Quelli faremo

<<…la foto è stata scattata da me qualche giorno fa nel quartiere gianicolense romano. Per qualunque problema relativo ai diritti d’immagine resto a disposizione. Per qualunque reclamo sul mio componimento (in quanto ‘piccola’ cosa) pure.>>

 

….

Non faremo i nomi a Natale

di tutti i morti senza nome

faremo i nomi a Natale,

no, non faremo i nomi, non

sappiamo i nomi, noi troppo

cattolici senza chiesa, solo

le croci da cercare nei campi,

noi troppo musulmani, ma con

le scarpe da tennis allacciate

fino a gola nelle cravatte del

perbenismo mascherato a virtù,

noi buddisti tutta adipe nella

ricchezza del pasto preso a nozze,

noi imbucati alle feste di credenze

mai nostre. Non faremo i nomi a Natale;

sarebbe troppo sporco il vetro rotto

per vederci chiaro tutto il sangue senza

mensa, la mensa del povero, lui farà i

nomi, in quella bocca di carie senza peccato

o lui assassino alle spalle, sfuggito al mondo,

questo mondo perbene tra le fedi sociali,

i partiti schedati dalle pure adesioni

d’idee, quali idee? quelle idee di potere

trovare un lavoro, una religione quando

manca, proprio tutto, anche il nome, nel

registro dell’indagine su chi sa il nome e

lo sa fare, volesse il cielo, fosse così,

bastasse ieri a salvare i morenti,

bastasse oggi, ma non di uno è il

nome, tu già sapevi, non è il nome,

quel nome di nessuno, non è ragione,

non è dio, manco io, non ci saranno

schiere di angeli neri e bianchi, un domani

innanzi alla rivelazione, non ci saranno

regni distrutti o da fondare, non c’è dio senza io, ma

responsabile è ognuno per ogni volto straniero votato

al digiuno, è il volto mio se non la smetto d’avere fede

nell’uomo accanto, è il volto mio se non la smetto d’avere

appoggio e sentirlo eterno, è il volto mio che sto e non parto

quando sarebbe meglio cercare altrove, senza radice, lavoro,

e non è il coraggio che manca per un incognito viaggio

che non ci vuole coraggio a farsi strada nel vento, ma

questi occhi come spegnere, queste mani come credere

possano ancora posarsi su una terra non nuova  e

pensarla nuova, senza Dio, senza io, solo fede e radice.

Non faremo i nomi a Natale

di tutti i morti senza nome

faremo i nomi a Natale

quelli faremo

….

 

d°’

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43 thoughts on “Quelli faremo

  1. due gioielli pasoliniani incastonano versi d’altezza civile, di dolente dignità umana…Il richiamo all’ultimo scritto pasoliniano “io so i nomi” è inquietante anticipo della soglia di morte…il tutto a ridosso dello scampanellio del Natale del consumo, della fede nel dio apparenza…mille e mille volti silenti, ombre oltreggiate dalla storia e dai potenti ti si avvicinano grate in un cerchio di appartenenza… non spaventarti, ti sorridono grati…grati della tua voce, grati del tuo dolore. e sdegno…sei una goccia densa nell’oceano di noi.

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    1. io provo gioia nel natale come tanti, ma poi uno si mette in certi momenti e s’interroga, e oggi, sarà il lunedì lavorativo per molti, ma non per me, anche questo lunedì, mi viene da interrogarmi ancora di più, divento seria, forse troppo, non lo so, sarà che ogni partenza nel tornare è un andare di nuovo. Forse questo.

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      1. per quanto tu rifletta sulle motivazioni che ti hanno portato al componimento, il mio giudizio resta fermo e convinto…sai con ferma determinazione attraversare la poesia civile…

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  2. Senza voler ingigantire, assolutamente, ma una cosa è vera: ci sono momenti in cui attraverso quello che scrivo, alcune cose, sento di agire in maniera partecipativa, sia pur da questo mio minimo angolo, questa mia minima postazione. Forse ciò che ti arriva è semplicemente questo. Senza pretese da parte mia. È un esigenza di dire che mi nasce dal non poter non dire.
    Tutto qui.
    Scusa se trovi strafalcioni che non riesco a rileggermi per tempo
    Ciao Franz
    Grazie della riflessione

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  3. stasera per una serie di motivi non mi riesce di scrivere a lungo , né di lavorare, riesco a stento a scribacchiar svolazzi qui, perdona dunque se ti rispondo con ritardo…… Comunque, si. è importante “non poter non dire”….ciao Dora

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  4. Cara, come hai detto!
    Tu urli e sussurri, ma ogni tua parola colpisce.
    Tu non puoi non dire.
    Lo sento.
    Ciao, Dora.
    Un abbraccio (sì, con questi tuoi versi ci vuole un abbraccio)
    gb

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  5. anglofono non direi, molto italiano per pronuncia, che sono poco brava a gestire le traduzioni estemporaneamente
    Ma credo il tuo intento, Franz, fosse rimproverarmi per aver messo del mio riso, del gioco, a seguito di uno scritto poco giocoso, ed io fuori tono anche rispetto all’amica gelso
    vogliate scusarmi
    nessuno è perfetto

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  6. mi piace tanto quel tuo “oh yes, shhh”
    scusarti? fuori tono?
    oh no no… che vai a pensare?
    io ti ringrazio per la tua replica che sento risuonare gioiosa e ridente
    l’ho gradita molto
    oh sì sì, è così umano giocare dopo uno scritto non giocoso
    la tua amica gelso ti abbraccia ancora, Dora

    il tuo “nessuno è perfetto” mi fa ricordare la scena finale del film “A qualcuno piace caldo e… 🙂

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    1. qui è sparito tutto quello scritto da te e da Franz e da te a cui io ho risposto.
      non comprendo…
      bizze di internet!
      gb
      oh, nessuno è perfetto! 🙂

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  7. Ah, straziante meravigliosa bellezza del creato! La bellezza che esce in ogni verso della tua poesia in tutte le sue forme. Straziante. Meravigliosa. Faremo i nomi a Natale/quelli faremo. Un epilogo forte ed emozionante. E tanto per riprendere il video postato “Che cosa sono le nuvole?” del mio amato Pasolini… in quella discarica abusiva dove vengono portate le due marionette danneggiate è rappresentato il mondo. Scivolando lungo la cascata dei rifiuti, osservano un cielo con le nuvole di una bella giornata. Fuori dal “cubo” (il teatro dove rappresentano l’Otello), non più marionette, ma essenze del mondo. Bellezza.

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    1. Grazie del sentito commento, LuxOr. Sono i materiali accostati ai versi che forse gli danno qualche forza. Non so nemmeno se ho esagerato nell’accostamento di quegli stessi materiali ai miei “piccoli” versi. Ci ho riflettuto.
      Passa una bella giornata di riposo
      alla prossima

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  8. si, mia bella gelso, cogliere la bellezza… proprio così… fa bene cogliere la bellezza… è un atto vitale meraviglioso
    Notte carissima
    T’ho colta al volo… stavo per passare dal sito a qualche buona lettura per conciliare il sonno
    Sia una notte bellissima per te
    d.

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  9. L’ha ribloggato su Erospeae ha commentato:

    è l’unico modo in cui sento di esprimermi oggi su certi eventi di cui adesso sentiremo per giorni i canali d’informazione parlare con quell’accanimento… scusate. Uno scritto mio di qualche tempo fa (come si legge dalla premessa). Discutibile nei contenuti. Ma non scrivo mai con quella precisione che è data ad altre manifestazioni d’opinione, più utili, forse, a sensibilizzare e dar luce.
    Questo è l’unico modo in cui mi so esprimere col sangue in circolo.
    Ed è già una partecipazione colpevole questo esprimermi. Ma restare nei propri silenzi è meno colpevole?
    Ho fede del fatto che la vita di ogni persona non sia conclusa, mai, anche se non penso a uno spirito che sopravvive in qualche misura religiosa. Ne scrivo spesso qua e là. Basta quello.

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  10. Passano i Natali, ma i morti senza nome continuano. Che affoghino in fuga da condizioni inumane o in cerca di vita migliore, che muoiano in una serata di festa stroncati da fanatici con dei sbagliati (ce ne sarà uno giusto?), che… che… e la paura più grande è che ci si abitui a tutto, l’assefuazione all’orrore richieda orrori sempre più grandi per reagire, per indignarsi, almeno per compatire. E’ importante riuscire a mantenersi umani, come tu sempre fai cara Dora. Stay Human, era il motto di Vittorio Arrigoni… cercava la pace e la giustizia, l’hanno ucciso, forse proprio quelli per i quali cercava pace e giustizia. Ma l’avrebbe fatto ancora, comunque.

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    1. i nomi dovrebbero essere solo quel modo meraviglioso di riconoscere le cose, di concepire un figlio, e mai vederlo morire sotto altre mani, sotto altri nomi… visibili e invisibili cecchini… e…
      Abbraccio, Giorgio
      grazie del commento
      più tardi passo a leggere il tuo nuovo articolo ché oggi non ho potuto.. vengo da una giornatina che non so se sono più stanca per il lavoro o per gli imbrogli di questo lavoro che fa complice pure me delle storture dell’umano.
      Lasciare presto questo livello di sopravvivenza e vivere.
      a presto

      Liked by 1 persona

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