Io (s)corro sibilo sincero tra selve secolari

“a tutte quelle donne che non hanno paura di vivere, qualunque sia il prezzo da pagare”

….

Sogno uno spiffero di sole tra le fessure del corpo,

un calore che risale, e (f)fonde come miele sciolto al

primo fuoco della notte. Non chiedermi l’età d’un

amore, quante volte al giorno pecco da sola di fronte

ad ogni religione. Ascolta: sono sibilo sincero su

selve secolari, scorza graffiata sotto mille coltelli,

scalfiti nome a nome, senza (a)soluzione, non basta

cuore a contenere il flusso della mia linfa dolce mentre

rifugge a voraci zanzare e chiede alle tigri la rivelazione

di come ogni madre allatta e protegge i suoi cuccioli.

Non chiedermi del sesso la comune perversione: sono

fonte pura, conosco le curve dei corpi senza ricami, la

passione come scioglie i nodi civili e inaugura riti senza

dèi. Il tuo amore non è in me mancanza da colmare, non

è il desiderio espresso per stelle cadute una notte d’estate;

mai promisi desideri per me stessa, ma per ogni affetto che

incrociai nel viaggio. Ho bisogno di te come scoglio che sa le

maree e quando l’acqua non può arrivare, nonostante l’arsura

che lo sgretola; ma ci vorrà tempo prima che consumi; e in

quel tempo t’aspetto, oltre quel tempo sarò sabbia, bagnata,

a fare letto al tuo corpo, quando sarà stanco di remare in

un altrove lontano. Io che scorro fonte libera tra selve secolari

io corro…

….

d°’

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