lische di carne

….

Rifarsi corpo ogni giorno, tra le strade della distrazione

dove c’è troppo da fare per fermarsi a guardare ogni volto

ogni mano, ogni strambo andamento, rifarsi corpo tra

le giornate senza sole, ombre diffuse in consistenze pallide

all’apparire, ma lucide ossa, lische di carne, passione aggrappata

come sale a ogni voce, come sale stamane, e rifarsi corpo, del mio

silenzio ancora caldo, io che cerco di scrivere il suono insonoro,

e non lo so dire, forse, teso o non teso a un filo di plastica, una volta,

oggi sospeso all’aria quando passa tra la mia bocca e l’altra bocca,

fili di lenza trasparenti, senza ami, per quei pesci di carta che

meravigliano i bambini, e si rifanno corpo anche dei venti più

leggeri, temono la pioggia abbondante, ma benedicono il pianto

a riso degli innamorati per sempre, fosse solo oggi, cosa importa?

Muoversi a bassorilievo lungo i muri, in/filare i corpi tra le polveri sottili,

scrocchiarsi l’avorio, senza spari, imperlarsi senza paura, allacciati nelle carni

di quel benessere mai nostalgico, quando sai farti corpo, ovunque sia.

….

d°’

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