Pareti

….

Hai messo nella mia bocca linguaggi

di lumaca, come scivola lento,

molle e nervoso, ciò che per lei è

naturale, saliva, lungo il corpo

d’ulivo, sul bordo di cinta; il

precipizio dei sensi sotto il

livello del fiume estuario, un bacino

al fondo, dove anneghi senza paure;

non salvarmi, sto appesa alle pareti

di roccia, e pur crollassi crollerei

in me, se pur crollassi, tu in me:

misterioso menhir

….

 

d°’

 

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31 thoughts on “Pareti

  1. Lungo la roccia, abbarbicata essenza, scivola scivola e si fa scia lungo il menhir antico…potrei dire sia beato il Menhir simbolo e persistenza che sfida il tempo, come la lumachina che lentamente con pervicacia, vi si aggrappa… 😉

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    1. be’, si, beato il Menhir e la lumaca, anche se, attenti attenti, la lumaca è fuori scena, mentre in scena c’è una figura femminile, e certo, una figura maschia, e certo: linguaggi… linguaggi del corpo, natura, tanta bella natura
      stasera sto stonata e si vede, mi sa, pure da come commento
      ritorno menhir.. io maschia. ah ah

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  2. Poesia di elevato spessore. Deliziosa, perfetta. L’endecasillabo scorre piacevolmente fino a condurci al menhir, simbolo di un passato bucolico e che invia nel tempo fino all’oggi segni ancora tutti da decifrare. Tutto quel crollare che si ripete (come sai amo consonanze e assonanze), la sensualità femminile (espressa secondo me con ardore nell’incipit) ma anche la sensualità del linguaggio che scivola attraverso oggetti e sensazioni, questo lasciarsi andare in un flusso a cui non siamo più “abituati”, abbandonarsi ai sensi come un fondersi nella sensualità della natura, entro l’acqua come nell’Ophelia di Millais, mi riporta indietro nel tempo quando (gli episodi sono molti) mi ritrovavo immerso nel creato (acqua, vegetazione, pietra) libero di farmi cullare.

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    1. non posso aggiungere nulla al tuo commento. Grazie! analisi, come sempre, lucida, che non manca nel cogliere i suggerimenti delle immagini. Si, su questo testo ieri ho lavorato un po’, anche per il metro, la misura, mantenendo, comunque, una libertà negli accenti, cosa che rende difficile il tornare dell’andamento musicale, e quindi ti tocca riaccordare, cancellare, riscrivere alcune piccole sillabe, insomma, non so se sono riuscita. Risente, per la natura che richiamo, del fatto che la prima bozza l’ho scritta in bici, mentre tornavo a casa dopo una serie di noiose faccende quotidiane da svolgere. Dove vivo, nonostante, sia un posto urbanizzato, c’è questa confusione di nature.
      Grazie per il commento, sempre troppo buono..
      buon sabato, LuxOr

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      1. Caspita, addirittura mentre pedalavi. Ti vedo già a limare sillabe (con l’impegno che questo comporta) mentre pedali guardi davanti a te e riesci a goderti il paesaggio. Ed io che fatico a scrivere sull’autobus, tra scossoni e frenate improvvise sono più gli scarabocchi sul quaderno delle frasi. Sei riuscita eccome! Ripeto ancora: poesia molto sensuale, di una sensualità che non potrei eguagliare. Ho provato più volte a indossare gli abiti femminili (infatti il mio cavaliere risentirà del fatto che sono un uomo) senza grandi risultati. Buon sabato anche a te, Dora.

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        1. be’… intorno mi guardo pedalando… ho una guida maschia… ma poi parcheggio cavallo per scrivere su one note.. lui regge il peso poetico.. ah ah
          bene bene allora il tuo è un cavaliere dal doppio volto… intrigante… lo aspettiamo con ancor più ansia al tavolino de Il Cavaliere Azzurro…
          felice galoppata sabatoserale LuxOr
          a presto ; )

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          1. Ah ecco, parcheggi! Ed io che ti immaginavo con le mani impegnate a scrivere quindi pedalando senza tenere il manubrio e inoltre osservando a destra e a sinistra il paesaggio. Giustamente prima cosa la sicurezza… 😉

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            1. eh eh… per ora ho provato solo l’equilibrio senza manubrio sul largo marciapiede antistante al parco, ma poi penso a un’antica formazione che ho sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e mi responsabilizzo, non vorrei arricchirmi con i bonus per i pedoni falciati. Tuttavia se entro in un circo, altra ipotesi, proverò l’ebrezza della scrittura in corsa, li ci può stare. Ti farò sapere : )
              buon sabato, LuxOr
              io riprendo la mia postazione da guardiano notturno, o parcheggiatore abusivo, forse di sabato sera ci guadagno di più : )

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              1. Be’, a volte mi vengono delle idee in mente e cerco un pezzo di carta a tutti i costi (forse dovrei dotarmi di un registratore o un cellulare migliore) ma poi appunto riesco a scrivere bene solo seduto alla scrivania. Buon sabato anche e te Dora.

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                1. la carta è più sicura. A me è capitato di perdere delle frasi, parole, a un tocco sbagliato sul cellulare, e non ho saputo recuperarlo. Diciamo che la via di mezzo sarebbe un piccolo taccuino, di quelli tascabili. Nel tuo caso, forse, una scrivania tascabile 🙂
                  Io riesco, almeno questo, a scrivere ovunque se mi viene di scrivere. Poi, si, devo ripulire il tutto alla scrivania, preferibilmente.
                  Grazie, ricambio nuovamente l’augurio
                  ciao ciao

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                  1. Mi succede anche quando rispondo ai commenti. Non so come, premo un tasto misterioso e tutto quello che ho scritto sparisce in un attimo e allora devo ricominciare. Con me porto sempre un quaderno con pagine a righe, formato A4, ma è buono solo sull’autobus e solo quando sono a sedere, ma lo sto riempiendo di parole, piccole frasi, commenti su ciò che osservo e sulle persone che vedo salire e scendere. Alcuni appunti li ho utilizzati, altri forse li dimenticherò per sempre. Dovrei anch’io pensare a un piccolo taccuino tascabile; però rischio di perderlo, lascio sempre gli oggetti (chiavi, borsellino, cellulare, occhiali) un po’ dappertutto che per fortuna ritrovo ogni volta, raramente però mi capita di perdere alcuni effetti personali. Se potessi camminerei con le mani in tasca e nessun oggetto addosso. Poi alla scrivania, comunque e sempre mia croce e delizia. A presto

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                    1. io ho risolto con uno di quegli zainetti/sacche quasi impercettili a forma di rettangolo con le corde che vanno a chiuderli tirando in direziona opposta i due capi/bretelle. Non so come si chiamino, ma mi salvo dalle perdite e dall’ingombro così.
                      è interessante l’appuntare nel modo che dici, torna effettivamente utile nelle riprese di scrittura
                      al prossimo confronto
                      notte LuxOr

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                    2. Ottimo lo zainetto. Purtroppo il quaderno lo tengo in una borsa pesantissima piena di cartacce per un totale di circa quindici chili di roba: la prima cosa che butterei. Alla prossima. Buona notte Dora

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  3. sensualità grande legata-fusa alla sensualità della natura
    versi che scorrono con una musicalità loro
    bella molto la chiusa con l’accenno al menhir

    buon sabato, Dora
    piacere nel leggerti
    🙂
    gb

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