non aprirla mai

….

C’incontreremo tutti un giorno

dove il cervello avrà smesso di

sognare. C’incontreremo un

giorno: un solo confine, sempre lo stesso corpo,

avremo perso tutte le parole, tutti gli sguardi,

selettivi o arroganti, ogni dolcezza, ogni odio,

ogni virtù. Avremo un’uniforme senza forme,

il corpo. Non troverò a parlare la copia di me

stessa, il pappagallo col rampino, ma di natura

umana, donna vestita d’anonimo bianco,

senza colori di per sé, sposa scosciata per

un palmo d’ore tra le braghe fuori nozze.

Ho nascosto in una cartella le mie forme

più belle, perché c’incontreremo tutti un

giorno, ma prima che accada dove sarò?

Ho congelato in una cartella le mie forme

come cristallo ideale; ti do le indicazioni:

“pannello di controllo > opzioni cartella >

visualizzazione >” vedi il fantasma, non

aprirla mai. Conservami in te, qualunque

sia il punto, quell’angolo di muro delle tue

pareti intime, appesa al bolo alimentare, o

alla saliva quando inghiotte ogni emozione

e timore. Conservami in te, qualunque sia

il punto, sempre senza orizzonti, uniforme

senza forme.

Abbiamo fatto tardi per conoscerci, l’ombra era vaga,

la luce acceca, t’ho premuto forte: le mani sugli occhi

non hai detto nome, per non sbagliare nel desiderio de

la visione. Abbiamo fatto tardi per conoscerci;

troppo presto: per ricordare al di fuori dei corpi.

Ho incontrato due suore, a piedi, stasera,

senza cavallo. Ho incontrato due suore,

mentre scrivevo; chissà come si sta

là sotto, lo dico sempre: tra le pieghe

del corpo

….

 

d°’

 

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16 thoughts on “non aprirla mai

        1. Tu sai che io tornerò a leggerti.
          Non mi basta una volta sola.
          Qui c’è molto da cogliere, oh sì.
          “Conservami in te, qualunque sia
          il punto, sempre senza orizzonti, uniforme
          senza forme.”

          A presto, Dora cara
          Ti sorrido e ti abbraccio
          gb

          Mi piace

  1. Molte infinite sensazioni, sapori, brividi tattili che scorrono lungo la schiena dell’anima. Queste forme e questi corpi, forme senza forme e corpi senza corpi. L’Al di là? Oppure un’altra dimensione, il ricordo, il flusso del tempo che si fonde nel ricordo sfumando nel pensiero capace di radunare anni, secoli in pochi attimi e al contrario di espandere l’attimo nel respiro dell’eternità. Non so. Non so spiegarmi, mentre scrivo sento tremori sulla schiena (quella di carne che mi duole tanto), sento le lacrime fossili emergere dalle orbite per cercare di uscire come lacrime vive. Buona notte, carissima.

    Liked by 1 persona

    1. ti sei spiegato benissimo. Uno si fa tante domande sull’esistenza; si attraversano tante situazioni limite; e quando ci si mette in un angolo di se stessi o di mondo a pensare, a guardare, ascoltare, sentire, la mente non arriva a comprendere, e si trova il corpo, essa stessa corpo, ancora lì con tutta la sua precarietà, e ci si vorrebbe affidare alla speranza di un proseguimento, ma come sapere? Non mi dilungo che direi poco o troppo anche rispetto al tuo bellissimo pensiero. Poi ho il sonno che incalza, finalmente, direi, che ieri non ho dormito.
      notte

      Liked by 1 persona

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