Lo schiaffo (non dico dove, non dico, no)

“un gioco (poeticamente banalità?) di mani tra ombre, corpi, tele, lenzuola, una materia nuova, qualche altra materia nuova… (non è personale questo scritto perché lo studente d’estimo manca nei miei percorsi), e studiare è interessante, anche leggere qualche favola, ogni tanto, e provare a proiettarla, si…

Da bambina (anche oggi) ero molto affascinata dal proiettore, quello con le diapositive, non so nemmeno se si chiamasse proiettore, ma è un bel ricordo, ecco, ora ricordo questo, ma nello scritto sono ombre di mani, poi sagome corporee, si, sono un po’ più adulti i personaggi, senza nulla togliere ai più piccini…”

 

….

Hai impresso cinque dita sulla mia

faccia, andrò a nascondermi dietro l’albero

di falene ché non si veda sotto il

lampione lo stordimento dei timpani

e la mia bianca volare farfalla

com’è arrossata. Facevo farfalle

nelle mani sull’ombre nostre e i lenzuoli

parevano dar corpo ai sogni d’un’

aquila volata a ciglio divano,

divano letto lì dove restavo

in equilibrio con una proboscide

tra le mani, oscillando, sempre lo

stesso telo, bianco di cigno, al ciglio

stanco meravigliavi risvegliando

racconti di creature affazzonate

per amori crudeli, e allora un cuore,

per la parola amore, allora un dito

medio per prenderti un po’ in giro su

tutta questa religione di corpi

tragici finiti impronte in sudari

di letti fluviali; di estimo, estimo

studiavi, io non sapevo, pensavo un

estuario d’una donna d’altra forma

e sostanza, finché me lo spiegasti

mettendo la mano faccia a faccia alla

mia mano, facendomi peso e peso

un dondolio di diverse intenzioni,

e non l’ho capito l’estimo, eppur

andavi all’estuario con un soppeso

magico, stimato il miglio tra noi,

come svaniva all’ombre mire sul

lenzuolo, noi c’eravamo, una volta,

solo un muro oscillatorio, proiettato

tra me e te, curve di sole nel raggio

d’un fazzoletto quello schiaffo per

me (non dico dove, non dico, no)

Hai impresso cinque dita sulla mia

pacca (è detto, non dico dove, no)

….

 

d°’

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10 thoughts on “Lo schiaffo (non dico dove, non dico, no)

    1. si, noi proiettavamo su un lenzuolo appeso sulla libreria… affascinanti giochi di visione che danno opportunità ai corpi di trasformarsi in forme altre da se, sia pur prodotte dal proprio stesso corpo
      dolce serata, Lidia

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