post, ma non mi rilascia la liberatoria… ciao Dora!

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  2. ahah ah aha mi ci voleva proprio una bella risata dopo tanto chiagnazzamento…..mi ricordo una macchietta napoletana che si intitola primo appuntamento….comunque mi pare racconti la storia di una buca….la vendetta è un piatto che si serve freddo…ahahahah ah ah

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