Ho infarinato di gesso il mio corpo

“è soltanto una ‘pazziella’. Va letta un po’ scalpellando a colpi irregolari.”

 

….

Scancellami di gesso, infarina

le forme, ma già s’accentuano e mi

sono sbagliata, a scancellare le

forme in gesso metto l’accento sulle

curve migliori, il pericolo è

quello: innamorarsi delle curve e

dei fiori sparsi in macchie di neo,

l’erbolario del corpo è di bianco

pois dentro il bianco uniforme, ho

scancellato le forme solo ai

colori del corpo, col velo di sale,

ma a un colpo di vento s’è rialzato

il colore, sulle cime del corpo,

svelando gli angoli più aguzzi,

lasciando di seno le piegature

del corpo, lì, lì ti chiedo le mani

ad impastare quel gesso che non

scancella forme singolari di

carne, e i lineamenti di marmo fa

grezzi ancora in scalpello, quanta polvere

ho messo alla pelle del corpo, quanta

pelle su pelle infarini di corpo,

ho scancellato il mio odore con

l’odore di gesso, ma non è droga,

ma pur ti scivola nella coscienza,

e vai a tasto per tenere un appoggio

alle tue e mie battute, senza comico,

fatto erotico: il linguaggio del corpo,

se pure comico sempre è erotico

il mio linguaggio del corpo: tu sembri

pronto a un fritto, pesciolino, così

….

d°’

 

 

 

 

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26 thoughts on “Ho infarinato di gesso il mio corpo

  1. Pesciolino indorato e fritto…ah ah ah se ne sente l’odore acre e pungente come un richiamo a un sapore inevitabile!…il tuo corpo sfarinato e infarinato che si fa statua e che al tempo stesso sguizza di vita rivelando angoli aspri e di bellezza indecente…sei unica!

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        1. sia chiaro: ‘ambasciatrice non porta pene’, quindi posso solo ambasciare per una frittura, meglio di verdure, che si adatta a tutti i palati…
          sono perfida stasera, perdonatemi… : )
          ho avuto già troppo da questionare oggi con il mio alter ego

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          1. ah ah ah si però lanci la più impertinente delle metafore ortofrutticole! Ribadisco il mio giudizio di grandezza!…e lascialo correre il tuo alter ego le piace e’ campà sciogligli le briglie… 🙂

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    1. proprio così… diciamo che questo scritto m’è nato dal fatto che sia farina, sia gessetto (quando andavo a scuola), sia argilla sotto le unghie e tra le mani e il viso e… , sia pittura (smalto compreso), sia colla, ho l’abitudine di non usare mai guanti, grembiulini, protezioni varie, così ne esco inzozzata che è una goduria, ah ah!
      buona notte Lidia, e che i sogni si facciano plasmare dai tuoi desideri…

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            1. l’insoddisfazione, penso, genera sofferenza, ma è anche una forza che stranamente spinge a continuare la creazione
              io penso avvenga questa cosa, non so
              Elsa zuccherosa, la gioia di tanti bambini! (e credo anche di un bel po’ di adulti dall’animo bambino che fa sempre bene
              notte, bella

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