che importa se oggi è domenica?

….

Rido di me ogni giorno, mendicante d’amore, ad ore, hanno

sottratto corpo al corpo, anche oggi, come parlar d’amore?

Non conosco più albe, dolore, tramonto, hanno provato a

farmi piangere, non ci sono riusciti, perché mostrare il volto

nella pioggia è l’arte che conosco, senz’artificio, quell’arte

che lacrima di vita naturale, ma non racconta il dolore fra

le pieghe di carne. T’ho chiesto di portare con te le tue carezze,

perché ne avrai anche tu, per chi ne ha già bisogno, smesse le armi,

t’ho chiesto di portare con te le tue carezze, per i tuoi figli, smetti

le armi, gli ostaggi, gli omaggi al tuo dio, come potrebbe volerlo

il tuo dio? T’ho chiesto di portare con te le tue carezze, per chi

ne ha già bisogno, per le tue donne, per tua madre e tuo padre,

se hai ancora padre e madre, o se li pensi in un angolo ignoto,

anche tu, fuor di condanna o salvezza, t’ho chiesto di portare

con te quello che resta d’umano, ma la tua ragione è vera, hai

ragione, è umano anche questo parto di morte, fin dove agisci

a un passo prima del mistero che governa salvezza e trapasso.

T’ho chiesto di portare con te le tue carezze, le tue rivendicazioni,

tu che hai le mani pulite, l’abito a festa sopra l’orrore, il quadro

televisivo, fidati, non migliore del nostro. Io spengo lo schermo,

oggi, senza festa, senza religione, senza vero, senza falso, muto,

senza pretendere ci sia un senso a tutto questo, e basto a me stesso,

ma ti dico quanto amore sa fare la nostalgia d’ogni nascita, la pietà che

segue la rabbia d’ogni morte, solo un anticipo sul corso dell’inverno?,

chi può dirlo, non è natura anche la mente che domina?, non è natura

anche l’ingegno malato d’uno strano male che non comprendo?,

cos’accade, fratello, cos’accade? è già accaduto. E io sono solo

uno sporco poeta che continua a cantare sui cadaveri che piange.

dio mi perdoni per questo. La mia voce non ha pace.

….

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8 thoughts on “che importa se oggi è domenica?

  1. Sempre bello leggerti, anche in simili momenti….amo un grande poeta figlio di innumerevoli pseudonimi, ti lascio un suo componimento, serena domenica Dora.

    Poveri versi miei gettati al vento,
    Della mia gioventù memorie liete,
    Rime d’ira, di gioia e di lamento,
    Povere rime mie, che diverrete?
    Ahi fuggite, fuggite il mondo intento
    A flagellar chi non l’amò; premete
    L’inculto sì ma non bugiardo accento,
    Conscie dell’amor mio, rime discrete.

    Olindo Guerrini

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  2. Ho spento anch’io quel brusio dello schermo che mi svuota e pure io mi sento in colpa. La mia anima è nel corpo degli ultimi istanti dei morti e non riesco a ritornare in me stesso, cinicamente in me stesso.. Altre bellissime parole, le tue… che sgorgano direttamente dall’anima.

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  3. forse è svuotarsi di parole per trovare il silenzio, tanto importante quanto le parole
    si la televisione fa troppo rumore, troppe chiacchiere ‘stupide’, litigi tra politichesi, non li sopporto più.

    ho letto il tuo componimento anche se riesco poco a commentare, preferisco leggere, anche la lettura in silenzio
    buona domenica, LuxOr

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  4. scrivi ,annota, canta…è questa l’ultima innocenza che c’è rimasta e fosse pure un bimbo narciso, perché mai non dovrebbe specchiare la sua candida bellezza nello specchio degli occhi altrui, quegli occhi che tu sai avvertire con amore immenso…non fartene una colpa…anche Neruda cantava ne “El Canto generàl” la sua terra dilaniata e ce ne ha resi cittadini tutti…il canto è appartenenza, è comunità…a volte anche il silenzio può essere spettrale se non è condiviso e intenso…

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