C’è sempre una bomba per ogni ritardo

“de-lirio su rotaie, mandatemi alla gogna, non rispondo di voi…non rileg(g)o di me… non c’è me(ta)…”

….

fantomatici ordigni, sempre colpa

di bombe seconda guerra, quella

mondiale, d’ogni ritardo è lì la colpa,

d’ogni ritardo, tu lo sapevi? dei figli

monchi nella coscienza, d’umanità

dentro politica, perché so’ figli

pure loro, cosa credevi, della magnifica

guerra mondiale, della vicenda

post-nucleare, ma com’è bella la

bomba senza fungo a Bologna, ma

com’è bella la bomba, io vado a Roma,

mica a Bologna? ma tengo, tengo, ‘na

voglia e’ fa niente; no: tengo ‘na voglia

incendiaria, non fosse già l’aria

fumata di fritto, la classe n’è acqua,

è olio ‘nzivato benedetta alla mensa degli

infausti commensali, in ritardo con me,

e come bello era il fungo per pranzo,

com’era bello, ci sarà pranzo quest’oggi?

Ci sarà una memoria dell’orario trascorso

a contare i gradini del binario rimosso,

a scrocchiare le dita osso osso, rimorso,

era la guerra, era la guerra, deportatemi

il sole che m’acceca stamani dentro

questo vagone, d’armeggianti giornali,

è la guerra, è la guerra, cancellate il

mio nome, volevo dire qualche cosa,

viaggiando, viaggiando, ma ho perduto

ragione. Tengo ‘na voglia e’ fa niente,

ma, vado a Roma, dov’è la gogna?,

una bomba il pretesto d’ogni bello

ritardo, il ritardo un pretesto per

sentirsi già eroi d’odissea quotidiana,

malaffare, malaffare, allontanarsi

dal mare […]

E volevo dire qualcosa, viaggiando,

ma volevo dire, viaggiando, ma volevo,

misera nomade la parola espatriò.//

La mamma dei terroristi è sempre

incinta, sento dire, ecco, ma non

è vero, non credete a infami favole d’

altri tempi.

….

 

d°’

 

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18 thoughts on “C’è sempre una bomba per ogni ritardo

    1. a me non è piaciutonil treno cancellato di sana pianta e il ritardo di un ora, giorgio! la bomba da disinnescare sarà una delle solite scuse, la solita, so’ sempre bombe del secondo dopoguerra quando un treno non parte. Bah…

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  1. Ci sarà una memoria dell’orario trascorso/a contare i gradini del binario rimosso,/a scrocchiare le dita osso osso, rimorso, – Inutile che mi soffermi ad esprimere la bellezza di questi versi (presi a caso tra i tanti della poesia) impreziositi da rime-ripetizioni-assonanze ecc ecc che rammentano il ticchettio dell’orologio che cresce d’intensità fino all’innesco (almeno così è nella mia memoria anche se adesso i timer sono silenziosi e la bomba innesca paure con il silente countdown digitale del timer che allunga l’attesa) . Ricordo di tanti allarmi e uscite di scuola (come accade ancora oggi) per allarmi bomba e bombe vere e dolore, tanto dolore.

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      1. E ammetto con rossore che ci divertivamo un mondo, perché era un modo come un altro per marinare la scuola, ma retrospettivamente non riesco più a gustare quel “divertimento” incosciente. Ricordo anche di bombe belliche, una sul fiume e gente evacuata e la fecero brillare, e ricordo le bombe a mano che lanciavo in giornate uggiose durante la leva… che tristezza.

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        1. ah guarda… io ricordo che una volta un tassista non voleva venirmi a prendere perché pensava la mia telefonata fosse uno scherzo, tipo bomba, solo perché chiamavo da un posto vicino a una scuola! marachelle, si si 😉
          per il resto immagino… non avendo fatto io il militare, ma posso immaginare, e tornare ancora più indietro a certi racconti dei nonni su bombe davvero bombe… che tristezza… si

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